Mettiamo piede nel 2025 con una grande consapevolezza riguardo alla nostra sessualità e all’identità di genere: non sono mode passeggere. Al contrario, sempre più persone sentono l’esigenza di esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale e la propria identità, accompagnandoci verso un’epoca sempre più consapevole e libera di esprimersi.
Secondo un report di Feeld, app di incontri popolare soprattutto tra persone interessate a intessere relazioni non convenzionali (come ad esempio quelle non monogame o poliamorose), c’è un orientamento sessuale che ha preso piede nel 2025 e prende il nome di androgynosexual - o androginosessuale, se volessimo tentare una traduzione in italiano.
Cosa vuol dire androginosessuale?
Possiamo provare a delineare un quadro partendo dal significato di questo neologismo: androgynosexual, o androginosessuale, è chiunque provi attrazione per persone androgine, che incarnino un mix tra tratti maschili e femminili, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista dell’espressione o dell’identità.
A spiegarlo è la psicologa Shannon Chavez, terapista sessuale certificata: «L'ascesa dell'androginosessualità riflette cambiamenti culturali più ampi, come ad esempio una maggiore visibilità della rappresentazione androgina nei media, un crescente rifiuto dei rigidi binari di genere e un vocabolario in espansione per l'attrazione oltre le etichette tradizionali. Man mano che le persone esplorano la fluidità sia nell'espressione di genere che nell'attrazione, vanno alla ricerca di termini che riflettano meglio le loro esperienze».
Cosa vuol dire, quindi, androginosessuale? Come esposto dall’educatrice sessuale Emily Zawadzki, «Questo termine indica un’attrazione verso qualcuno che è androgino e ha tratti sia maschili che femminili, a prescindere dal genere». Il termine, stando a una voce di Urban Dictionary, esiste già dal 2009, ma se volessimo andare a cercare una vera e propria etimologia, ci accorgeremmo che è molto semplice: la parola androginosessuale deriva dall’unione della parola greca andro, che significa uomo, e la parola greca gyne, che significa donna. Proprio come la parola androgino, che combina andro+gyne, uomo+donna.
L’attrazione per persone androgine
Con questo termine, come sottolineato anche dalla dott.ssa Chavez, non ci si riferisce solo all’attrazione sessuale, ma anche a quella romantica.
«Chiunque trovi attraente i tratti androgini - continua Chavez - può definirsi androginosessuale. Questa definizione, tuttavia, non è esclusiva, ma può sovrapporsi anche ad altre identità, come ad esempio la bisessualità, la pansessualità e la demisessualità». Identificarsi come androginosessuali, tuttavia, non ci rende necessariamente persone non binarie, perché l’androginosessualità riguarda principalmente l’espressione, più che l’identità.
Prosegue Zawadzki: «Anche se può intersecarsi con identità più ampie come” bisessuale", "pansessuale" o "queer", coloro che si identificano come androginosessuali potrebbero trovare più facile usare questo termine per comunicare le loro preferenze sessuali specifiche. Termini come androginosessuale danno alle persone queer più opzioni da esplorare e un modo più specifico per definire la loro attrazione e le loro preferenze. Come con tutte le etichette e le identità, si tratta di qualcosa di molto personale».
Androginosessualità: perché parlarne oggi?
Se il termine esiste dal 2009, come mai proprio oggi diventa un fenomeno di tendenza? Non si tratta di esposizione, quanto più di visibilità. Più è facile dare un nome e una definizione a qualcosa, più una persona si sente a suo agio a farsi raccontare o definire da quel nome specifico.
Secondo Zawadzki, «Man mano che le etichette vengono create e diventano fruibili e disponibili da un maggior numero di persone, allo stesso tempo è possibile per quelle stesse persone dare voce a emozioni, sentimenti e sensazioni già esistenti, dando così visibilità a qualcosa che già esisteva ma che oggi, finalmente, può avere una vera e propria definizione».
La parola androginosessuale o il concetto di androginosessualità non vuole essere escludente, ma al contrario il più possibile inclusivo e accogliente. È un termine pensato per espandere e non per bloccare. Se una persona si sente a suo agio a definirsi come androginosessuale, allora può utilizzarla come preferisce. Altrimenti potrà decidere per una terminologia più adeguata a ciò che sente. Senza pressioni o giudizi, ma all’insegna della totale libertà di espressione.
Tradotto da Cosmopolitan US
Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione










