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#CosmoDiary // Tutto ciò che amiamo di questa Milano Fashion Week

La guida di Cosmopolitan ai momenti indimenticabili della settimana della moda

Di e
moda 2027 milano fashion week news sfilate eventi presentazioni
Courtesy Brand

Dal 24 febbraio al 2 marzo 2026 le ore si misurano in carrellate di sperimentazioni stilistiche che si intercettano in strada, incontri fugaci e chilometri macinati tra una presentazione e una sfilata. È la Milano Fashion Week, che quest’anno si sta rivelando più intensa che mai, complice la coincidenza con un’altra “settimana santa” italiana, il Festival di Sanremo: un concentrato di energia creativa che amplifica ritmi e adrenalina degli addetti ai lavori. Ma nella capitale meneghina i riflettori restano puntati sulla fitta agenda di esposizioni e show destinati a definire le tendenze dell’autunno inverno 2026/2027. A scandire questa maratona sono ben 162 appuntamenti ufficiali inseriti nel calendario curato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI): 54 sfilate fisiche e 8 digitali, 73 presentazioni (di cui 5 su appuntamento) e altri 27 eventi collaterali. Un palinsesto che ridisegna la geografia urbana di Milano, trasformando la metropoli in un crocevia internazionale di nuove traiettorie estetiche. Per scoprirle tutte, di seguito lo speciale reportage aggiornato day by day di Cosmopolitan.


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La presentazione di Daizy Shely

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Daizy Shely ha invitato tutti a cena per presentare la sua collezione per il prossimo autunno inverno nell'ultimo giorno della Milano Fashion Week. «Nella mia tradizione, il cibo è molto più di un elemento che nutre. È lo stare insieme, mettere le persone attorno a un unico tavolo. È creazione, è un modo di vivere, è vita», racconta in una lettera trasmessa come comunicato stampa: «all’uomo non basta il cibo per vivere, ma il modo in cui ci incontriamo attorno ad esso». Una scelta che nasce dalla necessità di cominciare un nuovo capitolo della sua carriera, in cui la sostanza prevale sulla forma. È per questo che non ci sono colori se non il nero, il bianco e l'argento, per valorizzare l'essenziale: le silhouette e la materia. Un racconto intimo e autentico, in cui cibo, spazio e tessuti sono tutto ciò che serve per celebrare un nuovo inizio.

La sfilata di J.Salinas

fashion model showcasing a distinctive knitted garment
Courtesy of Press Office

È il Perù, con il suo patrimonio di storie, tradizioni e culture, il cuore pulsante del processo creativo di Jorge Luis Salinas. Il designer lo dichiara apertamente e lo traduce con coerenza nella collezione autunno inverno 2026/2027, significativamente intitolata Virreinato. Un nome che richiama il periodo coloniale peruviano, riletto attraverso un linguaggio contemporaneo capace di trasformare volumi e superfici in un codice espressivo potente e identitario. Le silhouette si fanno vere e proprie architetture da indossare: strutturate, scultoree, avvolgenti. Filo conduttore è l’uncinetto, cifra distintiva del brand, che qui diventa veicolo di memoria storica e maestria artigianale. Cotone Pima e fibra di alpaca, lavorati a mano da artigiane peruviane, danno vita a capi in cui tradizione e innovazione convivono in equilibrio. Tecniche ancestrali dialogano con un'estetica moderna, costruendo una collezione stratificata, dove l’abito storico viene reinterpretato in chiave contemporanea.

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La sfilata di FILA

Questa è una immagine
Courtesy of Press Office

Momenti, occasioni e personalità si intrecciano nella collezione autunno inverno 2026/2027 di FILA presentata alla Milano Fashion Week. L’ispirazione nasce dal paesaggio urbano: vite che scorrono veloci, stili che si sfiorano per caso, brevi incontri che talvolta si separano, altre volte si ricongiungono. È uno spaccato di esistenza metropolitana, una visione che il direttore creativo Alistair Carr eleva oltre l’animo sportivo del brand, sena tradirlo, ma sfumando i confini tra formalità e dinamismo con un focus maggiore sui dettagli e sulle finiture. La collezione alterna cappotti, giacche-camicia, bomber, piumini, parka, blouson, maglioni, camicie, polo, gonne a pieghe, pantaloni e abiti, abbinati a sneakers basse e scarpe da corsa o da ciclismo, pensati per affrontare la frenesia della città. Lo spirito sportivo resta essenziale, ma emerge con discrezione: nylon strategicamente posizionato, trattamenti impermeabili su lane sartoriali, cerniere invisibili. Nell'idea di sfumare i confini, i tessuti vengono sovvertiti: reti traforate e nylon tecnico diventano pelle, mentre l'iconico velour FILA viene reinterpretato in maglia lavorata a mano.

