«Sono esausta delle dating app, ma è come se ne fossi intossicata. Non voglio fare la reazionaria ma, effettivamente, mi sento così. Per me è difficile conoscere persone nuove, sono sempre a lavoro – e no, non voglio scopare con un collega – e le poche volte che esco nessuno ci prova, quindi, neanche io lo faccio. Mi restano le dating app, ma come faccio a uscire da questo loop?»

In Harry ti presento Sally, la commedia romantica per eccellenza, c’è una frase: «Dimmi che non dovrò mai più uscire con qualcuno». E con “uscire” il film si riferisce al terribile mondo del dating della New York degli Anni ‘90 (ancora estraneo alle app e ai social). Comunque, non è solo una tua impressione, le app sono in crisi: gli iscritti sono diminuiti del 47% tra il 2023 e il 2024, mentre Tinder, Bumble e Hinge continuano a perdere utenti. Ma sarebbe impossibile tornare indietro, alla borsa che cade per caso e ci viene raccolta prontamente, o al caffè rovesciato sulla maglia bianca dall’amore della nostra vita. No, troppo complicato. Continuiamo a usare il principio dell’algoritmo, ovvero a matchare persone che hanno passioni, credenze e hobby simili ai nostri, e trasferirlo offline: nei club del libro, di salsa, di uncinetto e di corsa (pare che Strava stia diventando il nuovo Hinge). Non sono più solo gli over 60, infatti, a incontrarsi grazie alla loro passione per il liscio, i balli latini e la visione dei cantieri. Oggi, anche gli under 30 possono creare un legame costruendo dei vasetti di ceramica irrimediabilmente brutti. Avere una passione in comune è una specie di ancora di salvezza nel mondo del dating, una sicurezza che permette di avvicinarsi all’altro senza rischiare di molestare nessuno. Lei è al tuo stesso club, le piacciono le tue stesse cose, vuole parlare proprio di quegli stessi argomenti: è tutto apparecchiato. Ma anche, forse, tutto molto noioso. Quindi propongo: provaci con uno al club del libro parlando di squat, o provaci al club della corsa parlando di poesia confessionale.

«Faccio solo primi appuntamenti, arrivare al secondo è quasi impossibile perché: 1. Lui non ti cerca più, devi farlo tu, e a me non va. 2. Con le dating app e i social noto che non si crea nessun intrigo, mistero, mani sudate: tanto vale eliminare e passare al prossimo, no? 3. Sono STANCA. Soluzioni?»

Restare single? Nella ricerca di una storia d’amore sembra che finiamo sempre per avere tutti gli stessi obiettivi stereotipati – nonostante non siamo più nei primi anni Duemila e tutto è cambiato in fatto di relazioni sentimentali. Vogliamo intrighi, mistero, vivere momenti che ti facciano sperare che succederà veramente – ma non succederà. Nei film questo è accettabile, ma non è estenuante voler raggiungere queste stesse tappe nella vita reale? È vero, oggi il problema non è tanto il primo appuntamento, che si fa quasi per inerzia, ed è diventato una specie di colloquio di lavoro per accertarsi di non avere a che fare con un serial killer o con una red flag ambulante. Il fatto è che ormai si va a un appuntamento pregando che la persona che avrai davanti ti piacerà, e sperando, allo stesso tempo, che non inizi a piacerti. Il vero problema, quindi, è arrivare al secondo. Ma quel 0.0001% di persone che ci riesce può solo sperare di trovare una parvenza di scintilla. Un’altra cosa che non gioca a tuo favore: oggi siamo spinti a conoscere il peggio delle persone che stiamo per incontrare prima ancora di conoscerle, stalkerandole ovunque. Ma se si supera tutto questo, se si riesce a trovare del romantico dopo tutto questo orrore, forse, ne varrà davvero la pena. O forse, basta cercare qualcuno senza social, dating app o vita online, e accettare il rischio.

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Valeria Montebello
Scrittrice e podcaster, ha creato ed è host dei podcast “Il sesso degli altri” ed “È solo sesso” prodotti da Chora Media. Ha pubblicato da poco il suo primo romanzo con Feltrinelli, Succede di notte.

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