Il sesso, in Italia, è sempre stato un po’ un tabù. E continua a esserlo, anche se la società sta evolvendo. Talvolta nel nostro Paese sembra di vivere in un universo parallelo in cui ci si stupisce se due donne si prendono per mano, due ragazzi si baciano sulla metro. In cui se una donna ha rapporti sessuali con molti uomini è considerata una “troia”. Sì, ci siamo evoluti, ma qui, a volte, sembrerebbe mancare ancora qualcosa. Manca la libertà di potersi svegliare e uscire di casa con la sicurezza che il modo in cui ci relazioneremo con gli altri sarà ciò che realmente desideriamo e ciò che ci rende felici.
Ma se le generazioni cresciute negli Anni ‘80 e ‘90 hanno approcciato una parziale apertura che nascondeva ancora grandi ferite e una sessualità basica e maschilista, oggi stiamo forse riscrivendo finalmente le regole. Se sia davvero così e come questo stia accadendo è al cuore della nuova inchiesta di Cosmopolitan. Avete risposto alla nostra indagine in più di 1500. Il dato che più nettamente si è delineato è che la monogamia resta la forma di relazione più diffusa, ma con sfumature diverse a seconda delle fasce d’età. Tra gli under 30, il 62.6% dichiara di avere una relazione monogama con un solo partner sessuale, mentre tra gli over 30 la percentuale sale al 67.9%. Il 20.9% della Gen Z afferma di non avere alcun partner sessuale, rispetto al 15.2% degli adulti.
I rapporti occasionali sono più comuni tra i giovani (13%) rispetto agli over 30 (9.2%), mentre le relazioni aperte o con più partner sessuali sembrano essere più frequenti nella fascia adulta, con percentuali rispettivamente del 3.2% e 4.4% – e questo siamo sicuri che non ve lo aspettavate. In effetti, se gli altri dati si inseriscono in un’idea più lineare e intuitiva (quando si cresce ci si impegna tendenzialmente di più nei rapporti amorosi), il dato delle relazioni aperte ha lasciato in prima battuta leggermente disorientati anche noi.
Si pensa spesso che siano i vent’anni il periodo della sperimentazione mentre i trenta quelli delle “relazioni impegnative”. Ad analizzare il dato in profondità però, ci si rende conto che in realtà, i trentenni di oggi, hanno subito un grandissimo cambiamento socio-culturale che ha coinvolto in maniera più o meno omogenea il mondo occidentale in particolare dopo il Covid-19. Penso per esempio all’accessibilità delle piattaforme digitali, comprese quelle di incontri, grazie alle quali si è sviluppato un dibattito su temi considerati prima dei tabù. Quest’apertura ha portato le persone a cimentarsi con nuove situazioni, riprendendosi anche degli spazi che da più giovani non avevano mai esplorato. Si sono (ri)scoperti, attraverso il proprio corpo, e i propri gusti. Ciò potrebbe spiegare perché, secondo il nostro sondaggio, sono tra le generazioni più adulte i dati più alti di sperimentazione sessuale, come attraverso le relazioni aperte.
Uno dei dati più interessanti fra quelli emersi dall’inchiesta è quello sull’educazione sessuale: più del 70% dei rispondenti infatti ha dichiarato di non averne ricevuto una appropriata. Come analizzo in modo approfondito nel mio libro Gli svedesi lo fanno meglio, edito Rizzoli, in Italia ci sono ancora molti passi in avanti da fare su questo argomento, a partire, proprio come fanno in Nord Europa, dalle scuole. Parlare in modo completo di sesso con persone esperte, come psicologi e sessuologi, fin dall’età dell’apprendimento, è fondamentale per avere una vita sessuale consapevole. Non tutti abbiamo famiglie in grado di prendersi a cuore questo discorso, e neanche i social e i blog, dove più della metà dei rispondenti dichiara di informarsi, non possono neanche essere la soluzione definitiva.
Libertà sessuale: una questione anche di genere
Se da un lato i numeri ci offrono una panoramica generale, ciò che davvero qui ci interessa è comprendere come la Gen Z e i Millennials percepiscano la propria sessualità. Attraverso un’analisi qualitativa delle risposte fornite a Cosmopolitan da giovani sotto i 30 anni, emergono così riflessioni profonde e autentiche che ci aiutano a capire meglio questo fenomeno complesso che è la libertà sessuale e di come stia cambiando il concetto di sessualità stesso, soprattutto tra le nuove generazioni. Per molti di loro infatti, ciò significa poter esplorare il piacere senza il timore di essere stigmatizzati.
