Cara Giada,
Il mio ragazzo si veste malissimo, anzi proprio di m***a. Ho quasi 30 anni e lavoro per una grande azienda di moda come PR. Inizialmente, ero attratta dal fatto che fosse un ricercatore universitario in filologia italiana un po' trasandato, ero stufa di tutti i fighetti nel mio ambiente e mi "sedava " il fatto che non curasse il suo aspetto in maniera maniacale. Ma più è andata avanti la nostra relazione più lui è peggiorato; è come se stare con me che sono sempre eccessivamente fashion, ammetto (mea culpa, lol), lo avesse fatto incavolare e ora si mette delle cose assurde in occasioni formali tipo cena fuori con i miei. Il massimo lo ha raggiunto qualche giorno fa quando si è presentato in ritardo al matrimonio di mia sorella con pinocchietti scozzesi e maglietta di Bojack Horseman. Ogni volta che tiro fuori l'argomento dice che sono superficiale; tutto il resto funziona, ma questa cosa mi mette davvero in crisi a livello sociale.
HELP
Tua Sara
Cara Sara,
Mi dispiace, credo che ci sia una differenza abissale tra il "non essere alla moda", "avere gusto anche se non si è alla moda" e "vestirsi appositamente male per dare fastidio alla propria ragazza". Dovresti essere molto chiara sulla questione con il tuo fidanzato; soprattutto se questa cosa ti causa disagio a livello sociale e con i tuoi familiari. Chiedigli proprio: "Perché ti diverti a mettermi in imbarazzo? E se i vestiti non sono importanti; come mi sento io almeno lo è?". Ogni relazione implica un compromesso, anche estetico. Ed implica anche il mettersi in relazione con quanto noi siamo disposti a sacrificare di noi per l'altro.
Questa cosa poi che la moda sia una cosa superficiale è una tesi infondata; se è un ricercato la mancanza di basi argomentative della tesi dovrebbe interessargli. Il femminismo è passato attraverso i pantaloni di Coco Chanel; così come tutt'oggi la retorica del maschilismo becero vuole imporre alla donne di non mettersi la minigonna la sera se si prendono i mezzi pubblici e si è da sole. Ci sono stati poi un sacco di scrittori che si interessavano tantissimo alla moda; dai Borsalini di Saul Bellow passando per i completi bianchi di Mark Twain fino allo stile geek-chic di Virgina Woolf con i suoi abiti vittoriani in abbinamento a scarponi da montagna. L'animo fa il monaco (e la monachessa letteraria). Magari portandogli esempi di scrittori o di registi anche nostrani come Pasolini, con i suoi immancabili occhiali neri che oltre a essere un accessorio erano anche una grande metafora esistenziale del carattere proteiforme del cinema.
Spero di esserti stata utile
Un bacio postmoderno
Tua Giada
Se anche tu vuoi una consulenza amorosa da Giada scrivi a lapostadigiada.cosmo@gmail.com <3










