Per Robin, 33 anni, portare lo slip contraccettivo «È un atto di condivisione delle responsabilità». Per Grégoire, 47 anni, scegliere la vasectomia è servito per «alleggerire la sua compagna, che prendeva ormoni da molti anni». Per Laurent, 31 anni, l’Androswitch, un anello contraccettivo che si basa sul metodo termico, «È una strada fantastica per usare la contraccezione nel rispetto dei corpi delle persone». Sempre più uomini di età diverse, come questi intervistati tempo fa da Cheek Magazine, si interrogano sulla contraccezione maschile, si riuniscono in comunità online, chiedono di essere inclusi nel dibattito e che la comunità scientifica prenda in considerazione anche le loro esigenze. A oggi la contraccezione è ancora sbilanciata: esistono poche opzioni maschili e, anche a livello culturale, si tende spesso a vederla come una preoccupazione principalmente in capo a chi rischia una gravidanza. «Da sempre», conferma infatti la psicologa e sessuologa clinica Giorgia Fasoli, «la responsabilità della procreazione è pesata sulle spalle del sesso femminile (uso del condom o vasectomia a parte) parlando di coppie eterosessuali».
Attualmente i metodi contraccettivi maschili davvero disponibili ed effettivamente utilizzabili per praticità e livello di invasività sono il preservativo, il coito interrotto (che però non è un metodo contraccettivo efficace ed espone al rischio di gravidanze), la vasectomia (che è tendenzialmente definitiva ed espone a rischi) e metodi sperimentali ancora poco usati come slip termici e anello per l’ipertermia scrotale. Si parla da tempo di una pillola maschile tra ricerche e perplessità e gli ultimi studi sono promettenti. Di recente, infatti, un nuovo potenziale farmaco contraccettivo maschile, chiamato Yct-529, ha superato le prime fasi di test sull’uomo, mostrando risultati effettivamente positivi e aprendo a nuovi scenari di parità.
Il peso della contraccezione
Quando si parla di sesso con le ragazze adolescenti, spesso la preoccupazione principale (più del piacere, più del consenso persino) è la tutela dalle gravidanze indesiderate. Nel mondo si stima che siano ogni anno circa 121 milioni. Le donne risultano quindi molto responsabilizzate e preparate sul tema. «La maggior parte dei metodi contraccettivi – soprattutto la molto usata pillola – implicano una responsabilità quotidiana e costante, che può diventare un carico mentale non da poco per alcune persone», spiega ancora Giorgia Fasoli. A suo parere, al di là dell'indiscussa e storica importanza della pillola contraccettiva, c'è un impatto in primis sulla salute fisica: «Assumere un farmaco tutti i giorni significa introdurre ormoni che possono avere effetti collaterali anche importanti (ad esempio cambiamenti dell’umore, calo del desiderio sessuale o della lubrificazione, aumento di peso, rischio cardiovascolare, ecc.).
Ci sono, però anche conseguenze a livello economico cosa che, «Nel lungo periodo, crea un’asimmetria non solo di spesa ma anche di percezione del valore attribuito alla responsabilità contraccettiva», spiega la sessuologa. Sul piano psicologico, poi, «Molte donne riportano l’ansia del “cosa succede se mi dimentico?”, che può minare la serenità sessuale e trasformare il desiderio in un atto carico di preoccupazione». L'esperta racconta infatti di riscontrare nelle sue pazienti un'iper-attenzione per non rischiare di sbagliare e persino, a volte, «Un “obbligo implicito” di dover prendere la pillola in quanto i compagni, rifiutando l’uso del condom, scaricano il rischio su di loro o sul famoso coito interrotto, il “salto della quaglia” assolutamente non sicuro!».
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Una contraccezione paritaria esiste?