La sfilata di MSGM

fashion model showcasing an outfit in a contemporary setting
Courtesy of Press Office

Capitale della moda e polo artistico di spazi indipendenti e gallerie sperimentali, laboratorio culturale in continua evoluzione. È la Milano a cui MSGM guarda per la sua collezione donna autunno inverno 2026/2027: un grande contenitore in cui “vagabondare”, lasciandosi sorprendere dagli incontri lungo il percorso. Dalla mostra di Stanislao Lepri da Tommaso Calabro allo sguardo felino e surreale di Leonor Fini. Dall’astrazione atmosferica di Marina Rheingantz alla tensione intima dei dipinti Shadow Boys e Nightstand di Amanda Wall. Riferimenti artistici che non si traducono in citazioni letterali sugli abiti: non è una moda illustrativa, ma un processo creativo che assorbe dall’arte libertà, esplorazione, stratificazione e tensione emotiva. Qui si innesta il principio del free roaming: movimento fisico, emotivo e generazionale si traduce in abiti non rigidi, attraversati da identità non cristallizzate. In passerella sfilano donne che sono insieme ragazze e adulte, in cui passato e presente convivono. D’altronde crescere non significa recidere, ma aggiungere stradi, diventare più complesse.

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La capsule di Furla

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La fashion week porta con sé un’energia unica, da vivere fino in fondo e da custodire nelle settimane a seguire. Per questo, in occasione della settimana della moda di Milano Furla presenta un’esclusiva capsule collection che reinterpreta due delle sue borse iconiche, Furla Iride e Furla Moonstone, attraverso colori e materiali inediti. Furla Iride si veste di watersnake, una texture ipnotica che esalta la silhouette con un raffinato gioco di luce e materia. La palette spazia dai toni naturali dell’Aura, del Tabacco e dell’Avocado, fino a nuance più audaci e vibranti come Aperitivo, Girasole e Viola, capaci di catturare lo sguardo al primo istante. Per Furla Moonstone, novità della stagione, il brand sceglie una rivisitazione in morbido suede, pensata per valorizzarne l’aspetto tattile e, al tempo stesso, la linea scultorea e dinamica. La palette, delicata e sofisticata, abbraccia sfumature naturali che vanno dall’Urban Gray al Tabacco, dal Linen fino a un intenso Ink Blue, esprimendo un’eleganza contemporanea e versatile.

La sfilata di Dolce&Gabbana

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["Filippo Fior", "Launchmetrics.com/spotlight"]//LAUNCHMETRICS SPOTLIGHT

Secondo Dolce&Gabbana, oggi il vero lusso è avere un’identità. Nasce così Dolce&Gabbana Identity, la nuova collezione autunno inverno, che celebra l’immaginario della maison: la Sicilia come emozione, il nero come forza, il pizzo come intimità, la sartorialità come espressione di autorevolezza. In passerella si svela un’estetica potente e sensuale, emotiva ma rigorosa, in cui femminilità e mascolinità dialogano costantemente. Una visione che rifugge la nostalgia per farsi presenza, celebrando il coraggio di restare fedeli a sé stessi.

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La sfilata di Act N°1

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launchmetrics.com/spotlight//LAUNCHMETRICS SPOTLIGHT

Pronto a volare a Parigi per concorrere alla vittoria dell'annuale LVMH Prize, Luca Lin ha riportato Act N°1 in passerella presentando una stagione autunno inverno che inaugura in via definitiva un nuovo capitolo per il marchio. Il risultato è una collezione che rivisita gli archetipi del guardaroba: nuove silhouette, ora strutturate e scultoree, ora ricche di layer dovuti alla sovrapposizione di più capi insieme. Nuove forme, ma anche nuovi materiali, dalla lana alla pelle patchwork, per arrivare ai bottoni di scarto di RIBL. Uno scenario in cui lo styling ha un ruolo centrale: basti guardare i maglioni arrotolati in vita o intorno al collo insieme a delle cinture. E nel front row c'era anche Marco Mengoni.

