Alla base del successo del mercato second-hand c’è il desiderio condiviso di ridurre gli sprechi e rinnovare l’industria di moda in modo maggiormente etico e sostenibile. Ma se da un lato comprare capi e accessori vintage e pre-loved a un prezzo più accessibile di quello di retail risulta l’opzione di shopping più auspicabile, dall’altro sono in molti coloro che si tirano indietro per la paura di acquistare un prodotto non autentico. È per questo che Vestiaire Collective ha rilasciato il suo Trust Report, uno speciale documento creato per esaminare nel dettaglio come il celebre retail nato nel 2009 ha costruito negli anni un solido rapporto di fiducia con la propria community.
Per diventare un punto di riferimento per partner, consumatori e addetti al settore, Vestiaire Collective ha intrapreso una serie di iniziative volte a dimostrare di essere una piattaforma di rivendita affidabile, dall’assunzione dei migliori esperti alla creazione di rigorosi processi di autenticazione attraverso l’adozione di tecnologie innovative. A raccontarlo è Victoire Boyer Chammard, Expertise Ambassador & Partnership Manager presso Vestiaire Collective, che ha dichiarato: «L’autenticazione ha sempre giocato un ruolo fondamentale. Il nostro modello è unico perché siamo riusciti a mettere in atto processi rigorosi e a costruire un know-how eccezionale».
Moda 2023, cosa racconta il Trust Report di Vestiaire Collective
Secondo Vestiaire Collective, «la fiducia non si compra». Al contrario, «si guadagna». Come? Grazie a un grande team composto da 89 esperti specializzati in autenticazione fisica e digitale che vantano un CV d'eccezione – arrivano dalle principali aziende di moda e case d'asta, come anche dal settore dello streetwear e della gemmologia: ciascuno di loro ha controllato annualmente oltre 40mila articoli. In totale, secondo il Trust Report, dal 2019 sono stati autenticati circa 1,5 milioni di capi e accessori. L’esclusivo processo di autenticazione fisica e digitale del retailer francese, che utilizza un mix di competenze umane e algoritmi basati sull’apprendimento automatico, rileva le contraffazioni con una precisione del 99,9%. Dei 25mila articoli caricati quotidianamente sull'app di Vestiaire Collective, l'8% non supera il controllo: nel corso degli ultimi tre anni, sono stati rimandati al mittente prodotti per un totale di oltre 360 milioni di euro.
Per continuare a ottimizzare tale processo di autenticazione nasce la Vestiaire Academy, una apposita scuola di formazione messa a disposizione dei dipendenti Vestiaire Collective. «Il miglior modo per specializzarsi è fare pratica», ha spiegato Victoire Boyer Chammard a riguardo, «siamo orgogliosi delle competenze e del servizio che abbiamo costruito». Vestiaire Collective ha investito moltissimo anche sul servizio clienti, noto per aver raggiunto risultati da record grazie a vendite di prestigiose borse da collezione come la rarissima Birkin Faubourg e una Picnic in edizione limitata del 2011 di Hermès.
Ad ogni modo, è importante ricordare che Vestiaire Collective si impegna a rimborsare completamente qualsiasi cliente che dovesse ricevere un capo o un accessorio contraffatto. A garantirlo è la Carta Anticontraffazione, firmata da Vestiaire Collective nel 2012 per combattere la contraffazione e promuovere una corretta rivendita insieme a oltre 50 grandi player delle industrie della moda, della cosmesi e della salute.











