Tempo fa, in un mondo dalla mentalità certamente più ristretta, non esistevano molti termini che esplorassero il mondo del genere e dell'orientamento sessuale o che aiutassero le persone a definirsi e a trovare le proprie comunità di appartenenza. Oggi, invece, con l'evoluzione del linguaggio e con il cambiamento della società, altre parole legate all'identità sono entrate a far parte del nostro lessico quotidiano. Tra queste troviamo la parola queer.
Se vi state chiedendo quale sia la vera definizione di queer, Elise Schuster, cofondatrice e direttrice esecutiva di OkaySo, dice che il modo più semplice per tradurlo è non etero. Si tratta di un'identità e/o un orientamento che non si allinea con l'aspettativa eteronormativa che tutti siano automaticamente eterosessuali ed eteroromantici. Non solo: il termine è stato rivendicato dalla comunità come un atto di empowerment, dice Amanda Pasciucco, terapista sessuale.
«Molte persone utilizzano la parola queer per indicare chiunque si senta esterno alle idee tradizionali, chiunque voglia abbracciare il proprio Io autentico», spiega Schuster. In generale, queerness è un termine ombrello che rappresenta sia un orientamento che una comunità per coloro che appartengono allo spettro LGBTQIA+.
Considerando il numero di persone che il termine può descrivere, sia come individui che come comunità, è sicuramente una parola importante da comprendere e celebrare. Se vi considerate queer, se state cercando di diventare un alleato migliore o se volete semplicemente saperne di più, ecco tutto quello che c'è da sapere sulla definizione e sulla storia di questo termine.
Quali orientamenti rientrano nell'espressione queer?
Poiché queer ha un'accezione così ampia, non è facile determinare a chi si applica esattamente. Secondo Schuster, «qualsiasi orientamento o identità che non sia etero» è considerata queer. «Al di là di questo, si tratta di capire se la persona vuole considerarsi parte di un più ampio ombrello identitario», spiegano.
Per molti, la queerness comprende un'intersezione di identità. Pasciucco aggiunge che il termine indica un «individuo che si auto-identifica come lesbica, gay, bisessuale, transgender, intersessuale e/o asessuale, ovvero l'intera comunità LGBTQIA+». Spesso queer viene sostituito dall'espressione «questioning».
Per farla breve, se qualcuno si definisce queer spesso è perché il suo orientamento sessuale e/o il suo genere rientrano nell'ambito LGBTQIA+ piuttosto che nella norma eterosessuale. Detto questo, ci sono tantissimi modi per identificarsi come queer, quindi se vi sentite tali e volete farlo, andate avanti con orgoglio.
Quindi... quali orientamenti non sono queer?
La definizione di queer è complessa da determinare precisamente. Poiché la sessualità è uno spettro, a volte l'uso del termine è polarizzante per gli individui bisessuali ed eteroflessibili, anche se contano eccome. In generale, chi è eterosessuale, eteroromantico, cisgender e monogamo non può essere considerato queer, ma c'è un'eccezione.
Pasciucco, per esempio, utilizza il segno + quando si riferisce alla comunità queer per indicare gli individui pangender o pansessuali e quelli che fanno parte di comunità di relazioni alternative, come il poliamore, il kink o la non-monogamia. «Come persona che ha perlopiù relazioni con l'altro sesso, non tutti gli individui che si identificano come queer credono che le persone come me, o le persone che rientrano nel plus di LGBTQIA+, debbano essere incluse nella comunità», spiega Pasciucco.
I critici sostengono che per una persona etero e poli descriversi come queer significa sfruttare decenni di attivismo LGBTQ per ottenere diritti fondamentali e celebrare la propria identità. La parola queer, tuttavia, è volutamente vaga, e da ciò derivano anche diverse interpretazioni. La verità è che alcune persone all'interno delle comunità poliamorose o kink si identificano come queer anche se hanno relazioni esclusivamente eterosessuali.
Ecco perché è sempre meglio usare le etichette che qualcuno sceglie per sé, anche se non sono quelle che voi avreste usato nella sua situazione. È questione di rispetto.
La parola queer è un insulto?
La celebrazione e l'uso della parola queer è anche un'operazione di rivendicazione. «In passato, la parola aveva un'accezione dispregiativa», dice la dottoressa Wise. Schuster aggiunge che veniva usata per dire che qualcuno era «sbagliato», se era gay o diverso.
Solo alla fine degli Anni '80 la comunità LGBTQIA+ ha adottato il termine come forma di orgoglio. «Mi piace pensare che la mia identità queer sia come se dicessi: “Pensavi di insultarmi, ma in realtà è qualcosa che amo di me"», dice Schuster.
Una nota importante: mentre la parola è generalmente celebrata, alcune persone LGBTQIA+ preferiscono ancora evitarla a causa della sua storia discriminatoria. Schuster osserva che il termine non ha forse ancora perso completamente il suo potenziale negativo.
«Per le persone che fanno parte della comunità LGBTQIA+ è più sicuro usare questa parola, soprattutto quando ci si riferisce a un individuo», spiegano. Se vi riferite alla comunità queer, ma non ne fate parte, Schuster suggerisce di usare semplicemente LGBTQIA+ per evitare di risultare involontariamente offensivi. E se non siete sicuri del termine che qualcuno preferisce, chiedeteglielo gentilmente. «Come per ogni termine, dipende solo da chi vuole identificarsi e usare questo linguaggio», dice Schuster.
Queer indica un'identità sessuale, di genere o una comunità?
La queerness è più sfumata di un'identità sessuale o di genere, dice Pasciucco, che aggiunge che si tratta di un movimento fluido «al di là del binomio cisgender/eteronormatività». Come ha spiegato Nicole Scrivano, una collega della Pasciucco, in un post sul blog:
«Come donne queer, ci presentiamo in una varietà di forme, identità e sistemi di credenze. Alcune di queste identità sono di tipo sessuale: bisessuale, lesbica, gay, pansessuale, ecc, altre identità sono di genere: transgender, cisgender, non binarie, femminili, flessibili, ecc, o identità relazionali come monogama, poliamorosa, scambista, aperta, ecc. Le donne queer si trovano in uno spettro di fluidità di genere e sessuale».
Alcune persone che si collocano a metà dello spettro dell'orientamento sessuale si descrivono come queer piuttosto che come bisessuali o pansessuali. Altri usano entrambi e si presentano, ad esempio, come 'bisessuale e queer'. Il termine queer è usato anche da coloro il cui genere non rientra nel sistema binario.
Quindi, non solo queer è usato per descrivere le identità sessuali, romantiche e di genere, ma, come già detto, può anche essere usato per descrivere la comunità LGBTQIA+. Secondo la dottoressa Wise, l'uso di queer come termine comunitario crea un senso di accettazione. «È un aspetto che non permette l'isolamento», spiega la dottoressa.
In conclusione, la definizione di queer può essere diversa a seconda di chi siete o di chi vi trovate davanti, ma tutti gli esperti concordano sul fatto che si tratta di una parola potente che celebra l'accettazione di se stessi e degli altri per quello che sono.