La possibilità di vivere la contraccezione in modo maggiormente paritario esiste e sempre più coppie stanno sperimentando questa strada. Un'indagine su larga scala condotta dal 2021 al 2023 in sei Paesi a basso e medio reddito e negli Stati Uniti, ha rilevato un forte interesse per i nuovi contraccettivi maschili, con una media del 61% degli uomini che ha dichiarato di voler provare un nuovo metodo entro il primo anno di disponibilità mentre le donne in tutte le aree geografiche hanno espresso elevati livelli di interesse e fiducia nell'uso dei contraccettivi da parte dei loro partner maschili. Secondo la Male Contraceptive Initiative, organizzazione che sostiene la ricerca e la sensibilizzazione sulla contraccezione maschile, questa può avere effetti positivi sul benessere individuale, sulle dinamiche di coppia e familiari e favorire un approccio più inclusivo a tutto tondo. «Circa il 5% dei giovani adulti negli Stati Uniti si identifica come transgender o non binario, evidenziando l'importanza di andare oltre le tradizionali distinzioni di genere», spiegano, «Progettando contraccettivi con un'attenzione all'inclusività, possiamo garantire che una gamma più ampia di persone abbia accesso a opzioni sicure, efficaci e personalizzate che soddisfino le loro esigenze e preferenze specifiche. Ciò include la considerazione di fattori come l'identità di genere, l'orientamento sessuale e le problematiche di salute individuali».
Attualmente, per favorire un approccio più paritario alla contraccezione nelle coppie eterosessuali, il dialogo è fondamentale. Come spiega la sessuologa «Bisognerebbe letteralmente “sedersi a tavolino” e chiedersi ad esempio: “Qual è la nostra priorità adesso? Evitare gravidanze indesiderate? Proteggerci anche da malattie sessualmente trasmissibili? Oppure “Quali metodi conosciamo, quali ci sentiamo di utilizzare e con quali pro/contro? Chi di noi si sente più precisə e prontə per questo?” e soprattutto “Come vogliamo ripartire i costi e le responsabilità?». Un approccio simile, per l'esperta, «non solo rende la relazione più paritaria ma rafforza anche la fiducia reciproca: la sessualità non è più un terreno di ansia o di squilibrio, ma un progetto comune, libero e consapevole (da ambo i giocatori!)».
Pillola maschile: una nuova prospettiva
Le cose potrebbero cambiare con l'avvento della pillola maschile che potrebbe impattare sul modo in cui la coppia vive la sessualità, ma anche sulla fiducia reciproca. Il nuovo farmaco sperimentale Yct-529 sembra particolarmente efficace perché, a differenza di tentativi passati, non utilizza ormoni artificiali e non influenza la produzione di testosterone. Il farmaco agisce su un recettore cellulare nei testicoli bloccando il segnale dell’acido retinoico, un metabolita della vitamina A cruciale per lo sviluppo degli spermatozoi, impedendo quindi la produzione di sperma fertile.
Secondo Giorgia Fasoli, ampliando la gamma di contraccettivi maschili e includendone di nuovi, sicuri e privi di effetti collaterali, «la contraccezione orale non sarebbe più un “affare femminile”, ma diventerebbe davvero una scelta di coppia, con la possibilità di alternarsi o decidere insieme chi si fa carico del metodo». Questo potrebbe portare a una redistribuzione del carico mentale ed emotivo, ma anche a un rafforzamento della fiducia reciproca all'interno della coppia. «Affidarsi a una pillola maschile richiederebbe comunicazione e fiducia aprendo discussioni più trasparenti sul tema sessualità e responsabilità», spiega ancora la sessuologa. Riporta come alcune sue pazienti sollevino talvolta delle perplessità, dato che la gravidanza impatta maggiormente sul corpo che ne è direttamente coinvolto: «Capita che dubitino della leggerezza maschile nel prendere sul serio la tematica. Alcune ci ridono su: "Ma se si dimentica di dare le crocchette al gatto, figuriamoci prendere una pastiglia tutti i giorni alla stessa ora!”». Per l'esperta, tuttavia, si aprirebbe un dibattito e un'opportunità: «Finalmente la sessualità come terreno condiviso al 100%, non più solo da una parte, ma con scambio reciproco e con, chissà, forse anche maggiore divertimento!»









