Con l’estetica boho succede come con la stampa leopardata: è arrivata come tendenza ed è rimasta a vivere nel nostro guardaroba. Da parte nostra, nessun problema. Anzi, stagione dopo stagione, proviamo un certo sollievo nel vedere che, in passerella, c’è sempre un brand che propone un abito vaporoso, una gonna in pizzo, una borsa con le frange o una giacca di pelle. L’“hippie chic”, più che una proposta, è uno stile di vita (ed è il nostro, non ci nascondiamo). La cosa migliore? Tutto fa pensare che nel 2026 non se ne andrà, ma evolverà in una versione ancora più bucolica e rock: il “western romance”.
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Continuiamo ad amare quell’aura di evasione che lo stile bohemien originale ci evoca, con le sue balze, i tessuti fluidi e il pizzo, certo, ma questa volta si muove in una direzione più terrena e meno ingenua. Oltre al classico look da festival degli ultimi anni, stavolta cercheremo una femminilità più consapevole.
Tutte ricordiamo la prima collezione di Chemena Kamali per Chloé, con le sue proposte per l’autunno-inverno 24/25 che hanno conquistato il mondo della moda, non solo per aver recuperato alcuni dei codici storici della maison, ma anche per aver introdotto una visione più contemporanea.
Per la primavera-estate 2026, la sua linea evolve verso design romantici, texture più maschili e accessori protagonisti, come cinture molto larghe, fibbie maxi e stivali alti. Senza dubbio, la direttrice creativa ha posto le basi del “western romance”, che rappresenta una donna viaggiatrice, forte e sicura di sé.
«Il boho questa stagione arriva con un’energia più decisa, più fashion, più audace», racconta Gabriella Cortese, fondatrice di Antik Batik. Per lei, il “western” ispira perché rappresenta libertà, orizzonte e una certa idea di avventura: «Lo interpretiamo in modo morbido e rilassato, mai letterale. L’incontro tra romanticismo e attitudine definisce la nostra collezione di questa stagione», spiega.
Hélène Potet e Sandra Kleinbauer, rispettivamente responsabile del ready-to-wear e direttrice del design di Ba&sh, fanno anch’esse riferimento all’attitudine, attraverso abbinamenti e look che puntano sulla ricerca dei dettagli: «Lo spirito di evasione, la filosofia nomade e il vento di libertà del “western romance” caratterizzano anche la nostra collezione», affermano.
Perché il Western Romance è differente
Qual è la differenza tra questa nuova versione dell’estetica “hippie chic” e il boho più tradizionale? «Questa volta ci allontaniamo dai codici letterali del “western”, sono meno folkloristici», spiegano Hélène e Sandra. «Si tratta di una reinterpretazione emotiva: non parliamo di stivali o cappelli come simboli, ma di atteggiamento, libertà e sensualità naturale», aggiungono, riferendosi a un approccio più raffinato e moderno.
A differenza del “cowboy” classico, così marcato e riconoscibile, questa versione punta a evocare sensazioni. Si tratta di un concetto più ambiguo e, paradossalmente, più facile da adottare nei nostri look. Di fronte alle microtendenze, la proposta valorizza l’uso di capi con personalità, sì, ma senza tempo e facilmente reinterpretabili di anno in anno.
Gli essenziali del “Western Romance”
In termini pratici, come si definisce questa tendenza? Sono importanti tanto i capi quanto i tessuti, le stampe e i tagli che caratterizzano questa estetica. «Sono indispensabili materiali naturali e texture che conferiscono leggerezza e movimento, come cotoni ricamati, veli delicati e viscose molto fluide», commenta Gabrielle. «Le stampe sono ricche ma, nel nostro caso, seguono una linea sottile con fiori, motivi artigianali e, talvolta, disegni grafici che danno ritmo alla silhouette», aggiunge.
Va aggiunto che il gioco tra fluidità e struttura è fondamentale nello stile “Western Romance”: gli abiti eterei continueranno a essere un must, ma questa volta presenteranno maniche lavorate, vita marcata e sovrapposizioni. «L’idea è creare silhouette in movimento, chic, ma mai rigide», spiega la direttrice creativa di Antik Batik.
Per Potet e Kleinbauer di Ba&sh, i tessuti giocano un ruolo centrale. Cotoni lavati, ricami, guipure geometrici o mussoline svolazzanti sono imprescindibili. Parlando delle stampe, aggiungono: «Invitano a un viaggio lontano, con uno spirito bohémien e anni ’70, carico di paisley e motivi etici».
In definitiva, per vestire il “Western Romance” con stile, la chiave è scegliere bene i capi base. Questa estetica si definisce attraverso silhouette oversize e in movimento, come jeans rilassati, abiti lingerie in seta — stavolta abbinati a stivali “cowboy” — o bluse vaporose che giocano con volumi controllati.
Per quanto riguarda il denim, questo viene reinterpretato in tagli fluidi, dritti, flare e persino barrel, con colori slavati e dettagli come i ricami. Di solito è abbinato a cinture in pelle molto larghe in stile vintage e giacche in camoscio.
Per quanto riguarda le calzature, gli stivali bassi o con tacco basso dimostrano che stile e comfort possono convivere nello stesso look. In definitiva, si tratta di mescolare texture e disinvoltura in modo “effortless” — ma sempre con grande intenzionalità, lo sai.
L’idea, questa stagione, è combinare quell’alone di individualità che, da un po’ di tempo a questa parte, abbiamo sostituito con abbinamenti sicuri. Quando si tratta di scegliere capi con personalità, Antik Batik propone il gilet ricamato, ideale da indossare con un abito bohémien, ma anche con jeans oversize. «Racconta la storia di una donna libera, viaggiatrice e sensibile alla bellezza», spiega Cortese.
Da parte sua, Ba&sh invita ad abbinare un gilet a una blusa. «L’ideale è indossarli con jeans grigi a vita bassa e stivali bassi neri», suggeriscono. Il risultato? Una vera dea del “Western Romance”.


























