Il momento in cui l'intelligenza artificiale sarebbe entrata nella nostra sfere più intima e persino nelle nostre vite sessuali poteva sembrarci lontanissimo fino a qualche anno fa. La realtà, però, è diversa: l'AI interagisce già con la nostra sessualità. Secondo una recente ricerca di LELO, brand svedese leader nel mercato dei sex toys, sempre più persone la utilizzano e la utilizzeranno per migliorare la qualità dei loro rapporti sessuali e delle loro relazioni.

A livello globale, infatti, è emerso che il 60% degli intervistati usa o ha usato in passato l’Intelligenza Artificiale su temi relativi alla propria vita intima. I più attivi in assoluto risultano essere spagnoli (81%), italiani (71%) e francesi (70%). In Italia, nello specifico, il 76% degli uomini e il 66% delle donne dichiarano che l’Intelligenza Artificiale è in qualche modo correlata alla propria vita intima.



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Foto di Maryna Yanul su Unsplash

Sesso e AI, una "nuova" relazione

Sono molti i modi in cui l'Intelligenza artificiale può interagire con la sessualità. Si va dalla possibilità di generare contenuti pornografici (più o meno legali), allo sviluppo di nuovi sex toys, ai chatbot, con infinite prospettive ancora inesplorate. Attualmente il 34% delle persone la utilizza per consigli o indicazioni relativi ad appuntamenti, flirt o conversazioni di carattere sessuale. Si chiede a ChatGPT come conquistare la propria crush o come riprendersi dopo una rottura, ma le si chiedono, allo stesso modo, anche consigli pratici sulla propria vita sessuale esprimendo dubbi e paure. Questo vale soprattutto per i più giovani: il 41% della Gen Z e il 31% della Gen Y. «Le persone cercano informazioni sessuali tramite strumenti come ChatGPT o utilizzano l'AI come educatori sessuali», spiegano gli autori dello studio The Impact of Artificial Intelligence on Human Sexuality.

Secondo la ricerca di LELO, però, stanno prendendo piede anche usi di altro tipo: il 27% degli italiani, ad esempio, utilizza l’AI per generare fantasie, scenari o idee di giochi di ruolo per migliorare le esperienze intime. Sono soprattutto gli uomini a ricercare idee e stimoli (32% vs 20% donne) mentre le donne tendono ad usarla soprattutto per aumentare la fiducia in sé stessa prima di un appuntamento (25%). «Le persone utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per generare materiale erotico e pornografia con diverse motivazioni sessuali e non sessuali, sollevando complesse questioni legali ed etiche», confermano gli studiosi del paper già citato, «La pornografia deep fake generata dall'intelligenza artificiale e non consensuale ha già danneggiato molte persone, in particolare le donne», aggiungono, «D'altra parte, l'intelligenza artificiale può aprire le porte alla creazione di materiale sessuale nuovo e innovativo anche in grado di superare limiti e i pregiudizi».

    I rischi della tecnologia al posto delle persone

    La ragione principale per cui le persone ritengono che l’AI possa promuovere una vita sessuale più soddisfacente è che si ritiene che questa tecnologia abbia accesso a più fonti e risposte di chiunque altro nel proprio ambiente e dunque possa fornire consigli e suggerimenti più informati (lo pensa il 22% degli italiani). Eppure, 1 italiano su 2 si preoccupa dell’accuratezza fattuale dell’AI. Proprio come in altri ambiti, anche in questo caso il fenomeno apre a notevoli perplessità e rischi. Se affidarsi a ChatGPT per consigli medici o per fare psicoterapia è pericoloso, lo stesso vale se, invece di consultare un sessuologo, ci si rivolge all'AI per problemi e preoccupazioni di carattere sessuale o per sopperire alla mancanza di educazione sessuale a scuola o in famiglia.

    I rischi sono particolarmente elevati per le persone più giovani, soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo dei chatbot per sexting o contenuti pornografici. Come osserva il Washington Post in un articolo recente, con l'intelligenza artificiale si possono instaurare conversazioni a contenuto sessuale ma «Il problema principale è che i bot non sono programmati per reagire nello stesso modo in cui si reagirebbe in una relazione reale», spiega Robbie Torney, direttore senior dei programmi di intelligenza artificiale presso l'organizzazione Common Sense Media. I chatbot attualmente hanno ancora filtri insufficienti e dunque, se lasciati in mano a persone molto giovani e inesperte possono «creare aspettative irrealistiche su cosa sia la comunicazione romantica interpersonale e su quanto qualcuno sia disponibile nei tuoi confronti», ha spiegato Megan Maas, professoressa alla Michigan State University «Come possiamo imparare a comunicare i nostri bisogni sessuali e romantici in una relazione con qualcosa che, come l'AI non ha nessun bisogno?».