È tutta la vita che thrifto, solo che non lo sapevo. Ma ora girare per bancarelle e mercatini vintage alla ricerca di capi, accessori, oggetti più o meno firmati più o meno preziosi da comprare per pochi euro è diventato un trend social e io posso finalmente dare un nome all’attività con cui da ragazzina occupavo i pomeriggi in compagnia di mia nonna Pucci al mercato rionale del quartiere di Milano in cui sono cresciuta e a quella che, qualche anno più tardi, mentre studiavo a Londra, è diventata una piccola ossessione cui dedicarmi al primo momento libero.

Se n’è parlato ultimamente anche sulle testate internazionali più influenti, dal New York Times che racconta di future spose che thriftano i loro abiti al Guardian, che riporta la storia di una donna italo-americana che, nella necessità di risparmiare sull’arredo della sua nuova casa, alla ricerca di mobili di seconda mano, si è ritrovata per le mani un piatto da 1.99 dollari che poi ha scoperto essere decorato da Picasso e valere 34mila dollari.

a woman in a garmentpinterest
@brooklynkarasack//Instagram

In effetti, “thrift” significa letteralmente “risparmio, parsimonia”, mentre “thrift shop” indica “negozio dell’usato”, da qui la nuova accezione del verbo, “comprare second-hand”. È stato detto e ridetto del successo in tempi ormai non più così recenti della moda circolare, complici una maggior consapevolezza ambientale legata a questo settore, l’esplosione di app di rivendita come Vinted – oggi la più grande piattaforma di thrifting virtuale, ma anche la crisi economica che rende chi compra incline all’acquisto di opzioni più accessibili. Non ci è voluto molto prima che questa moda approdasse sui social tramutandosi in contenuti video fra i più vari e curiosi, da chi, come la TikToker @pappudash, fa decidere a Siri cosa comprare fra quanto da lei pescato nelle montagne di capi al mercato del mercoledì mattina, ad account come quello di @brooklynkarasack che mostrano tutorial per trasformare abiti trovati in mercati dell’usato sotto l’impronunciabile hashtag di #thriftflip.

a person in a garmentpinterest
@puppadash//Instagram

Se da un lato regalare una seconda (una terza, una quarta) vita ad abbigliamento e oggetti di ogni genere impatta positivamente il Pianeta, la popolarità del thrifting potrebbe però avere un’altra faccia della medaglia. Come si legge su Rivista Studio, esiste il rischio che l’ossessione per questo nuovo modo di acquistare, di per sé sostenibile e votato alla parsimonia, lo faccia rientrare nel meccanismo del consumismo trasformandolo in un’altra occasione di accumulo compulsivo. Non solo: se la moda vintage rappresenta da sempre un’alternativa inclusiva per chi lotta con la ricerca di taglie plus e extra plus da una parte e la ricerca di un abbigliamento economico dall’altra, la gentrificazione di questo settore lo renderebbe, come quasi tutto il resto che riguarda l’universo fashion, elitario ed esclusivo.

Giro d’Italia

Abbiamo raccolto qui i mercati italiani preferiti dagli editor di Cosmopolitan, come una piccola mappa emotiva da consultare qualora vi venisse voglia di andare alla ricerca di piccoli tesori durante le vostre vacanze. E mentre sarete alla ricerca di stoviglie da pochi euro firmate dal pittore più celebre del secolo, ricordatevi di thriftare con coscienza.

Mercato del Capo a Palermo

Martina Mozzati, Brand Manager

«Ricordo una bancarella che vendeva arredamento di design Anni ‘60 e ‘70 a pochissimo. Lì è racchiusa tutta l’eleganza della Sicilia»

Mercato di Lecce

Cecilia Alba Luè, Head of Fashion & Beauty

«Mi ci ha portato la mia amica Silvia che è la regina del thrifting. A una bancarella ho trovato un completo di Versace blu elettrico: mi sta perfetto».

Mercato di via Canaletto a Milano

Elena Quadrio, Beauty Editor Associate

«C’è una bancarella scovata dalla mia migliore amica che ha degli item assurdi. Ci ho preso un paio di maniche in cotone con design floreale da stylare con qualsiasi look».

“Il mercatino”, in tutta Italia e il mercato estivo a Pesaro

Laura Ghigliazza, Photo Editor & SMM

«A Roma avevo trovato una giacca da moto di pellerossa, mega Motomami, a 20 euro e ogni giorno mi sveglio chiedendomi perché non l’ho comprata».E il mercato estivo nella piazza principale di Pesaro per «orologi da taschino stupendi».

Remira Market a Milano

Maddalena Tancorre, Fashion Editor Associate

«Non si può dire che la pazienza sia il mio punto forte. È per questo che il Remira Market,
con la sua selezione cool e originale, ma anche concisa, mi ha conquistata immediatamente».

Mercato di Pugliano a Ercolano

Leonardo Grimaldi, Beauty Editor Associate

«Un posto magico sospeso tra moda e folklore, meta ideale per i denim-lover: qui ho acquistato il mio primo paio di Levi’s customizzati con stampe patchwork cucite interamente a mano. One of a kind».

Mercato delle Cascine e Firenze

Rosetta Bono Lin, Art Director

«Era una tappa fissa il martedì mattina dall’università, se non c’era lezione: tantissima scelta, prezzi wow. Viene allestito al Parco delle Casine, lungo l’argine dell’Arno, e se ci si allontana un pochino dalle bancarelle affollate si vede anche il Ponte Vecchio».