Tutto quello che vogliono le ragazze è un partner con un grado sufficiente o perlomeno accettabile di alfabetizzazione emotiva. Lo dicono tutte: se parlate degli ultimi date con le vostre amiche sedute al bar, se le consolate per un cuore spezzato da un tizio che non voleva impegnarsi, se le sentite al telefono mentre si lamentano dell'ennesima storia arenata rimasta inspiegata, vedrete che il punto è sempre lo stesso. L'alfabetizzazione emotiva dovrebbe prevedere la capacità di leggere le proprie emozioni, di accettarle e di formulare una risposta comprensibile a chi si trova di fronte.

A quanto risulta evidente, la socializzazione standard del maschio etero non aiuta in questo senso, e così il dating moderno si conferma ingarbugliato, faticoso e indecifrabile. Le conversazioni su ciò che si prova e si vuole girano in tondo senza arrivare a nessun punto. Ti ritrovi a casa, mentre fai la skincare, a chiederti che cosa vi siate detti davvero. E peggio: che cosa siete davvero. Amici? Scopamici? Vi frequentate ma senza impegno? È una situationship? Una nuova forma di relazione a cui non è ancora stato dato un nome?



clear coding: il dating trend 2026 sulla chiarezza emotivapinterest
Foto di Guilherme Stecanella su Unsplash

Clear Coding

Secondo il rapporto Year in Swipe di Tinder, tra i principali dating trend del 2026 ci sarà il "Clear Coding". Di fatto: nessuno ha più voglia di decifrare, di leggere input ambigui, fare supposizioni e giocare a m'ama non m'ama. Il 56% delle persone dà priorità alle conversazioni sincere, il 45% cerca attivamente più empatia dai propri partner, addirittura il 64% degli utenti dell'app afferma che l'onestà emotiva è ciò di cui gli incontri hanno più bisogno, mentre il 60% chiede una comunicazione più chiara sulle intenzioni.

L'alfabetizzazione emotiva è di tendenza, alla lunga forse ci hanno stufato anche i malesseri e la moda di amare uomini disfunzionali è un po' meno cool e più frustrante (almeno fino alla prossima uscita di Cime Tempestose al cinema). L'idea che il romanticismo debba mantenersi ambiguo e criptico sta scricchiolando, lascia spazio all'ipotesi di un approccio più diretto, che forse qualcuno definirebbe postromantico, ma che potrebbe, chissà, anche aprire a un nuovo modo di parlarci e desiderarci. Ora come ora, non ci interessano i veli di mistero, vorremmo che le reazioni emotive di chi abbiamo davanti corrispondessero a quello che gli sentiamo dire.

Incertezza

E invece non succede. Puoi passare un weekend in cui tutti i segnali ti indicano che siete sulla stessa lunghezza d'onda, puoi vederti proporre cene con i suoi amici d'infanzia, puoi chiedere conferma e sentirti dire che è aperto a vedere come andrà, a innamorarsi, ad avere una relazione seria. Al momento di fornire chiarezza - siamo o non siamo, cosa siamo o anche solo «cosa vorresti» - il cortocircuito potrà ugualmente manifestarsi. E consisterà nel tentativo di rimanere nel confine dell'indeterminato, del nebuloso e del poco chiaro. Altrimenti niente. Che cos'è che spaventa tanto dell'onestà emotiva e della chiarezza? È una questione di presa di responsabilità? Nel 2026 sarebbe bello intanto concordare che per clear coding non si intende «Non voglio niente» e poi prenotare una vacanza a quattro con i genitori. A quel punto non vale il «Ma te l'avevo detto».