Da quando esistono, le promesse nuziali hanno sempre rappresentato una sfida da scrivere. Questo compito richiede di condensare il proprio amore e il proprio impegno verso il partner in un discorso di poche centinaia di parole, da pronunciare di fronte a familiari e amici. Le promesse possono essere considerate la dichiarazione ufficiale di inizio matrimonio, un discorso destinato a essere ricordato e rievocato negli anni a venire. Non sorprende, quindi, che molti trovino il compito arduo e sentano la pressione di rendere le promesse poetiche e coerenti. Probabilmente per questo motivo, un numero crescente di coppie sta affidando la stesura delle proprie promesse all’intelligenza artificiale.
Secondo il rapporto sulle tendenze 2026 di The Knot, oltre un terzo delle coppie utilizza l’intelligenza artificiale per organizzare il matrimonio, inclusa la scrittura delle promesse. Una rapida ricerca su Google con parole chiave come "promesse nuziali con IA" mostra che chi sceglie questa strada ha accesso a numerose opzioni. Oltre alle piattaforme tradizionali di IA come ChatGPT o Gemini, esistono generatori gratuiti come CelebrateAlly, Provenance Weddings, Matched Hearts e Wedding One, che permettono di creare promesse nuziali in pochi minuti.
Il funzionamento è semplice. Basta inserire alcuni dettagli chiave (come il modo in cui la coppia si è conosciuta, preferenze e ovviamente i nomi degli sposi). A quel punto, il bot genera un testo pulito di 100-300 parole, pronto per essere recitato durante la cerimonia.
Provando personalmente con dati fittizi, sono riuscito a generare diverse versioni di promesse nuziali per un matrimonio inesistente in meno di cinque minuti sulla maggior parte delle piattaforme. Tuttavia, le versioni automatiche mancano spesso di empatia umana o aneddoti iper-specifici, presentando invece molti trattini lunghi e un uso disinvolto di analogie.
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L'IA generativa per raccontare le nostre emozioni
La crescente popolarità di questo metodo controverso riflette una tendenza più ampia. Secondo un recente studio, quasi il 41% degli utenti di app di incontri ha utilizzato l’intelligenza artificiale per scrivere messaggi di rottura, mentre sempre più persone si rivolgono all’IA generativa per ricevere supporto nella stesura di scuse o spiegazioni emotive.
Ogni giorno, si apre così una nuova possibilità di gestire l’introspezione emotiva tramite l’IA, un fenomeno che ha suscitato opinioni contrastanti. Alcuni vedono questi strumenti come un aiuto pratico e immediato, altri ne criticano l’interferenza nella comunicazione autentica e nella gestione dei rapporti personali.
La discussione sull’uso dell’intelligenza artificiale per scrivere le promesse nuziali ha recentemente attirato l’attenzione su Reddit, dove un utente ha raccontato che la sua compagna se ne era andata dal matrimonio dopo aver scoperto che lui aveva affidato all’IA la stesura delle promesse. La storia non è stata verificata e il post non specifica quale sia stato l’indizio principale che ha spinto la partner a reagire, ma le reazioni prevalentemente negative mostrano come molti trovino ancora offensive le promesse scritte dall’IA (nonostante il loro aumento del 20% quest’anno). Altri invece hanno sottolineato che i sentimenti, pur difficili da esprimere, dovrebbero essere comunicati personalmente, ipotizzando che la fidanzata l’abbia interpretato come un segno del tipo di vita che l’attendeva se avesse sposato quell’uomo.
Eleanor Willock, celebrante di matrimoni e rinnovi di promesse nuziali con sede nel Regno Unito, osserva che l’IA sta diventando sempre più presente nel suo settore. «Vedo le promesse di ogni coppia che seguo prima del giorno del matrimonio. Direi che quest’anno circa il 30% ha coinvolto l’intelligenza artificiale», afferma.
Per Willock, le promesse generate dall’IA non sono una questione di bianco o nero. Non è contraria all’idea che le persone si lascino aiutare da un bot per perfezionare le proprie dichiarazioni, ma sottolinea che l’IA dovrebbe funzionare come assistente piuttosto che come ghostwriter. «Se intendi usarli, informati sui suggerimenti e serviti dei bot per migliorare grammatica e sintassi dei tuoi pensieri», spiega. «Prima di iniziare, cerca su Google 'guida alla scrittura delle promesse nuziali': ci sono molte risorse gratuite (soprattutto da parte di celebranti) che aiutano a rendere autentiche le dichiarazioni senza delegarle completamente a un algoritmo».
Se decidete di ricorrere all’intelligenza artificiale per scrivere le promesse nuziali, è fondamentale che voi e il vostro partner siate d’accordo sulla scelta. «Il problema si pone solo se la questione viene nascosta», spiega l’esperta di relazioni Rebecca Eudy, Ph.D.. «Il fondamento di un matrimonio sano è la comunicazione e l’onestà».
Eudy avverte che le promesse generate dall’IA possono risultare generiche se non vengono personalizzate. «Dal punto di vista della relazione, il problema principale è la comunicazione. Se uno dei partner non sa che è stata utilizzata l’IA e lo scopre dopo, può percepirlo come una violazione della fiducia. Non è lo strumento il problema, ma la mancanza di trasparenza».
L'editor virtuale
L’intelligenza artificiale può essere utile come editor o strumento di brainstorming, ma non dovrebbe dettare l’intero processo. «Spesso la parte più difficile è semplicemente iniziare, e avere uno strumento che guidi questo primo passo può rendere il processo meno opprimente», aggiunge Eudy. «Usate la bozza generata dall’IA come punto di partenza, non come versione definitiva. Leggetela ad alta voce e modellatela fino a farla rispecchiare la vostra voce naturale. Creare insieme le promesse con il partner è spesso altrettanto significativo del risultato finale».
Anche la celebrante Eleanor Willock sottolinea l’importanza del coinvolgimento personale: «Le promesse nuziali sono qualcosa a cui entrambi dovreste poter fare riferimento durante tutto il matrimonio, per trovare conforto e ispirazione nei momenti belli e in quelli difficili. Chiedere aiuto è consentito, anzi è consigliabile. La generazione automatica però non dovrebbe mai essere l’inizio e la fine del processo».










