«È vero che perdere l'amore è un po’ come perdere un treno che non passerà più?» chiede qualcuno su Quora. Le risposte sono interessanti. C'è chi risponde condividendo una poesia di Giorgio Faletti («La vita è fatta di treni. Treni che si fermano accanto a noi /ma non sappiamo se salire o meno,/treni che sfrecciano veloci ma non/abbiamo il coraggio di fermare»), c'è chi mette in guardia dall'idea «hollywoodiana» dell'anima gemella, ma in molti raccontano di amori passati. «Quando avevo 23 anni», scrive un utente, «ero perso dietro una ragazza. Oggi che ne ho 65 ho capito che mi sbagliavo. L'amore della vita è quello che ti ricambia in egual misura, non quello senza il quale pensi di non poter vivere». Eppure quando quel treno parte e noi lo guardiamo allontanarsi ciò che rimane è il dubbio di dove ci avrebbe portato e il senso di colpa per non aver corso più veloce o urlato più forte di fermarsi.

come fare quando in amore si perde un'occasionepinterest
Oleh_Slobodeniuk

In amore è facile rimanere bloccati, specie quando la mente ha costruito un'idea dell'oggetto del nostro desiderio che pian piano si è allontanata dalla realtà. Rimaniamo con gli occhi fissi al passato, nel punto in cui il treno è scomparso all'orizzonte o ci illudiamo che, se non ci spostiamo, magari ripasserà, in futuro, magari sarà finalmente il momento giusto. Pensare che, perdendo l'occasione di stare con una persona che ci era sembrata perfetta, rischieremo di rovinarci la vita e rimanere soli è frutto dell'idea che esista un solo treno su cui salire, un'unica persona giusta per noi. Credere che sia possibile trovare la nostra esatta metà della mela può essere romantico, ma è anche rischioso e decisamente poco realistico. Ci porta a incolpare il destino, a prendercela con le nostre cattive decisioni, con il tempismo o con chi ci ha abbandonato o non ci ha voluto. Può finire per trasformarsi nella scusa perfetta per non rimettersi mai davvero in gioco: può essere più confortevole vivere nell'illusione di un amore perduto ma ancora potenziale che mettersi alla prova nel credere di nuovo in una relazione.

«Dopo aver perso un’occasione», scrive la psicologa Gema Sánchez Cuevas, Web director della rivista digitale di psicologia La Mente è Meravigliosa, «il passo successivo è assumersi la responsabilità individuale della decisione, impiegare sufficienti capacità di analisi e saper tollerare le emozioni negative che derivano dalla scelta». Vale anche in amore: è importante focalizzarsi sul perché non siamo saliti su quel treno. Le motivazioni ci sono sempre (possono riguardare noi, le circostanze, l'altra persona) e, a guardarle da vicino, forse sono più valide di quello che il dolore del mancato lieto fine potrebbe farci credere. In ogni caso, accettarle come tali è il primo passo per andare avanti. «Una volta fatta la scelta, il dado è tratto. E quando va male, ci sono molti modi di reagire», scrive Sánchez Cuevas, «Possiamo additare responsabilità esterne o interne, possiamo incolpare il Karma o la sfortuna. Il fatto è che così entriamo mentalmente in un circolo vizioso e rimaniamo arenati dentro un recinto di lamentele sull’opportunità mancata».

Il rischio principale (ma anche la zona di comfort in cui possiamo finire per acquattarci senza nemmeno accorgercene) è rappresentato proprio dallo stallo. «La vera condanna è rimanere a guardare i treni che partono, ignorando quelli che arrivano», dice Sánchez Cuevas, «Perdiamo tutti qualche treno: a volte perché ne scegliamo altri, altre perché ci tratteniamo o non arriviamo in tempo, perché inciampiamo mentre saliamo o perché stavamo dormendo mentre passavano la mattina presto. Ma la cosa importante non è il treno che se ne va, ma sempre ciò che ci rimane una volta che è partito, e quello che ne facciamo poi».