La presentazione di Maccapani

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Marco Vigiani//LAUNCHMETRICS SPOTLIGHT

Less is more. È questa la filosofia che racchiude al meglio l’essenza dell’operazione compiuta per la nuova stagione di Maccapani dalla sua fondatrice, Margherita Maccapani Missoni. «Dal secondo anno il mio lavoro si è concentrato sul togliere strati», scrive in una lettera trasmessa come comunicato stampa, spiegando di essersi concentrata su jersey jacquard ricchi e materici, abbandonando le stampe all-over, per esplorare superfici più essenziali ed evocative: grafiche con lurex, versioni unite dall’effetto moiré, fino a varianti più fluide ed estive, pensate per abiti leggeri che seguono il movimento del corpo. Da qui anche l’apertura verso la maglieria, verso volumi over e avvolgenti e molto altro ancora. Un processo, questo, che nasce da bisogni concreti: i suoi e quelli della community del brand, dolcemente rinominate «Lady Maccas», amiche e clienti insieme che hanno indossato la collezione per presentarla durante la Milano Fashion Week. Tra loro, Fiammetta Cicogna, Jennifer Missoni, Sofia Achaval, Margit Cesana, Ilaria Boschetti, Margherita Chiarva, Sara Amos, Noor Fares, Naomi Shimada, Mia Moretti, Taitu ed Elsa Magnelli.

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La sfilata (per l'anniversario) di GCDS

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Justin Shin//Getty Images

Se tutti vogliono tornare al 2016 è anche per la tendenza del What's in my bag?. Lo sa bene Giuliano Calza, che quell'anno lanciava GCDS con l'intento di portare lo streetwear nel mondo della moda. Per celebrare l’anniversario, è stato allestito uno show in cui le modelle uscivano da una maxi bag. Un set design emblematico e d'impatto, che ha fatto da cornice a una collezione fortemente evocativa, che ha riportato in passerella tutti i codici estetici del brand italiano: dai loghi bold delle felpe e i calzini con cui tutto è iniziato fino alle stampe di Hello Kitty che hanno conquistato tutti negli ultimi anni. Nel parterre, ad assistere alla sfilata, Anna, Mia Khalifa e molte altre it-girl.

La sfilata di Ermanno Scervino

fashion model on runway wearing a layered outfit with a large black coat
Umberto Fratini//LAUNCHMETRICS SPOTLIGHT

È una donna che rifiuta le uniformi così come sono: le trasforma, le sovverte. Così la interpreta Ermanno Scervino per la collezione autunno inverno 2026/2027, pensata per donne che vogliono esprimere tutta la loro femminilità senza rinunciare al comfort. In passerella si alternano cappotti militari, car-coat scolpiti nella maglia, mantelle di lana e giacche tecniche in nylon con interni in loden, che lasciano emergere maxi gonne in organza, sottovesti e dettagli in pizzo. Denim e tessuti quotidiano si elevano grazie agli interni in seta e pizzo, mentre pellicce e chiffon creano volumi leggeri. Gli accessori completano questo processo di stratificazione materiale e concettuale: dalle borsa Amanda e pochette Fiocco che si vestono di cocco stampato, pitone e astrakan, fino alla reinterpretazione di mocassini, mule e texani, passando per le borse a rete, che evocano gesti spontanei e familiari.

