È normale essere in preda all'ansia prima del giorno del tuo matrimonio. Potresti essere preoccupata riguardo ai piccoli dettagli del pranzo che potrebbero andare male, avere l'angoscia di sbagliare il tuo discorso d'amore di fronte a centinaia di persone o... potresti andare nel panico perché sai che stai sposando la persona sbagliata.

Cosa succede quindi quando sai che stai facendo la cosa sbagliata ma decidi di procedere comunque? Tre donne ci hanno raccontato il perché della loro scelta e cosa hanno imparato da questa esperienza.

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"Ho sposato il ragazzo che mi bullizzava a scuola"

"A 24 anni ho sposato il ragazzo che alle scuole elementari mi tirava la coda. Siamo stati nemici durante tutta l'infanzia, specialmente perché mi bullizzava costantemente chiedendomi il motivo della mia bruttezza. Ci siamo poi incontrati quando avevamo entrambi 20 anni e ho deciso di dargli una seconda chance, frequentandoci per due anni e andando a convivere. Quando mi ha chiesto di sposarlo ho provato a pensare ad una buona ragione per dirgli "no" ma non ne avevo una davvero valida, anche se avevo una strana sensazione, e così pensando ai nostri amici in comune, al nostro cane e alla casa mi sembrava naturale accettare la sua proposta, così ho detto "sì".

"Qualche volta ho scherzato sul fatto che volessi mettere da parte dei soldi per il divorzio."



Ci abbiamo messo un anno per programmare tutto e qualche volta ho scherzato sul fatto che volessi mettere da parte dei soldi per il divorzio. Non volevo nemmeno che mio padre mi accompagnasse all'altare perché non volevo che un giorno avrebbe guardato al passato con occhi critici e pieno di sensi di colpa per aver consegnato sua figlia nelle mani di un idiota.

La cerimonia è stata carina, anche la cena è andata benissimo, ma non avevo davvero voglia di pensare alla nostra prima notte insieme. In generale non avevo proprio voglia di fare sesso anche prima del matrimonio, se devo essere sincera, ma ho sempre dato la colpa a stress e stanchezza. Il pensiero di fare per forza l'amore con questa persona mi stava dilaniando e speravo con tutto il cuore che lui fosse troppo stanco da provarci con me.

La vita è poi cambiata da quando ci siamo sposati perché lui si aspettava che io diventassi una "moglie" a tutti gli effetti. Niente lavoro, solo pulizie domestiche e badare ai miei futuri figli. Io però non volevo rinunciare al mio nuovo lavoro e alla mia libertà, quindi abbiamo litigato praticamente quasi tutti i giorni. Lo odiavo e odiavo la mia vita. Dormivo tanto e ascoltavo musica con testi carichi di rabbia.

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Dopo settimane in cui ho dormito sul divano, una sera è entrato e mi ha detto 'Penso che dovremmo separarci'. In un primo momento sono rimasta scioccata perché era una scelta su cui non avevamo mai discusso ma quando mi ha chiesto 'Non è quello che vuoi? Non mi odi?' e in quell'istante ho capito che era la cosa migliore da fare.

"Penso che dovremmo separarci."

Abbiamo divorziato nemmeno dopo due anni di matrimonio. La decisione è arrivata come una forma di sollievo ed ero contenta di avere di nuovo l'opportunità di vivere davvero la mia vita.

Questo è accaduto più di dieci anni fa e ora io e il mio ex siamo molto più amici di quando eravamo sposati. Siamo due persone diverse e viviamo vite diverse.

Sapevo che non era quello giusto ma non rinnego l'esperienza. Ho imparato tanto da questa situazione, specialmente i miei pregi, i miei valori e i miei limiti, e ho capito che essere sinceri con se stessi è la cosa più importante.”–Tara, 39

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"Detestavo la mia relazione mentre la stavo vivendo"

“Ho incontrato il mio ex marito durante l'università, avevo 20 anni. La nostra relazione è iniziata come un normale rapporto, messaggiando su Twitter, poi con gli sms e poi gli appuntamenti. Quando ho scoperto che aveva già due figli ci sono rimasta un po' male ma in quel momento non sembrava troppo importante.

Andando avanti nella nostra relazione, però, sono iniziati i problemi. Dopo un paio di mesi di frequentazione mi ha rivelato che la sua ex era incinta ma lui mi ha rassicurata dicendomi che non provava più niente e che il suo unico intento era quello di scoprire, una volta nato, se il figlio fosse realmente suo. Così è stato, ma la sua ex ha tagliato i ponti quindi ho deciso di proseguire la relazione senza farmi troppi problemi.

