Ogni volta la stessa storia: più siamo in ritardo, più sembra che i pianeti si siano allineati per farci perdere ancora più tempo. Le calze si strappano esattamente nel momento in cui stavamo per posizionarle sui fianchi, la camicia (che credevamo perfetta) si rivela mal abbottonata solo quando abbiamo finito, e il cardigan che avevamo scelto con cura resta a metà, chiuso solo in parte. È così che, afferrato un maglione per buttarlo sulle spalle, non possiamo far altro che correre verso la porta di casa. Per fortuna, questa primavera non c'è niente di meglio che vestirsi come se avessimo composto il nostro outfit all'ultimo minuto.
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Moda primavera 2026, i messy look sono cool
Le giacche di jeans e i maglioni si annodano intorno al collo, un po’ per ripararsi dal freddo e un po’ perché sembrava il posto più pratico dove riporli per non dimenticarli nell'armadio. I cardigan restano socchiusi, lasciando intravedere la lingerie, mentre le spalline dei mini dress scivolano distrattamente dal loro posto. La cerniera dei jeans, intanto, non è nemmeno del tutto chiusa. Accade da Acne Studios, Prada, Versace, N°21, Miu Miu e tutti gli altri brand ready-to-wear che hanno presentato in passerella dei look (almeno apparentemente) disordinati, costruiti su un equilibrio instabile.
Non è la prima volta che l'estetica trasandata conquista la moda. Prima dell'ascesa del Quiet Luxury, sono state numerose le it-girl ad aver adottato un abbigliamento sciatto e apparentemente poco curato. Una tendenza che sembrava libera e inclusiva, dettata dal desiderio di ribaltare gli stereotipi, ma si è rivelata tutto il contrario. Se non fossero state Bella Hadid, Kendall Jenner o Emily Ratajkowski (donne magre, ricche e famose) a vestirsi in modo trasandato i pareri sarebbero stati di certo diversi. Che sia finalmente arrivato il momento di ridefinire davvero, e una volta per tutte, cosa significhi «vestirsi bene»? E soprattutto, siamo pronti a farlo in modo davvero democratico, andando al di là di chi lo indossa?




