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La presentazione di Fracomina

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Fracomina sceglie il denim come protagonista della collezione autunno inverno 2026/2027, presentata in anteprima durante la Milano Fashion Week con un esclusivo evento che si è tenuto nella boutique di via Manzoni 37, nel cuore del Quadrilatero. Unico e riconoscibile, sofisticato e versatile, il denim rappresenta a pieno il DNA di Fracomina. Per la nuova stagione, in particolare, la linea Denim Signature, composta dai modelli continuativi del brand, si arricchisce del nuovo barrel fit, in accordo con le tendenze. La Collection Denim, invece, interpreta il jeans in chiave sartoriale, presentando completi eleganti e coordinati per un total look audace ed elegante allo stesso tempo, tra lavorazioni speciali, dettagli preziosi e nuovi equilibri di volumi. Il risultato è un racconto unico, in cui comfort e stile si fondono armoniosamente, grazie a silhouette originali, lavorazioni innovative e design distintivi. Per chi, come il brand, ha lo stesso carattere audace del denim: e per questo si rivede nell’hashtag #deniminside. E non è tutto: Fracomina amplia la propria proposta presentando la nuova capsule Heritage, un progetto che nasce per esaltare il meglio della maglieria attraverso un equilibrio tra ricerca innovativa, creatività e materiali premium da sfoggiare nel quotidiano.

La sfilata di Luisa Spagnoli

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paolo caponetto paolocapo.net//LAUNCHMETRICS SPOTLIGHT

Quelle che hanno calcato la passerella di Luisa Spagnoli durante questa settimana della moda sono donne che camminano a passo deciso per le strade della New York del periodo compreso tra la fine degli Anni '80 e l'inizio degli Anni '90: dinamiche, libere, sicure di sé. «Ho voluto rileggere quell’atmosfera attraverso il ricordo di una New York di quell’epoca», spiega Nicoletta Spagnoli, «dove si respirava un momento di energia creativa, eleganza consapevole e di donne che iniziavano ad affermarsi con uno stile deciso, pulito, autorevole. Un’idea di bellezza, e di forza. Di uno stile rigoroso ma mai freddo, sofisticato, curato nei minimi particolari». In questo scenario si inserisce l'ultima collezione del brand italiano: articolata in tre scenari dal titolo Daily Attitude, Natural Comfort e Midnight, la proposta presenta silhouette strutturate, linee pulite, pantaloni a vita alta e accessori vistosi dal tocco vintage glam, in accordo con le tendenze del momento. Protagonisti, la maglieria, i capi in eco pelle e una palette di colori che va dai classici toni neutri del tailoring a note vivaci di giallo senape, rosa, viola e bordeaux.

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La sfilata di Institution by Galib Gassanoff

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Nata nel 1884 nel villaggio georgiano di Karajala, Peri-Khan Sofieva è stata la prima donna musulmana nella storia a essere eletta democraticamente in un organo di autogoverno. A lei, con cui condivide il paese natale, Galib Gassanoff si è ispirato per immaginare la sua nuova collezione autunno inverno per Institution. Una collezione in cui la lavorazione artigianale interpreta pienamente il pensiero che anima gli abiti, traducendo memoria e identità in materia. Tutto è cominciato con una serie di look total black dall’aspetto religioso e solenne, quasi liturgico, per poi approdare a capi realizzati con i variopinti tappeti tradizionali, ricchi di storia e di memorie stratificate. Nel mezzo, voluminosi abiti in lana bouclé, mantelli lunghissimi e gonne con frange, ma anche semplici cardigan o pantaloni neri: un guardaroba che alterna costruzione e sottrazione, gesto e silenzio. Ai piedi, a fare da fil rouge, vertiginose décolleté di Manolo Blahnik.

La presentazione di Santoni

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Guardare la nuova collezione di Santoni è come assistere al sorgere del sole tra le colline marchigiane. A evocare la stessa atmosfera è la Velatura, la storica tecnica di colorazione artigianale che incarna la quintessenza del brand e conferisce ai tessuti una finitura intensa e cangiante, insieme radiosa e profonda, accompagnata da una palette che spazia dal rosa Velo al verde Mura, dal rosso Mosto all’arancione bruciato, richiamando le tonalità del territorio. Un dialogo continuo tra nuance e materia che caratterizza l’intera collezione per il prossimo autunno-inverno, intitolata non a caso Aurora: dalle calzature, come le iconiche décolleté Sibille, agli accessori come borse e foulard in una proposta completa e ricca di suggestioni. A restituire questa stessa atmosfera anche l’esclusiva presentazione allestita nello showroom milanese del brand: attraversando le sale, i visitatori hanno scoperto le ultime novità accanto agli scatti di Sophie Delaport, a un corner dedicato a due artigiane della pelle, fino ad approdare al Bar Aurora (à parfums), uno spazio speciale pensato per un’esperienza olfattiva immersiva (e indimenticabile).

