L’era digitale ha cambiato il modo di gestire le relazioni: attraverso internet riusciamo a connetterci con chiunque e continuare a coltivare digitalmente i rapporti della vita reale. Questo può apparire come un fatto positivo, ma per molti spesso si rivela anche disastroso. Dopo il ghosting, per cui la persona a cui siamo interessati sparisce completamente, arriva un’ulteriore tortura digitale: l’orbiting. Il termine in sé si riferisce al movimento circolare di un satellite attorno a un pianeta. Ma questa parola è stata adottata anche in psicologia per definire un preciso comportamento: quello di una persona che taglia i rapporti con l’altro, perché non interessato a costruire una relazione, ma che continua a gravitargli attorno attraverso visualizzazioni, like e commenti tattici sui social.

Orbiting: ecco cos’è

Hai presente quella persona che ti ha detto «è meglio allontanarsi per un pò» perché eri "troppo" coinvolto ? O il tuo ex con cui hai rotto completamente i rapporti ma continua a visualizzare le tue storie, a mettere like e a controllare se sei connesso alla chat? Forse riconosci il tipo, ma probabilmente ancora non sai che esiste un termine preciso per descrivere questa persona: orbiter.

Questo fenomeno è stato definito “orbiting” per la prima volta da una blogger, Anna Iovine, dopo averlo sperimentato in prima persona. Lei lo descrive come «uno/una ex pretendente che ti tiene nella sua orbita - abbastanza vicino da vedersi; abbastanza lontano da non parlare mai».

L’orbiting è esattamente questo: una persona che dice di volersi allontanare da te, ma che continua a far sentire la sua presenza attraverso reazioni e commenti sui social, controllando la chat di Whatsapp, visualizzando le stories su Instagram, palesandosi digitalmente ma non nella vita reale.

Differenza tra Ghosting e Orbiting

Questo tipo di atteggiamento può apparire molto simile al ghosting, ma in realtà possiamo definirlo come una sua variante o una sua evoluzione. Il Ghosting, di cui tanti sono vittima, è descrivibile come la situazione in cui la persona di cui eri completamente invaghito, dopo essere usciti insieme e aver dichiarato un interesse reciproco, ti molla semplicemente non facendosi più sentire né vedere.

Un comportamento che può sembrare uno dei peggiori modi con cui essere lasciati, in realtà l’Orbiting è ancora peggio. Perché mentre del ghoster, dopo un pò di tempo senza aver alcun contatto, ci si può anche dimenticare e andare avanti, l’orbiter è una vera e propria tortura.

I pensieri iniziano a farsi sempre più pressanti: «Perché dice di volersi allontanare, ma continua in tutti i modi a gravitarmi attorno?», «qual è il motivo di questa sua presenza/assenza?».

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Adrienne Bresnahan//Getty Images

Come riconoscere chi fa Orbiting e perché lo fa

Prendiamo spunto dai tre profili dell’orbiter descritti da Anna Iovine

  • L’orbiter che ama esercitare il controllo sugli altri. In questo caso siamo in presenza di una vera e propria strategia di manipolazione, che ha l’obiettivo di controllare e spiare l’altro, disinteressandosi, in maniera narcisista ed egoistica, delle conseguenze del suo comportamento. In poche parole, una forma di abuso emotivo.
  • L’orbiter che è inconsapevole di quello che sta facendo. Questo tipo di persona porta avanti questo atteggiamento in maniera ingenua, senza rendersi conto dell’impatto che le sue azioni possono avere sull’altro.
  • Il terzo profilo dell’orbiter è colui che non sa esattamente ciò che vuole da quella persona e, nell’incertezza, chiude i rapporti ma non completamente. In questo caso, come spiegato dalla specialista delle relazioni Rachel O’Neill, il tipo è identificabile come chi non è pronto a impegnarsi ma che, allo stesso tempo, non vuole distaccarsi dall’altro per paura di un ripensamento.

Sei vittima di Orbiting? Ecco come reagire e uscirne

Dopo queste spiegazioni, possiamo dire che l’orbiting è sinonimo di relazione tossica. Sì, perché elaborare la fine di un rapporto o mettersi in testa che quella persona di cui siamo innamorati non vuole avere a che fare con noi è già molto difficile, se poi questa presenza digitale continua a ronzarci attorno, diventa una punizione emotiva davvero complicata da gestire.

Allora, come si può reagire? Se sei vittima di un orbiter, la soluzione più semplice (anche se può risultare complessa per molti) è bloccarlo su tutti i social o limitare la tua privacy online. Su Instagram e Snapchat puoi restringere la cerchia delle persone che possono vedere le stories, così che non se ne accorga, e su Facebook semplicemente defollowa.

Se proprio non ci riesci, lascia la situazione così com’è ma non rispondere a nessun commento e non ricambiare ai suoi like. In questo modo, forse, capirà che adesso sei tu a non essere interessato e, magari, cambierà atteggiamento.