Ti sei scaricata da poco quell’app di incontri che ti hanno consigliato, hai “matchato” con diversi ragazzi (dal verbo inglese “to match”, cioè corrispondere, abbinare), ma nessuno ti ha mai inviato neanche un messaggio. Non sentirti sola: negli ultimi anni tantissime persone hanno vissuto la tua stessa - tragicomica - esperienza.

Le Dating App funzionano ancora?

Perché le persone non rispondono ai messaggi nelle chat delle dating app? Secondo alcune persone sembra sempre più difficile intavolare una conversazione stimolante con qualcuno sulle app di incontri e questa carenza di comunicazione è trasversale e si muove in maniera multigenerazionale.

Al di là delle chat fantasma, le app di dating stanno registrando anche una defezione nelle registrazioni degli utenti: tra Maggio 2023 e Maggio 2024, infatti, Tinder ha perso 594 mila iscritti, Bumble ne ha persi 368 mila e Hinge ne ha persi 131 mila. Dove si incontrano le persone, quindi? Più o meno negli stessi posti in cui si incontravano prima dell’avvento delle dating app: alle feste, nei club, in giro, in palestra, nei corsi… ovunque, ma non online.

Controtendenze a parte, ci sono ancora tantissime persone interessate alle app di incontri per conoscere nuove persone: ma se tutto questo è vero, com’è possibile che le chat siano così cristallizzate e soprattutto deserte? Secondo la scienza è colpa della noia.

Gli utenti delle app di incontri sono annoiati

Secondo uno studio condotto dai ricercatori di Harvard e Wharton nel 2022, le persone che popolano le app di incontri in generale sono piuttosto annoiate, quindi non hanno particolare interesse a portare avanti conversazioni vere e proprie in chat. La noia, quindi, li porta a intavolare conversazioni noiose e a portare l’interazione a spegnersi molto spesso da sola.

C’è un modo per stimolare gli utenti e provare a combattere la noia? Forse le app di incontri possono trovare un modo per incentivare gli utenti a rimanere e intavolare conversazioni di qualità, quantomeno per uscire da questo loop desolante fatto di ghosting e sparizioni improvvise. Ci ha provato Hinge, introducendo la funzione Your Turn Limits, che impedisce all’utente di apprezzare una persona di nuovo se compaiono nella chat più di otto messaggi senza risposta. La soluzione sembra efficace, perché ha aumentato la reattività degli utenti nell’app del 20%.

C’è dell’altro, però, e riguarda proprio il modo in cui le persone costruiscono le loro relazioni: uno studio condotto nei Paesi Bassi nel 2016 ha scoperto che le persone che usano Tinder lo fanno anche per alimentare il proprio ego e per intrattenersi, per passare il tempo. Le app di incontri forniscono al nostro cervello una sorta di ricompensa, qualcosa che ci fa sentire appagati e ci dà nutrimento, esattamente come ci può soddisfare un buon cibo o fare sesso con qualcuno da cui siamo attratti. Un rilascio di dopamina immediato, che ci fa provare piacere anche se non interagiamo davvero con quella persona.

Il match e quella scarica di dopamina irresistibile

Secondo David Greenfield, professore di psichiatria presso la School of Medicine dell’Università del Connecticut, «Le dating app sono come grandi slot machine. Per alcune persone, quindi, si tratta solo di inseguire l'iniezione di dopamina che ottengono semplicemente facendo match con qualcuno. Di conseguenza, non hanno bisogno di altre interazioni».

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Alvaro Medina Jurado//Getty Images

Secondo Annabelle Knight, esperta di dating per Lovehoney, «Le app di incontri ci forniscono una scarica di dopamina quando riceviamo una notifica che qualcuno ha contraccambiato il nostro interesse: molto spesso questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, al punto che alcune persone cercano quel piccolo impulso per nutrire il proprio ego con zero intenzione di portare avanti qualcosa».

La paura di essere rifiutati

L’esperto di relazioni di Tinder, Paul C. Brunson, solleva una questione interessante legata invece al rifiuto, amplificato al massimo quando si utilizzano app di incontri di vario genere: «La mancanza di fiducia e l’overthinking sono due motivi che spingono le persone a non voler neppure iniziare una conversazione - e onestamente è del tutto normale sentirsi in questo modo. Dopo l'eccitazione iniziale di aver avuto una corrispondenza con qualcuno, è facile sentire la pressione successiva per impressionare l’altro ed evitare il rifiuto».

La paura del rifiuto è assolutamente umana ed è un tratto evolutivo molto evidente nella maggior parte delle persone. Se, quindi, anche tu ti senti a volte terrorizzato all’idea di farti avanti con qualcuno, sappi che non c’è nulla di sbagliato in te: viviamo tempi faticosi, in cui la gente è sempre più connessa digitalmente ma lo è sempre meno nella vita reale.

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Credit: courtesy photo

Tradotto da Cosmopolitan UK

Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione

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