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La sfilata di Marco Rambaldi

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Per Italo Calvino, un classico è qualcosa «che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». Una promessa, un po' come un abbraccio, che Ornella Vanoni reputava «la cosa più bella che si possa creare tra due persone». Un po' come un valzer, tra i balli da sala
che per primi hanno permesso di stringersi e al tempo stesso di desiderarsi ed essere liberi. Come Teorema di Pasolini, come Fantozzi di Paolo Villaggio e ogni altro mito radicato nella memoria collettiva che continua a emozionarci ancora oggi. È questo il punto di partenza scelto da Marco Rambaldi per rivisitare gli archetipi dello stile italiano e presentare, per il prossimo autunno inverno, un nuovo classico: non un canone immobile, ma una memoria viva. I suoi sono interventi minimi, ma radicali, in perfetto equilibrio tra sacro e profano, che trovano ancora una volta ispirazione nella Resistenza: dalla memoria di Flora Monti, prima staffetta partigiana italiana, fino alle forme di resistenza che siamo chiamati a praticare oggi, espresse appieno dalle immancabili t-shirt e felpe con slogan.
Tornano anche la maglieria, con l'uncinetto, e la pelle che celebra la collaborazione con Lineapelle, ora morbida e scamosciata, ora luminosa, dall'effetto vissuto, e la mela envy, protagonista di una capsule dedicata. Una collezione che si scopre un archivio di memoria collettiva, che ancora una volta è riuscita nell'intento di riportare l'emozione, l'umanità e la resistenza al centro della narrazione (della moda).

La sfilata di Blumarine

model walking in a dramatic red dress
Filippo Fior//LAUNCHMETRICS SPOTLIGHT

Glamour e sensualità sono protagonisti della collezione autunno inverno 2026/2027 di Blumarine. Il direttore creativo David Koma presenta una donna che ama mostrarsi, sicura di sé, dal passo deciso e dallo sguardo affilato. Una diva consapevole della propria aura, che non teme di vantarsene, mentre percorre una passerella circondata (non a caso) da specchi. Questa fierezza si riflette in particolare nella scelta cromatica della collezione: il nero è onnipresente, affiancato dal bianco più luminoso, da un rosso sgargiante, da dettagli argento e, soprattutto, da tanto, tantissimo oro. Tale colore accende anche gli occhi delle modelle, in una serie di beauty look curati dal make-up artist tedesco Patrick Glatthaar che, in linea con la visione del designer, ha scolpito i volti di donne sofisticate e forti.

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La presentazione di Daniele Amato

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Non tutto il buio è da temere: ci sono fiori che sbocciano solo di notte. È da questa consapevolezza che nasce la nuova collezione di Daniele Amato, presentata nello spazio Lineapelle durante la settimana della moda milanese. Un racconto intimo in cui l’ombra non nasconde, ma rivela, con i suoi colori notturni, dal blu profondo al bordeaux, e le texture dei materiali che solleticano l'immaginazione. È la materia, non a caso, la vera protagonista della stagione. Pelle liscia, morbido camoscio, shearling avvolgente e altre preziosissime texture d'archivio vengono rivisitate in chiave contemporanea, regalando un'esperienza sensoriale completa, che parte dallo sguardo per arrivare al tatto. Per la prima volta materiali diversi convivono nello stesso oggetto e anche le cromie vengono combinate tra loro, mentre i metalli canna di fucile creano un'atmosfera degna di un film di Tim Burton. Una menzione speciale, infine, va ai ricami che prendono vita sulle superfici delle borse. Per lasciarsi guidare dal sole, ma imparare ad amare anche sotto la luna, come recita il claim della collezione: Live by the Sun, Love by the Moon.

