Parlare di soldi non sarà il massimo del romanticismo, ma a volte non servono parole, basta l’arrivo silenzioso del conto a scatenare dubbi su chi sia chiamato a pagare. Così, il dilemma tipico del primo appuntamento si fa precursore di una domanda più grande: è davvero possibile dividere le spese in una coppia?

Secondo i dati di OkCupid, l’86% degli uomini e il 74% delle donne in relazioni sentimentali a lungo termine credono nell’equa suddivisione delle responsabilità finanziarie. Naturalmente, ognuno ha la propria versione di tale spartimento. Ecco, quindi, come coppie diverse sincronizzano spese diverse, tra trattamenti viso che ammontano su conti cointestati e delivery fee a proprio carico.

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Yevgen Romanenko//Getty Images

«Ora che abbiamo due figli, due lavori a tempo indeterminato e due case di proprietà, io e il mio compagno non possiamo più pensare alle nostre spese come oneri separati, perché le nostre vite non lo sono più. I soldi sono “nostri”, perché viaggiamo sulla stessa rotta. Ma questo non significa che sia necessario condividere tutto. Oltre ad avere un conto cointestato, infatti, ciascuno ne mantiene uno personale. Certo, gran parte degli acquisti pesa sulla carta di credito condivisa, poiché la maggioranza dei costi familiari sono legati ai bambini, a meno che non si tratti di interessi o hobby personali».

Rachel, 33 anni, fidanzata da 12 anni

«Quando ci si sposa, la vita di uno si fonde completamente a quella dell’altro, anche a livello finanziario. Almeno, così è successo ai nostri genitori. Oggi, vivono ancora insieme, così, anche io e il mio fidanzato abbiamo deciso di unire i nostri conti, perché in fondo, è quello a cui siamo sempre stati esposti. Ammetto che, all’inizio, mi sentivo un po’ a disagio a spendere 100 euro con la carta condivisa solo per un trattamento al viso o in vestiti nuovi, perché non erano più solo soldi “miei”. Ma ora ho imparato che l’importante è cercare sempre il dialogo e decidere insieme quali sono le spese più onerose, cercando di venire incontro ai bisogni di entrambi».

Alexis, 31 anni, fidanzata da 11 anni

«Io e i miei coinquilini siamo in una relazione a tre, e ognuno contribuisce alle spese in base al proprio reddito. Chi guadagna di più, a rigor di logica, copre i costi più consistenti, come le bollette. Io, invece, mi occupo delle spese alimentari, e l’altro, salda i costi meno pesanti, come l’abbonamento a Netflix. Per il resto, contribuiamo tutti all’affitto con il 33% del nostro stipendio, ma non ci serve un registro contabile: ci fidiamo l’uno dell’altro e contribuiamo in base a quanto possiamo permetterci».

Abby, 36 anni, fidanzata da 6 anni

«Prima che ci conoscessimo, io e la mia ragazza avevamo abitudini molto diverse. Lei, per esempio, era solita cucinare a cena, mentre io, ordinavo sempre da asporto; così, abbiamo deciso di mantenere conti separati. Oggi, paghiamo più o meno la stessa percentuale per affitto e utenze, e ci dividiamo il resto delle spese facendo fede alle nostre routine individuali. Difatti, lei continua a fare la spesa, e io, a pagare le cene da asporto».

Lydia, 29 anni, fidanzata da 4 anni

«Prima di andare a vivere insieme, abbiamo creato un foglio Excel, e questo ci ha permesso di calcolare le nostre entrate e uscite complessive. Abbiamo scoperto che io guadagno il 56%, e mia moglie, il 44% del totale, e in base a questa suddivisione, abbiamo individuato quale percentuale di spese fisse mensili (tra utenze, affitto e cibo) ci spetta da pagare singolarmente. Depositiamo direttamente la somma su un conto corrente cointestato, e il resto dei nostri guadagni resta su conti individuali per le spese personali. Più equo di così!».

Casey, 33 anni, fidanzata da 11 anni

«Contribuisco in misura maggiore alle spese collettive perché il mio fidanzato è impegnato in un Master, e finché non terminerà gli studi, continuerò a pagare due terzi dell’affitto, e lui, il saldo restante. Dividiamo per due solo i costi domestici, come la spesa al supermercato, mentre fuori casa, ognuno gestisce il denaro per conto proprio, anche perché abbiamo gusti e necessità molto diverse. Io amo regalarmi borse e scarpe firmate, lui, invece, non riesce nemmeno a concepire l’idea che si possa spendere così tanto per un accessorio. Ma d’altronde, è ancora all’università».

Cindy, 32 anni, fidanzata da 4 anni