Non è perché l'amore sia finito canta Patty Bravo dietro gli istanti finali della sfilata Spring Summer 2026 di Marco Rambaldi, non è perché l'amore sia finito, è perché ho paura di trovarti cambiato. E in effetti tutto un po' cambiato lo è, non solo nella moda, questa stagione più di ogni altra animata da nuovi debutti e colpi di scena, ma nel mondo in generale, che si è trasformato nel teatro dell'orrore cui assistiamo direttamente dai nostri schermi trafitti da un costante senso di inermezza. Eppure sempre inermi non siamo, lo ha dimostrato il creativo bolognese con lo show della sua nuova collezione al termine del quale ha raggiunto il pubblico mostrando la bandiera della Palestina, segno di solidarietà al popolo di Gaza.

marco rambaldi
Courtesy press office
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S'intitola "Gioia Radicale" il nuovo progetto di Rambaldi e insegna che non si può essere felici senza essere un po' ribelli. In scena c'è la luce della ragazza più ribelle di sempre, Pippi Calzelunghe, con le trecce lunghe e arancioni, la luce dei corpi che si oppongono alle norme sociali di chi prova a imporgliele e quella dei ricordi di Marco nel momento in cui della vita in cui più si è indomabili: quando si è bambini.

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Il crochet, cifra identitaria del brand, si rinnova e si stratifica: i centrini si trasformano in abiti da sposa romantici e al contempo innovativi, vecchie tovaglie diventano camicie trasparenti, cardigan e gonne lavorate all’uncinetto con filati recuperati. Tutto racconta di riuso e di reinvenzione, il passato diventa bussola per leggere il presente. La collezione alterna leggerezza e forza, dolcezza e lotta, con la capacità emotiva di unire fragilità e resistenza nello stesso abito che Rambaldi ha già in passato dimostrato.

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