Le pressioni sociali, familiari e culturali continuano a pesare, specialmente sulle donne, che spesso si sentono giudicate per il numero di partner o per i propri desideri sessuali. L’idea di non sentirsi giudicati per le proprie fantasie e per il modo in cui si vive la sessualità è un bisogno ricorrente fra i rispondenti all’inchiesta, che evidenzia l’urgenza di decostruire stereotipi di genere ancora fortemente radicati nella nostra società. In Italia, per esempio, siamo ancora intrappolati nella dicotomia tra “sante” e “puttane”, una visione antiquata che limita l’espressione sessuale e l’autodeterminazione delle persone. È fondamentale quindi, promuovere una sensibilizzazione culturale e introdurre l’educazione sessuo-affettiva, attualmente assente nel nostro paese, per abbattere questi pregiudizi di genere.
La libertà sessuale si traduce anche nella possibilità di esprimere la propria sessualità in modo autentico, senza dover rendere conto a nessuno. Questo include l’esplorazione di identità fluide, la scoperta di diversi kink e la possibilità di parlare apertamente di sesso senza vergogna. Il diritto di scegliere chi amare, come esprimere la propria sessualità e come costruire le relazioni è percepito come un aspetto fondamentale per vivere una sessualità libera e consapevole. Un altro aspetto cruciale riguarda l’accettazione di sé e del proprio corpo: per molti giovani, la libertà sessuale passa soprattutto attraverso la capacità di amare e accettare il proprio corpo, di superare la vergogna legata tanto all’aspetto fisico quanto alle prestazioni sessuali.
Il desiderio di non sentirsi in imbarazzo per il proprio corpo e di potersi esprimere liberamente con il partner è un sentimento diffuso, che riflette il bisogno di un rapporto più sano e positivo con la propria immagine corporea. Al centro di questa nuova visione della sessualità vi è anche il rispetto e il consenso, come si deduce leggendo le vostre testimonianze raccolte in questa inchiesta. La Gen Z pone una forte enfasi sull’importanza di rispettare i limiti e i desideri dell’altro, costruendo una sessualità sana basata sulla comunicazione aperta e sull’ascolto reciproco. La possibilità di fidarsi completamente del partner e di sapere che qualsiasi scelta verrà presa insieme, in un contesto di rispetto e consenso, è considerata essenziale per vivere la sessualità in modo sereno e sicuro.
La sessualità viene vissuta come un viaggio di scoperta personale, dove l’esplorazione e la sperimentazione giocano un ruolo chiave: i giovani desiderano poter provare nuove esperienze senza preconcetti, in un contesto di fiducia e sicurezza. Questo approccio, descritto dagli esperti come un “giocare con la sessualità” richiamando un termine quasi infantile, come quando si giocava senza giudizio per scoprire il mondo, rappresenta una dimensione ludica e creativa che permette di conoscere meglio sé stessi e i propri desideri.
Un altro elemento fondamentale emerso dal sondaggio è l’importanza fra connessione e l’intimità. Per molti giovani, il sesso non è solo un atto fisico, ma un momento di profonda connessione emotiva con l’altra persona. L’idea di vivere il sesso non come una performance, ma come un’esperienza di unione e godimento reciproco, riflette un approccio più autentico e intimo alla sessualità. Infine, emerge una forte volontà di vivere la sessualità in modo consapevole e responsabile. Per la Gen Z, la libertà sessuale non si traduce nel fare ciò che si vuole senza regole, ma nel farlo in modo etico e informato.
Vivere la propria intimità in modo autentico, senza costrizioni o giudizi esterni, richiede un’autonomia consapevole e una profonda conoscenza di sé e dei propri desideri. In sintesi, la libertà sessuale per le nuove generazioni non è un concetto superficiale o privo di regole. Al contrario, si fonda su valori come il rispetto, l’autenticità e la consapevolezza, in un percorso che abbraccia l’esplorazione, l’accettazione di sé e la connessione emotiva con l’altro. Questo cambiamento culturale rappresenta un’opportunità per ridefinire il modo in cui viviamo la sessualità, promuovendo una società più aperta, inclusiva e rispettosa delle diversità.
La libertà, l’autodeterminazione, l’accettazione del corpo, la sperimentazione e soprattutto un forte focus su consenso e rispetto, stanno emergendo sempre di più come segni distintivi di questa “nuova sessualità”. Meno noiosa ma soprattutto molto più soddisfacente. Il sesso non è più solo una questione di pratica, ma di identità, di relazione con sé stessi e con gli altri. Il piacere per Gen Z e Millennials è prima di tutto una questione di autenticità e di sicurezza emotiva. E il futuro? Libero e felice.


