La sfilata di Florania

model walks the runway during the florania fashion show at piazza tomasi da lampedusa, hosted by lineapelle for lineapelle designers edition, on february 26, 2026 in milan, italy, during milan fashion week. photo by loris patrizi.
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If we are all one, you can’t hurt me. Si presenta così, come un mantra di protezione e di libertà, la prima collezione di Florania svelata in passerella. Un debutto che è insieme dichiarazione d’intenti e rito collettivo, capace di intrecciare suggestioni degli Anni ’30 e ’70 in un racconto che nasce dall’osservazione della memoria artigiana e dalla liberazione della materia. L’ispirazione affonda nel lavoro condiviso delle sarte, nei gesti tramandati e ripetuti, e al tempo stesso nei canti popolari italiani, evocando quell’immaginario corale in cui rivivono i temi esplorati da Bernardo Bertolucci nel film Novecento: la terra, la comunità, la possibilità di dissolversi nella memoria per rinascere in una forma nuova. È proprio in questa tensione tra passato e trasformazione che la collezione trova la sua voce più autentica. Ogni capo diventa così un dialogo serrato tra sperimentazione contemporanea e memoria manifatturiera, tanto nelle lavorazioni quanto nelle silhouette. I pellami, selezionati all’interno di una filiera circolare, si arricchiscono di patchwork artigianali, vengono dipinti a mano e modellati attraverso drappeggi scultorei che ne amplificano la forza espressiva. I tessuti, invece, sono stampati con la tecnologia FOREARTH di Kyocera, capace di ridurre drasticamente l’utilizzo di acqua e di consentire l’impiego di fibre riciclate o a ridotto impatto ambientale, inserendo l’innovazione all’interno di un percorso coerente e responsabile. Centrale, in questo scenario, è la collaborazione con Drittofilo Mantova, atelier sociale creato da Lubiam e supportato da Caritas, dove modelliste e sarte in pensione trasmettono il proprio sapere artigianale a donne vittime di violenza o che vivono situazioni sociali complesse. Un passaggio di competenze che diventa, a sua volta, gesto politico e atto di cura. A completare il racconto, le calzature, dei boot ballerina, firmate Desperate, nuovo brand italiano che reinterpreta con carattere un modello ibrido e contemporaneo. I gioielli, invece, nascono dalla collaborazione con Margherita Potenza: amuleti in bronzo con ricopertura in oro o argento, creati artigianalmente e ispirati a piccole anfore, pugnali e utensili antichi, come talismani capaci di custodire memoria e identità. Leggi alla voce: «la moda di domani».

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La sfilata di Elisabetta Franchi

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Elisabetta Franchi torna nella suggestiva cornice di Palazzo Acerbi per presentare la nuova collezione autunno-inverno. È qui che prende forma la Casa del Diavolo, tra giochi di luci e ombre pensati per raccontare la complessità delle donne contemporanee. Una tensione costante tra forza e leggerezza, purezza e autorità attraversa l’intera collezione: d'ispirazione vittoriana, si distingue per capi dalle linee scultoree. In particolare, dominano le silhouette a clessidra, ora esaltate da bustier alla Bridgerton, ora da semplici cinture che segnano il punto vita, mentre bluse romantiche, gonne con rouches e giochi di trasparenze introducono una nota di leggerezza. La stessa dicotomia si riflette nella palette: protagonisti sono il nero e l’avorio, illuminati da accenti di rosso, blu navy e grigio mélange. Per la prima volta, inoltre, la designer italiana presenta anche una linea eyewear, ampliando ulteriormente la proposta del brand.

La presentazione di Capasa

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Dall'incontro tra la sapiente tradizione artigianale italiana, la cultura contemporanea e un design distintivo nasce la nuova linea di calzature Capasa. Presentata durante la fashion week, si tratta del nuovo progetto di Ennio Capasa, realizzato in collaborazione con il calzaturificio veneziano Peron. A comporre la collezione sono 26 modelli da donna, tra grasselli, silhouette a punta e dalla forma arrotondata, tutti nati da un processo creativo curato nei particolari per unire design e comfort, ma soprattutto autentico. In un momento storico dominato dalla velocità e dall'omologazione, Ennio Capasa sceglie di dirigersi verso un futuro più umano, in cui l'IA non viene utilizzata in alcun modo, dalla progettazione alla produzione.

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