Sembra che l’algoritmo di TikTok abbia deciso di portare tutti a New York, nel distretto della Lower East Side. È qui, su una banchina della metropolitana nel cuore di Manhattan, che Kristina Avakyan ha cominciato a immortalare le sue originali, eclettiche e audaci combinazioni di stile. Meglio nota come @subwaysession, dal nome dell’account che nel giro di pochissimo tempo ha collezionato oltre 20mila seguaci e oltre 380mila like, è diventata l’ultima ossessione del pubblico social, accendendo una discussione sulla moda, sul privilegio e sul gusto nel vestire tale che Danya Issawi ha deciso di dedicarle un’intervista sulla rivista The Cut.

Nata in Armenia, Kristina Avakyan è cresciuta in Russia. Vive a Manhattan da dodici anni, dove lavora come stylist e barista. I suoi video presentano tutti la stessa struttura: realizzati con uno smartphone poggiato per terra, la inquadrano dal basso mentre cammina avanti e indietro in metropolitana (di qui l'idea per l'ID che in italiano si traduce letteralmente come «sessione metropolitana») mostrando una vasta gamma di capi vintage e realizzati personalmente combinati tra loro in modo estremo, unico e totalmente personale.

Come evidenziato da Danya Issawi, l'account continua a crescere, scalando rapidamente l'algoritmo di TikTok, e la situazione nei commenti è sempre la stessa: si discute dei suoi abiti, giudicando se vadano "bene" oppure no, e tutti sembrano interessati a esprimere la propria opinione sullo stile di una persona che, in fin dei conti, «non incontreranno mai nella vita». L'impressione è che i suoi abbinamenti, da quello creato solo con un paio di jeans e una sciarpa di lana indossata intorno al collo senza niente sotto a quello composto da body lingerie di pizzo rosa nude, pantaloncini da basket e scarpe con tacco, abbiano messo in dubbio il senso dello stile di tutti, e che per questo risultino così divisivi e al contempo coinvolgenti.

C'è poi da considerare, per tracciare un ritratto completo di @subwaysession e del suo successo, il discorso relativo alla condizione privilegiata di Avakyan. Se la storica della moda e del costume Shelby Ivey Christie ha notato che essere una donna bianca (seppur armena e non statunitense) di taglia socialmente accettata le ha permesso di raggiungere la popolarità in maniera relativamente rapida, la giornalista di The Cut ha ammesso di domandarsi se una donna afroamericana di taglia plus size riceverebbe lo stesso trattamento online e in metropolitana.

Intervistata da The Cut su tale argomento, ha commentato: «Sì, sono bianca anche se sono armena. Non sono responsabile del colore in cui sono nata, ma applaudirò chiunque; chiunque sia fiducioso può farcela. Certo, sono "privilegiata" perché sono bianca, ma non fatemi stare male con me stessa». Alla domanda «Perché pensi che il tuo aspetto sia stato così polarizzante?», invece, risponde: «Penso che sia come un incidente d'auto», «C'è qualcosa che non va e [al contempo] c'è qualcosa di affascinante in esso. È sbagliato, ma ti fa provare qualcosa, tipo [quando chiedi] "che cos'è?", [ti rispondono] "Non puoi metterci il dito sopra", e invece io vado dritta su quello».

Avakyan ha raccontato anche di avere una predilezione dichiarata per l'abbigliamento second-hand che acquista nella seconda strada, da Goodwill e su e-commerce online come RealReal o SSENSE, e per brand come Alexander Wang, Gucci, Fendi e Prada. Ha indicato Alessandro Michele come la sua principale ispirazione insieme a Demna, nonostante il recente scandalo che ha coinvolto Balenciaga, Margiela e «ovviamente» Miu Miu, menzionando Rihanna, Kendall Jenner, Zoë Kravitz, Sienna Miller e Bella Hadid (alla quale viene spesso paragonata) come icone di stile.