Alla parola pornografia viene facile associare opinioni, immagini, esperienze, racconti, spesso piuttosto negativi: i siti di streaming gratuiti, gli attori porno più famosi, gli scandali sul set, una rappresentazione misogina del corpo femminile, una sessualità standardizzata, violenta. Eppure il mondo del porno è più vasto di quanto si creda e c'è chi prova da anni a sovvertire i pregiudizi che lo riguardano proponendo un'alternativa: più inclusiva, più etica, più femminista. Oltre la pornografia mainstream, insomma, c'è molto altro.
La pornografia indipendente, che non è supportata da grandi compagnie con forti interessi finanziari, ha un approccio politico nella misura in cui vuole mettere in dubbio i canoni che la pornografia mainstream ha imposto, promuovendo una sessualità positiva e, in molti casi (il mondo della pornografia indipendente è piuttosto sfaccettato e sono le persone che lo popolano a definirsi) un approccio femminista e un modo di lavorare più etico. Da vent'anni ogni anno si tiene un evento che riunisce attori, registi e appassionati e attrae un pubblico internazionale di oltre 8.000 visitatori: il Pornfilmfestival Berlin. «Per quasi due decenni, il Pornfilmfestival Berlin si è distinto per il cinema positivo nei confronti del sesso, femminista e queer, sfidando costantemente le norme sessuali, le strutture patriarcali e la censura», spiega Paulita Pappel, che fa parte degli organizzatori dal 2013. Fondato da Jürgen Brüning alla sua prima edizione era uno dei pochissimi festival del suo genere al mondo. «Fin dall'inizio, Jürgen ha immaginato un festival che celebrasse prospettive e sguardi diversi, con più registe donne che uomini e che includesse un'ampia gamma di generi, dalla narrativa e dal documentario alle opere sperimentali», spiega Pappel. Oggi la scena si è ampliata, ci sono più di 30 festival di pornografia indipendente in diverse città e paesi ma c'è ancora molto da fare per scardinare i tabù e i preconcetti sul tema.
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Un festival di pornografia indipendente
Secondo Paulita Pappel, esistono tanti tipi di pornografia. «Come qualsiasi altra forma di intrattenimento, si presenta con un'ampia gamma di budget, estetiche e stili narrativi. Mette in mostra corpi, sessualità e pratiche diverse, forse più di qualsiasi altro mezzo». Oggi, inoltre, il confine tra mainstream e indipendente è più sfumato che in passato perché i budget sono ridotti ed è molto diffuso il porno amatoriale, ma la differenza è quella che passa tra una grande produzione hollywoodiana e «un film d'autore europeo a basso budget con lunghe scene mute». La pornografia indipendente, poi, come spiega Pappel, «spesso ha motivazioni aggiuntive oltre al profitto, come l'esplorazione artistica, l'intento politico o l'espressione della comunità». Rappresenta una sessualità che va oltre il binarismo di genere e tiene conto dei soggetti e dei corpi il cui piacere è stato tradizionalmente escluso nella società patriarcale.
Quest'anno il Pornfilmfestival Berlin si terrà nella capitale tedesca dal 21 al 26 ottobre e riunirà centinaia di registi da tutto il mondo in tre cinema di Berlino con una conferenza professionale, panel, workshop, presentazione di libri e una serata teatrale in collaborazione con l'iconico Klub Verboten. «Apriremo con l'esilarante e brillante Fucktoys della regista Annapurna Sriram, proiettato nella sala cinematografica più grande che abbiamo mai avuto, il Colosseum di Prenzlauer Berg. Il programma presenta oltre 30 lungometraggi, tra cui una selezione di documentari particolarmente valida, oltre a più di 15 programmi di cortometraggi con oltre 100 cortometraggi».
Il valore politico delle pornografia
Negli anni, come spiega Paulita Pappel, molte cose sono cambiate nella scena della pornografia indipendente, ma a rimanere intatto è il suo valore politico. Non si tratta, infatti, solo di sesso, eccitazione, fantasie, lo scopo è più ampio e ha a che fare con i corpi e la sessualità come strumenti di attivismo politico in grado di aprire un dialogo e stimolare il cambiamento sociale. «Nel profondo, il festival è sempre stato politico», spiega l'organizzatrice, «Crea uno spazio in cui le persone possono imparare, scambiare idee e ampliare la propria comprensione della sessualità. Invita il pubblico a crescere, a porsi domande e ad acquisire un più profondo senso di libertà e di azione nei propri desideri».
In questo momento storico, in particolare, stiamo assistendo a una spinta conservatrice che, da un lato mira a rendere il sesso un tabù, ad esempio negando l'importanza dell'educazione sessuale per i ragazzi, e dall'altro limita e opprime i corpi. «Stiamo assistendo a un continuo attacco culturale all'espressione sessuale e all'autonomia corporea» spiega Pappel, «non abbiamo mai dovuto affrontare una censura così forte come oggi, con aziende come Meta e Google che esercitano un potere senza precedenti per limitare la visibilità e cancellare la realtà sessuale online. È un momento complesso». L'abbiamo visto di recente negli Stati Uniti dove l'aborto legale è sotto attacco così come i diritti delle persone trans.
«La pornografia ha un valore politico in una società che demonizza la rappresentazione esplicita del sesso, soprattutto in una società che censura la nudità più severamente della violenza», conclude l'organizzatrice, «Nulla danneggia il nostro rapporto con la sessualità più della vergogna che ci viene insegnata a provare. Il senso di colpa, la paura e il silenzio intorno al sesso creano ignoranza e repressione, che portano all'infelicità nel migliore dei casi e all'abuso nel peggiore».












