«All'inizio di questo mese», racconta la giornalista Chante Joseph, «ho scritto un articolo per British Vogue ponendo una semplice domanda: "Adesso avere un fidanzato è imbarazzante?". Non avrei mai potuto immaginare il caos che ne sarebbe seguito». Il pezzo effettivamente è stato ripreso tantissimo sui social, l'avrete sicuramente visto da qualche parte. Joseph, a quanto pare, ha toccato un nervo scoperto, la sensazione che qualcosa stia cambiando nella narrazione dell'amore eterosessuale.

Secondo la giornalista, la questione ha molto a che fare con le donne di oggi e il modo in cui sta cambiando il loro approccio al dating e, in generale, ai partner maschili. «Parlando con innumerevoli donne eterosessuali – sia per l'articolo che dopo la sua pubblicazione –», ha spiegato, «è evidente che molte di noi si stanno allontanando dal definirsi attraverso le proprie relazioni sentimentali in pubblico, in modi che ci differenziano dalle generazioni precedenti, anche solo rispetto a pochi anni fa». È senz'altro vero, ma basta questo per rendere l'amore imbarazzate?



Dating e imbarazzo, cosa sta succedendo

Che stia cambiando gradualmente il modo in cui le persone - e le donne in particolare - vivono le relazioni è sempre più evidente. «Una volta la vita di coppia era uno degli obiettivi di vita, se non l’unico sul quale focalizzarsi, principalmente per le donne», concorda la dottoressa Giorgia Gamberini, psicologa cognitivo costruttivista, «La coppia diventava un luogo quasi totalizzante, nel quale investire tutto il proprio tempo e le proprie risorse. Quando si arrivava ad essere mogli, la donna in sé spariva. A oggi, invece, vedo e percepisco un cambio di prospettiva». Questo è positivo per molti aspetti, le persone sono focalizzate su obiettivi diversi: la vita familiare, ma anche il lavoro, la carriera, le passioni personali, gli amici. Il focus, d'altra parte, si sta spostando sempre più sulla coltivazione del proprio io, su un approccio individualista e meno predisposto alla relazione: si cerca un partner che possa, prima di tutto, soddisfare i nostri bisogni senza richiedere troppi compromessi. «C’è una sempre più crescente sfiducia nelle relazioni: se rimango single o non mi lego ad una persona in particolare, non rischio di essere ferita», osserva la dottoressa.

Mostrarsi vulnerabili

L'imbarazzo ultimamente sembra l'emozione predominante. Ci imbarazza tutto, abbiamo la costante paura di risultare cringe, inadeguati, fuori posto, da meno, mediocri, basic, o, in altre parole, vulnerabili. L'amore, però, funziona solo nella misura in cui siamo disposti a far cadere almeno in parte le difese. E dunque è qui che sorge il problema. Carolina Bandinelli, nel suo libro Le Postromantiche, parla di «un’attitudine allo stesso tempo disincantata, impaurita e blasé, accompagnata da un’acuta coscienza morale e dalla tensione verso l’utopia di un amore efficiente. Un amore che non porta stravolgimento, e non frequenta abissi, dirupi, precipizi o altri luoghi adatti alle cadute». Vogliamo un amore che non ci indebolisca, non ci faccia vacillare, vogliamo sicurezze dentro e fuori dalla coppia, ancore di salvataggio disseminate a cui aggrapparci.

«Oggi questa consapevolezza di voler espandere diverse aree della nostra vita, di avere una nostra identità e voler soddisfare bisogni non solo relazionali, porta al voler esistere anche al di fuori della coppia», spiega ancora la psicologa, «Quello che credo serva è riuscire a trovare quell’equilibrio tra l’indipendenza, l’affermazione di sé e, nel caso in cui la si voglia - proprio perché non è un qualcosa di necessario - la condivisione di queste parti con una persona con la quale valga la pena fare tutta questa fatica». E invece, gradualmente, essere una donna single, una moderna Carrie Bradshaw che narra le sue ultime esperienze di dating, si dedica ai suoi interessi, frequenta i propri amici e ha tempo per concentrasi su di sé (ma anche per lamentarsi di essere single) è diventato cool. Essere fidanzate, invece, è semplicemente basic, noioso: hai scelto la strada tradizionale e anche la meno interessante.

Inutile dire che non tutte le donne in una relazione hanno scelto di abdicare all'emancipazione: «Se una donna decide di intraprendere una relazione eterosessuale, non per forza si sta conformando alle regole o alle rigide strutture di genere stereotipate», osserva la dottoressa Gamberini, «Non possiamo sapere come e quali regole o bisogni si stanno negoziando all’interno di quella relazione».

La netiquette dei fidanzati sui social

Dopo l'elezione di Zohran Mamdani come sindaco di New York, si è parlato molto di sua moglie, l'artista Rama Duwaji. Lei, a 28 anni, è sposata e verosimilmente innamorata di un uomo noto e di successo, eppure risulta tutto fuorché imbarazzante. Questo, però, potrebbe avere a che fare con la presenza pubblica (e social) di Duwaji: non mostra quasi nulla della sua relazione, il suo Instagram è pieno della sua arte, delle sue passioni e delle cause che le stanno a cuore, sono pochissimi i post dedicati al marito (conosciuto su Hinge) e di certo non rispecchiano i canoni classici di romanticismo. Ma allora, è avere un fidanzato che risulta imbarazzante o semplicemente mostrarlo sui social?

«Ho come l’impressione che non sia il fatto di avere un fidanzato ciò che genera imbarazzo quanto il modo in cui se ne parla», osserva ancora la psicologa, «L’imbarazzo credo che nasca dalla trasformazione di una relazione romantica in un tipo ben definito di content per i social». Negli ultimi anni i contenuti di coppia in tutte le loro forme (post e video romantici, scherzosi, analitici, psicologici) sono stati una costante e in tutti i casi hanno mostrato una versione idealizzata della relazione. Mostrare il proprio amore online vuol dire mostrare la propria vulnerabilità, non solo a livello emotivo, ma anche a livello personale: significa dire «Sì, ci sono caduta anch'io, anch'io faccio cose romantiche, anch'io voglio stabilità, una relazione "normale", magari una casa e una famiglia». «Viviamo all’interno di un mondo molto veloce e in cui vogliamo sempre mostrare la parte migliore e più invulnerabile di noi», aggiunge Gamberini, «Se posto foto con il mio partner e poi ci lasciamo? Che figura ci faccio?». Le relazioni stabili hanno bisogno di tempo e, al netto della performance, dell'imbarazzo e della voglia di mostrarsi cool e imperturbabili, anche di un po' di privacy, «Potersi esporre significa avere un certo livello di intimità», conclude la psicologa, «che però si costruisce con il tempo: siamo disposti e disposte a prenderci il rischio di fare questo investimento?».