"Quando ho provato a risentirlo per capire cosa stesse succedendo, ho ricevuto solo insulti."

Non appena tornati dall'università, i problemi sono aumentati. Ho scoperto che aveva messo in affitto la sua stanza senza sapere cosa ne pensassi, dato che praticamente viveva da me. Per non parlare di quella volta in cui venne a casa mia per le vacanze di Natale e, una volta sveglia, scoprì che lui se ne era andato senza salutare nessuno.

Quando l'ho chiamato, ha risposto in modo strano e sgarbato dicendomi che era andato a casa di sua nonna e che ormai avevamo chiuso. Quando ho provato a risentirlo per capire cosa stesse succedendo, ho ricevuto solo insulti e parole poco gradevoli anche se, ovviamente, poco tempo dopo è tornato da me.

Dopo diversi mesi, mi sono arruolata nell'esercito e, quando ho scoperto che mi sarei dovuta trasferire a Honolulu, Hawaii, lui ha detto che avremmo dovuto sposarci. Io non ero pronta ma lui ha insistito, anche perché ci avrebbero mandato all'estero insieme e lui non era pronto ad affrontare una storia a distanza. Dopo diversi giorni di insistenza io ho ceduto ma ero assolutamente convinta che non fosse la scelta giusta.

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Ci siamo sposati in modo bizzarro, mentre ero in servizio. Sì, non sono nemmeno riuscita a partecipare al mio stesso matrimonio! Ho dovuto firmare un pezzo di carta dichiarando che ero arruolata nell'esercito e che non potevo partecipare di persona alla celebrazione.

Quando, la sera, lui è tornato da me dicendomi che eravamo ufficialmente sposati mi sono sentita male. Sapevo di aver preso la decisione sbagliata e che la nostra relazione non sarebbe durata tanto. Infatti, è stato così. Ci siamo separati 16 mesi dopo e finalmente abbiamo divorziato quest'anno.

Questa relazione mi ha insegnato tanto sulla vita, sulle relazioni e su me stessa. Detestavo la nostra relazione e sapevo che non avrei dovuto farlo. Da quell'esperienza sono molto cresciuta e ora sto molto più attenta alle mie relazioni. Non voglio tornare a quei tempi, mai più.” –Altina, 26


"Ero intrappolata in qualcosa da cui non potevo scappare"

L'ho incontrato all'università ed ero convinta che stavo facendo la cosa giusta anche in senso religioso, mi dicevo, perché non ero attratta da lui fisicamente ma avevo un interesse intellettuale nei suoi confronti. Se c'era una cosa di cui io ero sicura era che volevo attendere il matrimonio per fare sesso con una persona.

Sapevo però che qualcosa con lui non funzionava e mi sentivo davvero in ansia. Non era lui il problema, si è sempre comportato bene, ma era più che altro una sensazione interna che mi diceva che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Ricordo che quando stavamo andando a ritirare il certificato di matrimonio e stavamo camminando mano nella mano, io ho pensato 'Non possiamo farlo un altro giorno?'

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Non volevo entrare in quella casa e non sapevo nemmeno come mai. Ricordo di aver detto a mia cognata che non volevo farlo ma lei ha detto 'Non preoccuparti, siamo tutte un po' nervose prima di sposarci!'

Ricordo di aver avuto un momento di esaurimento in auto. Gridavo, piangevo, mi sentivo in gabbia e non vedevo via d'uscita. L'ho fatto, alla fine, ma pensavo a come potevamo lasciarci senza un divorzio. Mi capitava di valutare la possibilità che lui potesse morire, so che suona terribile e mi fa apparire una persona con il cuore di ghiaccio ma era l'unica cosa che mi permetteva di sperare in un futuro migliore.

"Ricordo di aver avuto un momento di esaurimento in auto."

Nel momento in cui venne a mancare mio figlio io mi accorsi che avrei dovuto iniziare a prendermi cura di me stessa. Ricordo quella volta in cui, in cucina, pensavo che se non avessi avuto due figlie me ne sarei andata. La cosa che più mi rendeva triste era il dover rimanere sposata. Tutti non facevano altro che dirmi di stringere i denti e provare ad andare avanti dato che il divorzio, religiosamente parlando, non sarebbe stata la scelta corretta, ma nessuno capiva che stando in questa situazione mi sarei solamente fatta del male.

La mia vita è radicalmente diversa rispetto a sei anni fa. Finalmente ho capito di cosa ho bisogno per essere felice e tutto ciò mi permette di avere un rapporto fantastico anche con le altre persone, specialmente le mie figlie. -Danette,40