Siamo abituati a pensare che essere nerd sia una prerogativa imprescindibile per diventare hacker. Di conseguenza, anche gli hacker sono sempre stati ritratti come dei giovani «con una passione ossessiva e una notevole inclinazione per le nuove tecnologie» e soprattutto «di modesta prestanza fisica e dall'aspetto insignificante» nell’immaginario comune. A Murder at the End of the World, la nuova miniserie televisiva statunitense distribuita tra novembre e dicembre 2023 con protagonista Emma Corrin, ribalta completamente tale concezione.

Ideate da Brit Marling e Zal Batmanglij, le sette puntate che compongono A Murder at the End of the World raccontano la storia di Darby Hart, una 24enne che cerca di risolvere da sola dei crimini archiviati dalla polizia perché nessuna vittima di omicidio, e in particolare nessuna donna, venga dimenticata. Poco dopo aver pubblicato un libro incentrato sul caso da cui tutto è iniziato, Darby viene invitata da un magnate della tecnologia per prendere parte a una sorta di raduno segreto di grandi menti – «sostanzialmente», come riconosce lei stessa nel corso della serie, «un raduno di hacker», in Islanda ma appena arrivata si ritrova a indagare sulla morte di uno dei partecipanti. Pur conservando l'attitudine introversa e tormentata tipica dei nerd, la giovane hacker dimostra di avere tutte le qualità per essere considerata una vera detective, rivelandosi estremamente perspicace, coraggiosa e brillante. E tra le ragioni per cui Darby conquista completamente lo spettatore ci sono anche le sue tenute, ideate dalla costumista Megan Gray.

Tutto sui costumi di Emma Corrin in Murder at the End of the World

Intervistata da Danielle Cohen per The Cut, Megan Gray ha raccontato di aver guardato allo stile di Angelina Jolie in Hackers e a quello dell’artista canadese Grimes per realizzare i costumi di Darby, ma anche di essere stata spinta dal desiderio di delineare «un nuovo codice di abbigliamento anti-establishment», anticonvenzionale. In particolare, a ispirarla sono state le parole del regista John Waters, il quale aveva criticato l’assenza di uno stile hacktivista», come quello degli hippie, dei punk e di tutti i «ribelli» del Novecento che hanno adottato un codice di abbigliamento distinto e riconoscibile. Oltre a questo, Gray ha rivelato di aver ricevuto una richiesta ben precisa da parte di Marling e Batmanglij: Darby doveva «sentirsi rossa». Di qui la decisione di rendere una felpa con cappuccio e un cappotto amaranto i capi chiave del suo guardaroba e di inserire dettagli rossi ovunque, da una maglia in mesh semitrasparente a una una tuta da neve e a una T-shirt sporca di sangue. Piuttosto che come una classica nerd in tuta, la giovane hacker appare come una moderna Cappuccetto Rosso della quale il colore ricorrente esprime la forza straordinaria.

A Murder at the End of the World si svolge su due piani temporali: il primo, quello del raduno segreto in Islanda, si svolge nel presente. Il secondo, invece, trasporta lo spettatore nel passato, alle vicende di sei anni prima narrate nel libro. Per distinguerli, Megan Gray immagina quali abiti e quale taglio di capelli avrebbe una hacker adolescente cresciuta con un padre medico legale per combattere il crimine nel 2023. È così che i flashback svelano il naturale castano chiaro di Darby, definito da un taglio medio con baby bang, insieme alla sua collezione di canottiere, gonne al ginocchio e sottovesti dall’aspetto vissuto che potrebbero essere appartenute a sua madre o acquistate in un mercatino dell’usato. Come accessori l'hacker adolescente, sceglie un piccolo medaglione d’oro e delle adidas Superstar nere con le strisce bianche, entrambi carichi di suggestioni vintage e tornati in tendenza grazie alla cosiddetta «modern nostalgia» che contraddistingue la Gen Z.

Il punto è che Darby non sovverte la percezione dello stile degli hacker grazie a un guardaroba di tendenza. Come spiega la stessa Megan Gray, Darby «non è influenzata dalla moda, è lei stessa a influenzare la moda». L'affilato orecchino in argento a forma di doppia piramide che indossa come un talismano in ogni episodio di A Murder at the End of the World lo dimostra: realizzato in collaborazione con la designer di gioielli Ambie Stapleton, nota per il suo lavoro con i materiali riciclati, parla di lei e della sua storia personale. Per la precisione, è direttamente riconducibile alla prima scena del crimine del caso di cui scriverà, anni dopo, nel suo memoir. Così il guardaroba di Darby diventa il simbolo di una generazione, la sua: la stessa che ha messo in discussione le regole della moda promuovendo un approccio all'acquisto etico e responsabile e sulla costruzione di un armadio incentrato sul proprio stile personale, e non su tendenze passeggere.

A Murder at the End of the World, cosa raccontano i look di Brit Marling

Parlando di come A Murder at the End of the World cambi la percezione dell’abbigliamento da hacker, c'è da considerare anche i costumi di Lee Andersen. Interpretata dalla stessa regista della serie, Brit Marling, Lee è una celebre hacker che ha deciso di sparire dalla circolazione in seguito a uno scandalo e ha sposato il ricco imprenditore che ha organizzato il raduno in Islanda. Il suo guardaroba, che Megan Gray ha rivelato a The Cut di aver delineato pensando a Vivienne Westwood e Patti Smith, cambia in base alla presenza del marito – capirete il perché. In particolare, quando il marito è lontano Lee torna a indossare vecchie T-shirt stampate da nerd, mentre in sua presenza esibisce costosissime creazioni d’archivio di brand, tra cui un paio di pantaloni tartan Issey Miyake e un abito Paco Rabanne. Sono abiti molto costosi, che se da un lato rappresentano il suo nuovo status economico, dall’altro evidenziano ulteriormente come chi conosce il potenziale tanto quanto i limiti della tecnologia e dell’industria sia consapevole dell’importanza di adottare un approccio etico e responsabile alla moda.

Dalla visione di A Murder of the End of the World si esce con una percezione degli hacker completamente nuova. Quella che si prova, dopo aver trascorso sette puntate nel nord dell’Islanda insieme a Darby, Lee e gli altri personaggi della serie è esattamente la sensazione di aver trovato la chiave per risolvere un mistero. Perché anche se la maggior parte di noi non capirà mai i ragionamenti che stanno alla base dei complicatissimi codici con cui lavorano, è chiaro che in pochi nella storia sono stati così cool.