I sogni premonitori esistono davvero o sono soltanto frutto della nostra suggestione e immaginazione? È una domanda che molti di noi si sono posti, soprattutto quando è capitato di fare sogni premonitori, cioè sognare una determinata situazione e ritrovarsi a viverla con stupore durante il giorno. Come ad esempio rivedere in sogno con una persona a cui vogliamo bene, ma che non sentiamo da tempo e poi la incontriamo casualmente per strada. Il mondo onirico non smette mai di affascinare, in particolare se parliamo di sogni premonitori che si avverano o che almeno noi reputiamo tali. Coincidenze? Magia? Intuito? Proviamo a capire se veramente alcuni sogni sono premonitori e se è possibile che si avverino sul serio.
Sogni premonitori: cosa sono?
Possono essere definiti i sogni premonitori quelle immagini e situazioni che viviamo e vediamo nel mondo onirico che alcune volte si ripresentano nella realtà, in modo identico o comunque molto simile. Come capire se un sogno è premonitore? La differenza rispetto ai “classici” sogni è che avrebbero la caratteristica di predire quello che accadrà, quindi ci darebbero una visione del futuro. Va detto che i sogni sono il frutto di un’attività random dei neuroni cerebrali e quindi non c’è nessun riscontro concreto per avvalorare questa tesi. Eppure il fascino di questo tipo di sogni resta e molti studiosi si sono interrogati sul loro significato.
Sogni premonitori: come riconoscerli
Ammesso che esistano, come si fa a riconoscere i sogni premonitori? Alcuni esperti hanno individuato due caratteristiche specifiche. Sono ricorrenti ed emotivamente coinvolgenti, quindi al risveglio non solo li ricordiamo bene ma ci lasciano addosso intense sensazioni di ciò che è accaduto nel sogno. Se stiamo vivendo un momento di grande stress o di grande emotività nella nostra vita, ricordiamoci anche che i sogni più che premonitori, possono descrivere il nostro stato d’animo, quindi farci da specchio su quello che ci turba e che va risolto per star bene.
Sogni premonitori: ecco cosa dice la psicologia
Uno dei primi a voler dare una spiegazione dei sogni premonitori è stato Carl Gustav Jung, che fece una differenza tra piccoli sogni, di cui non abbiamo memoria quando ci svegliamo, e grandi sogni, che ci mettono a contatto con energie primordiali, che ci aiutano a prevedere eventi possibili futuro. Del parere opposto era invece Sigmund Freud, che ha sempre negato che avessero un valore divinatorio. Per il fondatore della psicanalisi i sogni premonitori non esistono e se quello che sogniamo si avvera è solo frutto di una coincidenza e del caso. A pensarla come lui è anche il filosofo Robert Todd Carroll che per spiegare il significato dei sogni premonitori usò la famosa legge dei grandi numeri: siamo oltre 7 miliardi di persone al mondo e in media si fanno 5 sogni a notte. Quindi se qualcuno sogna avvenimenti che poi accadono, anche drammatici come disastri naturali, è solamente pura coincidenza e casualità. Anche il Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, è dello stesso parere sui sogni premonitori, dichiarando sul suo sito che: “Come sempre accade relativamente alle previsioni, la nostra mente effettua una selezione a posteriori. Tendiamo a dimenticare rapidamente i sogni che contengono episodi che non si verificano nella realtà, mentre ricordiamo con grande enfasi quelli in cui gli eventi si realizzano. Se si facesse un'analisi statistica tra le previsioni avveratesi e quelle non avveratesi, si scoprirebbe di essere perfettamente all'interno delle leggi probabilistiche. Infine va fatta un'ulteriore considerazione. Di solito i sogni si ricordano con difficoltà. Di conseguenza capita spesso che ognuno di noi, in perfetta buona fede e del tutto inconsapevolmente, aggiusti a posteriori il ricordo del sogno per farlo combaciare con qualche episodio realmente accadutoci”.












