Ogni anno, mentre tutti smontano le decorazioni natalizie e pubblicano storie su Instagram con il tema "anno nuovo, vita nuova" , arriva un'altra tradizione: un'ondata di coppie che scelgono di trascorrere le prime settimane dell'anno chiedendo il divorzio. Nel corso degli anni, gennaio si è guadagnato la reputazione di mese di punta per le separazioni legali, tanto da essere stato soprannominato "Mese del Divorzio" dai professionisti del diritto di famiglia che si trovano oberati di pratiche in questo periodo dell'anno.
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Uno studio dell'Università di Washington ha valutato i tassi mensili di divorzio negli ultimi decenni e ha rilevato un aumento del 33% delle richieste concentrate a gennaio. E lo scorso anno, il tool di ricercca Semrush ha registrato un aumento significativo del volume googolato per i termini "divorzio", "come ottenere il divorzio" e "presentare domanda di divorzio" da dicembre a gennaio, mentre le ricerche su Yelp di avvocati divorzisti sono aumentate del 33% su base mensile da dicembre 2024 a gennaio 2025.
Ma l'inizio dell'anno non è l'unico periodo in cui le richieste di divorzio aumentano: i dati suggeriscono che anche marzo e la fine dell'estate sono periodi popolari. Gennaio tuttavia regna sovrano come il "mese del divorzio" più iconico, grazie, in parte, ai numerosi fattori familiari e complessi che si ritiene influenzino questo afflusso di separazioni a Capodanno. «L'introspezione che accompagna i buoni propositi per il nuovo anno può agire come un potente catalizzatore, che spesso spinge le persone a perseguire cambiamenti significativi nella propria vita, anche all'interno del proprio matrimonio», afferma l'avvocato divorzista Jackie Combs.
Lo slancio del nuovo inizio
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E se i buoni propositi abbracciano il nuovo anno attraverso la sobrietà alcolica, un cambio di capelli o nuovi obiettivi in palestra, anche coloro che scoprono che il proprio matrimonio non funziona possono sentirsi spinti a cambiare radicalmente la propria vita.
«Il nuovo anno [offre] un permesso psicologico [incoraggiando] un senso di chiusura, una rinnovata capacità di azione e la motivazione per cambiamenti a lungo evitati», afferma la terapeuta matrimoniale e familiare Carrie Ann Cleveland. «Le persone si ritrovano a chiedersi: 'Posso sopravvivere a un altro anno così?'. Le festività mettono in pausa le rotture, gennaio invece permette alle persone di agire». Oltre all'energia generale che si respira nell'aria e che invita a "riappacificarsi con la vita", gli esperti evidenziano alcuni fattori aggiuntivi che potrebbero contribuire a questa tendenza stagionale.
L'effetto delle festività natalizie
Qualsiasi problema latente che una coppia possa avere, non fa che aggravarsi con lo stress delle feste:la famiglia allargata che si piazza in salotti, il conto in banca che piange dalle spese di fine anno, l'ansia da prestazione sui social... Insomma, le feste sono sufficienti a mettere alla prova la resilienza di qualsiasi unione, figuriamoci di un matrimonio in crisi.
Le ricerche dimostrano che questo potrebbe essere un periodo particolarmente difficile per le donne (più che per i loro partner maschi), con uno studio di Stanford che suggerisce che sono le mogli a prendere l'iniziativa di una separazione post-festività più spesso dei mariti da cui stanno divorziando. Cleveland afferma che questo potrebbe essere dovuto al fatto che le donne spesso si accollano la maggior parte del lavoro festivo nelle relazioni eterosessuali. «Molte donne affrontano le feste già emotivamente esauste, poiché spesso portano con sé il peso mentale di preparare e gestire la maggior parte dei festeggiamenti», spiega Cleveland, aggiungendo che le donne che stanno pensando al divorzio possono trascorrere le feste osservando in silenzio il coniuge, confermando i modelli e preparandosi a fare il passo successivo. «Per molte donne che stanno pensando al divorzio, gennaio rappresenta il permesso, non l'impulsività» spiega: «Gennaio non è il mese in cui le donne decidono di andarsene, è il momento in cui finalmente smettono di negoziare con se stesse per restare».
Combs aggiunge che molte coppie potrebbero anche rimandare la presentazione della domanda fino a dopo le festività per tutelare la pace familiare, soprattutto quando sono coinvolti i figli. «Questo approccio mira a ridurre al minimo l'interruzione delle routine dei figli e a creare un periodo di maggiore stabilità per la famiglia mentre affronta la transizione», spiega Combs.
I divorzi di gennaio sono più pratici
L'approccio "aspettare fino a dopo le vacanze" presenta anche vantaggi logistici. Gennaio è il periodo in cui (si spera) arrivano i bonus di fine anno, e si inizia a preparare la dichiarazione dei redditi. Tutto ciò lo rende un momento opportuno per avviare una separazione legale e valutare attentamente la suddivisione dei beni.
«La tempistica di un divorzio è spesso una decisione finanziaria strategica» afferma Combs. «Sebbene non sia legalmente vantaggiosa, presentare la domanda a gennaio può offrire chiarezza finanziaria. Garantisce una netta separazione dall'anno fiscale precedente e consente una chiara contabilizzazione dei bonus di fine anno e di altri beni prima dell'inizio del procedimento».
In realtà, non esiste un momento perfetto per divorziare. Ma chi sceglie di lasciare una situazione infelice durante il "Mese del Divorzio" lo fa nella speranza di non dover passare un altro anno a reprimere il malcontento e a ritardare il processo di separazione. «Gennaio non causa il divorzio, la chiarezza sì», sottolinea Jackie. «In realtà, la decisione [di separarsi] è in genere il culmine di mesi, o addirittura anni, di questioni irrisolte e di crescente disallineamento. Il nuovo anno fornisce semplicemente il catalizzatore per agire».









