Ci siamo: dopo tanta attesa, a quasi quattro anni da Harry's House, il quarto album di Harry Styles è in arrivo. Intitolato Kiss All the Time. Disco, Occasionally, si prepara a inaugurare una nuova era musicale per il cantante britannico (che abbiamo ragione di credere comprenderà anche un tour mondiale). E se per scoprirne il sound del disco dovremo attendere il 6 marzo, la cover condivisa sui social ha già regalato grandi emozioni. Nell'immagine, Harry posa al chiaro di una palla da discoteca: indosso, ha un paio di jeans vintage e una t-shirt in maglia blu con scritto in rosso il nome dell'album che ha immediatamente catalizzato l'attenzione. «Ho bisogno di quella maglia, Harry», scrive in capslock un utente sotto lo scatto, esprimendo un desiderio comune. Ma chi si nasconde dietro la tendenza che si prepara a conquistare il 2026?
- Chi è Gadir Rajab, lo stylist (iper creativo) di Bianca Censori
- Chi è Alex Consani, prima modella trans nominata come "Modella dell'anno"
- Agata Panucci, ragazza magica
Moda inverno 2026, tutto sulla t-shirt con scritta di Harry Styles nella cover del nuovo album
34 enne based a Los Angeles con un master in narrativa nel CV, Patrick Carroll è l'autore della t-shirt con lo slogan indossata da Harry Styles nella cover del suo nuovo album. Intervistato dal New York Times, ha raccontato di aver iniziato a lavorare a maglia durante la pandemia, poco dopo la morte con suicidio assistito del padre e l'inizio del lockdown, con una macchina da cucire degli Anni '70 comprata su un sito di rivendita. Pubblicando sui social i primi capi che ha realizzato, soprattutto color carne e decorati con una singola parola, si è distinto per un lavoro unico e riconoscibile, arrivando a catturare l'attenzione di Jonathan Anderson (non a caso, se avete come l'impressione di aver già visto le sue creazioni da qualche parte, potrebbe essere stato sulla passerella della collezione spring summer 2023 di JW Anderson oppure all'interno dell'installazione allestita dal brand durante l'ultimo Salone del Mobile di Milano).
«Mi rendevo conto che quello che stavo facendo era alla moda», ha raccontato Kurt Sorrel, «Ma parte della sua funzione era quella di mettere fine alla solitudine». È per questo, probabilmente, che Carroll non vede sé stesso come un designer, ma piuttosto come un artista, un creativo, che quando non gioca a ricamare parole sopra maglioni di cashmere, lino e seta, le inserisce su pannelli di maglia che tratta come tele da dipingere, e per questo ama chiamare «dipinti poetici», oppure lavora al suo primo romanzo. In ogni caso, l'ispirazione arriva sempre da autori come William Blake, Renée Green e Adrian Piper per la forma, e come Frank Bidart, Emily Dickinson, Derek Jarman ed Essex Hemphill per l'attitudine queer.















