Arriva oggi negli store e sul sito del brand svedese una collezione che celebra il running come linguaggio culturale, come modo di stare insieme, di raccontarsi e persino di vestirsi. Nasce a Barcellona con un evento internazionale durante il quale H&M Move ha invitato la sua community a condividere una corsa sul lungo mare catalano. E noi non potevano non esserci.
L'evento a Barcellona
Barcellona, teatro della maratona che si è corsa il 15 marzo, è il contesto perfetto, perché in questa città la corsa non è solo performance, ma energia collettiva. Qui H&M Move ha costruito un’esperienza che mette al centro le community, in particolare una 5 km lungo la spiaggia di Barceloneta insieme ai run club locali, come Itinerari, Running Club Barcelona e Revel.
Prima della run, il brand ha presentato la nuova collezione con una conversazione fra diverse voci sia del mondo fashion sia della community. Sul palco del panel erano presenti la trend forecaster Ellie Phillipsdi WGSN, la Head of Design Marie Fredros per H&M Move, che abbiamo avuto il piacere di intervistare, il content creator e founder del Better Run Club Alex Trostek e la designer spagnola Pepa Salazar, che ha vestito star del calibro di Rosalià, Madonna e Kim Kardashian. L’evento è stato moderato da Martha, DJ e podcaster di BBC Radio 1.
Il confronto ha messo a fuoco un punto chiave: il running non è più solo sport, ma un vero e proprio linguaggio culturale, soprattutto guardando alle nuove generazioni. Marie Fredros, per esempio, sottolinea come per la Gen Z il movimento sia ormai parte integrante della quotidianità: «Le nuove generazioni vedono l’allenamento come qualcosa di naturale, non come un momento separato della giornata».
Un elemento evidente anche grazie al rinnovato successo dei run club, raccontato anche da Alex Trostek, che li descrive come «un modo reale e organico per far incontrare le persone», capaci di creare connessioni autentiche cin «amicizie, relazioni e persino coppie nate durante le corse» ricorda Trostek. Radici profonde, quindi, nel concetto di comunità. Di fianco alla centralità della corsa, nel panel è stato lungamente affrontato il concetto di estetica, sempre più centrale perché oggi è diventato cool prendersi cura di sé. In questo scenario, come sottolinea Pepa Salazar, il running «non è più una tendenza, ma uno stile di vita», in cui i confini tra activewear e quotidiano si dissolvono. Questo comporta anche una nuova ricerca di identità diverse e autentiche nel mondo dello sportswear, ed infatti, come spiega Ellie Phillips «la self-identity è centrale: la si vede nelle community a cui si appartiene, ma anche in come questa viene tradotta attraverso ciò che si indossa».
H&M Move e l'importanza dell'accessibilità
In questo scenario, il concetto di accessibilità diventa centrale e H&M Move lo traduce in modo molto concreto: creare un activewear che unisca performance e design, ma che sia davvero alla portata di tutti. Non è solo una questione di prezzo, ma di approccio, perché rendere lo sport accessibile significa abbattere le barriere e permettere a chiunque di sentirsi parte di un movimento e, soprattutto, rendere il benessere qualcosa di inclusivo. E proprio guardando alle nuove generazioni emerge un insight interessante. «Stiamo assolutamente guardando a un pubblico più giovane, perché è proprio lì che puoi davvero influenzare le persone a iniziare a fare sport», ci ha spiegato Marie Fredros Head of Design di H&M Move. L’obiettivo è chiaro: avvicinare i più giovani al movimento, trasformandolo in un’abitudine naturale e quotidiana.
Il lato tecnico dello sportswear
Allo stesso tempo, il brand rifiuta un approccio rigido legato all’età. «Non disegniamo per una specifico target: la cosa magica dello sportswear è che non ha età», spiega Fredros. «È più una questione di mindset: se ami muoverti, ti senti parte di qualcosa». Ed è proprio questa visione a rendere il running così inclusivo e trasversale. Anche la collezione riflette perfettamente questa filosofia.
Pensata per accompagnare i runner durante tutta la stagione delle maratone, combina materiali leggeri, traspirabilità e dettagli tecnici studiati per il comfort sulle lunghe distanze. Ma quello che colpisce è il modo in cui la funzionalità si intreccia con l’estetica. «Tutti i dettagli che inseriamo sono tecnici e servono a farti stare meglio mentre corri, non sono mai solo estetici», spiega Fredros.
Ed è proprio questa autenticità a renderla rilevante anche fuori dal contesto sportivo. Perché, data la vita frenetica che fanno sempre più persone, in cui si corre, si lavora e si esce, spesso con lo stesso outfit, il confine tra activewear e dailywear, ormai, è praticamente scomparso. E questo racconta molto del presente: uno stile di vita fluido, veloce, in cui comfort e identità convivono. "H&M Moves Barcelona” vuole parlare di questo cambiamento, in cui il running non è più solo una disciplina, ma una cultura condivisa, un punto di incontro tra moda, benessere e socialità. E soprattutto è uno spazio accessibile, in cui chiunque può entrare, senza sentirsi fuori posto.















