Forse ormai ha ragione Julia Fox e l’unica soluzione è il celibato volontario con buona pace di chi crede che dovremmo, invece, continuare a riprodurci anche nel 2024. Forse alla fine è normale e sano che, dopo ore passate a scrollare TikTok, tra storie di malesseri, ghosting e breadcrumbing, l’intera Gen Z chiuda le app, esausta, e si dedichi al giardinaggio.

Sembra che siamo circondati da incontri difettosi, da date che non funzionano, non funzioneranno, non possono funzionare. Adesso, ci diciamo, lo scopriamo subito quando non va. Magra consolazione, ma almeno non è più come negli anni Novanta quando, nel mentre che pensavi fosse amore, ti stava creando un trauma pluriennale. Oggi se ne parla, ci si scambiano informazioni e si perde meno tempo: su Tinder ha una foto con sua madre? Red flag. Ti mette subito su un piedistallo? Red flag: il love bombing è dietro l’angolo e non ti farà bene. Ti scrive solo di notte? Solo di giorno? Vuole vederti ogni 5 giorni esclusi i festivi? Red flag, poi non dire che non ti avevamo avvisato, al massimo potevi aspirare a una situationship. Ma non è che ci è un po’ presa la mano nel catalogare i segnali di pericolo?

I semafori rossi servono per non schiantarsi e siamo tutti d'accordo che nessuno ti ripagherà le sedute dallo psicologo dopo l’ultimo ex manipolatore. In più le ragazze ne fanno una sacrosanta questione femminista, e come biasimarle. Applicano il “meglio sole” alla lettera, sapete com’è la Gen Z con le mezze misure: se i ragazzi non sanno comportarsi, sono possessivi, poco autonomi, vivono in camere maleodoranti, sono immaturi o semplicemente inaffidabili, la soluzione è non accontentarsi, non incentivarli, selezionare con la stessa costanza applicabile alla skincare. O si aspetta una green flag, un via libera, o niente.

Rimane, a questo punto, solo una terra di nessuno dove può sorgere qualche speranza: quella in cui prende spazio un certo margine di errore, magari frutto di preconcetti o di una normale, classica, cattiva comunicazione. Nel report The Green Flags Study dove Tinder ha coinvolto 8.000 uomini e donne eterosessuali in quattro Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada) si nota che uomini e donne potrebbero avere più desideri in comune di quanto loro stessi pensino. Certo, quasi tutti gli uomini (91%) e le donne (94%) concordano sul fatto che il dating sia ormai una faticaccia improba rispetto al passato, ma sia la maggioranza degli uomini (53%) che quella delle donne (68%) è alla ricerca di una relazione romantica. Come spiegarsi, allora, che il 65% delle donne crede che gli uomini cerchino solo avventure occasionali? A farlo, in realtà, è appena il 29% degli scapoli intervistati.

«Il Green Flags Study rivela le supposizioni che i giovani fanno l’uno sull’altro: uomini e donne si fraintendono l’un l’altro in modo stereotipato», spiega la dottoressa Sara Konrath, psicologa sociale all’Università dell’Indiana, «Tali pregiudizi possono danneggiare le relazioni». Vedere red flag ovunque, del resto, non aiuta la predisposizione al flirting, ci fa pensare male, banalmente. Lo studio parla di «un’epidemia di supposizioni» in cui tutti i segnali sono interpretati come negativi. Torniamo, allora, su TikTok: ci sono anche i video che insegnano a riconoscere le green flag. Ne scorro un po’: ti supporta nel tuo percorso professionale, gioisce dei tuoi traguardi, ha un buon rapporto con sua sorella (?), ride molto, sa fare la lavatrice e via dicendo. Esiste, però, la possibilità che quello che ci piace si scopra col tempo, che ci possano essere dei seppur piccoli aggiustamenti con un po’ di pazienza e buona volontà: «Rimanere curiosi e fare domande può aiutare a scavare oltre la superficie e portare connessioni più profonde», spiega Konrath. Serve un un po’ di buona fede e quell’investimento emotivo che oggi assomiglia sempre più una scommessa troppo rischiosa.

«In inglese si dice "to fall in love": per amore si cade, si perde la testa, non si capisce più niente, in italiano colloquiale ci si prende "la cotta", è l'area semantica del dolore», ha spiegato in un’intervista a Cosmopolitan Carolina Bandinelli, autrice del libro Le post-romantiche, «Per una generazione che vuole l'integrità dell'io, empowered ("potenziato"), allora l'amore romantico è una minaccia». Così si resta fermi al semaforo.