In questo momento sembra che tutti vogliano sapere che cosa c'è tra Elodie e Franceska Nuredini, la ballerina ventitreenne che, dopo la tournée con la cantante, sembra occupare un posto importante nella sua vita. Tutti si chiedono come sia finita la relazione con Iannone e se è vero che le due vivono insieme a Milano. Per il momento non ci sono state né conferme né smentite, ma le speculazioni non hanno limite, al punto che c'è chi arriva a presentare il coming out come un atto dovuto (non lo è). Secondo Fabrizio Corona, ad esempio, Elodie sarebbe stata «ipocrita» per non aver mai dichiarato apertamente il suo orientamento sessuale nonostante i suoi legami con il Pride.
Anche se non sappiamo nulla né della relazione con Nuredini né dell'orientamento sessuale di Elodie, sotto i post della cantante sono già iniziati i commenti di un certo tenore: «E così a più di 30 anni scopre di essere lesbica?», «Ma con Iannone che hai fatto allora?», «Io capisco amore etero, amore gay, ma le vie di mezzo non riuscirò mai a capirle». È chiaro, al netto del gossip del momento, che gli stereotipi sulle persone bisex sono ancora lontani dal venire scardinati.
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Perché continuiamo a pretendere che le persone bi facciano una scelta?
«Non è una fase, non sono confuso, non sono indeciso» cantava nel 2016 Pete Gardner in una episodio di Crazy Ex-Girlfriend. Da allora, almeno a livello mediatico, la bisessualità ha ottenuto maggiore visibilità. Da Heartstopper (e il coming out forzato di Kit Connor come bi) a Sex Education (il personaggio di Adam Groff interpretato da Connor Ryan Swindells è bi), da Bridgerton con il personaggio di Benedict che ha apertamente relazioni sessuali con uomini e donne, per arrivare a Ilya Rozanov di Heated Rivalry, c'è stata occasione di sfatare i falsi miti che riguardano la bisessualità. Il primo fra tutti e più noto è quello per cui le persone bisex sarebbero in realtà persone etero o gay che ancora non hanno deciso. «Per mia madre, la mia autoproclamata bisessualità mantiene aperta la possibilità di un percorso di vita "retto", a patto che io rinunci alla mia omosessualità», ha raccontato qualche settimana fa sul New York Times lo scrittore e comico DiTarek Ziad, «A suo avviso, una scelta esiste; io semplicemente continuo a fare quella sbagliata».
Ziad ha raccontato le difficoltà di capire il proprio orientamento sessuale in una società che ti etichetta, di volta in volta, in base al partner del momento. L'abbiamo visto anche in Bridgerton quando la scelta di Benedict di sposarsi con una donna è stata percepita da molti fan come una semplice conferma del suo essere eterosessuale dopo una fase di «sbandamento» e sperimentazione. «Durante le discussioni telefoniche» racconta Ziad, «mia madre spesso mi dice che la infastidisce profondamente il fatto che io frequenti degli uomini, e quando le rispondo che non posso farci niente, lei ribatte con qualcosa del tipo: "Beh, non sei bisessuale? Potresti scegliere di stare con una donna, per l'amor del cielo. Ti stai complicando la vita di proposito"». Lo scrittore osserva come le sue relazioni con gli uomini siano ancora oggi percepite in modo diverso dalla società: «Ogni volta che esco con una donna, mi colpisce quanto il nostro affetto sia recepito positivamente da chi ci sta intorno», racconta, «Sul ponte di un traghetto, ho avvolto me e la mia accompagnatrice in una coperta per proteggerci dal vento. Mentre lei chiudeva gli occhi, una coppia di anziani ci osservava sorridendo dolcemente. Mi sono sentito stranamente al sicuro: Wow. Quanto potrebbe essere semplice la vita se questo appuntamento si trasformasse nel resto della mia vita. Dopo innumerevoli incontri con l'odio ricevuto in quanto uomo queer, ogni appuntamento con una donna mi mostra un potenziale cambiamento che potrebbe riguardare la mia vita».
Gli stereotipi sulla bisessualità
Proprio questa possibilità di avere anche relazioni eterosessuali espone le persone bi a ulteriori pregiudizi. Rachel Badham, una giornalista LGBTQ+ di 21 anni, racconta a Glamour UK di essersi sentita esclusa dalla comunità in quanto donna bisex: «un'ex fidanzata, racconta, «mi ha anche chiesto perché volessi partecipare a un evento del Pride "visto che ero in una relazione eterosessuale"». Certo, può capitare che, nell'esplorare la propria sessualità, qualcosa cambi e magari una persona che si identificava come bisex capisca di essere omosessuale, ad esempio, ma questa non dovrebbe essere una ragione per sminuire il vissuto altrui.
Sempre su Glamour la giornalista Chloe Laws aggiunge che «Il dibattito sulla bisessualità è pieno di fraintendimenti, spesso provenienti dalla nostra stessa comunità queer, il che rende il tutto ancora più sconvolgente». Chiama in causa un'ulteriore forma discriminazione per le persone Bi che riguarda la feticizzazione: «In quanto donna bianca cisgender, la mia bisessualità è la più "socialmente accettabile", perché piace allo sguardo maschile», racconta, «È utile al patriarcato perché, in poche parole, viene vista come intrattenimento e può essere "apprezzata" dagli uomini eterosessuali. L'industria pornografica ha alimentato questa idea per così tanto tempo che, quando dico di essere bisessuale, vengo accolta con sguardi lascivi, mi dicono che è solo una fase o che sto realizzando una sorta di fantasia da "ragazza sognatrice e stravagante". Che sono più fortunata di molte altre persone della mia comunità».
Non è molto diverso da quello che si legge sotto i post di Elodie ma, come spiega al New York Times Jessica N. Fish, ricercatrice presso la University of Maryland School of Public Health che studia il benessere delle persone LGBTQ+, tutto questo ha delle conseguenze: «Gli stereotipi sul fatto che sia solo confusione, che sia una fase e che le persone bi siano promiscue, si perpetuano da entrambe le parti e questo può influire molto sulla salute mentale». Varrebbe la pena ricordarci quello che scrive Ziad: «L'attrazione ci trova quando vuole, in qualunque forma si manifesti, ci porta dove vuole e ci insegna ciò che desidera. L'amore arriva come sempre: inaspettato e al di là di ogni negoziazione».











