Prendete un gruppo di single, spediteli su un'isola tropicale e vedete se si innamorano a tal punto da resistere tutta l'estate. In tal caso, dovrete dargli 50mila sterline in premio. Sono queste le dinamiche che hanno scritto otto stagioni di Love Island, reality show inglese nato nel 2015. Se non lo conoscete, dovete sapere che durante l'intera escape experience i concorrenti sono invitati a promuovere marchi fast fashion come Pretty Little Thing o Missguided, da sempre sponsor del TV programme inglese. Solo Brett Staniland (@TwinBrett), che ha partecipato all'ottava edizione, si è opposto all'idea di indossare i vestiti che gli venivano dati gratuitamente.

Intervistato da Bella Webb in un articolo su Vogue Business, Brett ha raccontato: «Prima di entrare nella villa, mi sono state offerte 500 sterline da spendere presso lo sponsor dello spettacolo», «Una volta dentro, ogni tre o quattro giorni mi venivano consegnati borsoni pieni di vestiti gratis, che io poi rifiutavo». Grazie alla presa di posizione di Brett e all'attitudine planet-care della Generazione Z che ha messo la questione al centro delle polemiche a tema green, la produzione del reality inglese ha appena annunciato la sua più grande rivoluzione: eBay è lo sponsor di Love Island 9 e i concorrenti vestiranno solo capi pre-loved al grido di «Eat, sleep, wear, repeat».

Tendenza second-hand, i concorrenti di Love Island 2022 indosseranno vestiti usati di eBay UK

Nello scatto in alto, Brett Staniland (@TwinBrett) a febbraio protesta fuori dalla sfilata di Pretty Little Thing, di cui la collega di Love Island Molly-Mae Hague (@MollyMae) alla fine del reality è diventata direttrice creativa.

L'arrivo dei vestiti usati di eBay sul piccolo schermo dimostra che il vento sta cambiando, in TV e non solo. Il merito è dei giovani spettatori che, in quanto consumatori consapevoli, hanno portato uno dei programmi più seguiti in Regno Unito ad abbandonare la nave di Shein, I Saw It First e tutti i loro simili su cui si trovava da tempo. Stando a quanto riportato da Bella Webb su Vogue Business, i dati raccolti dal retail britannico dicono che il 20% dei consumatori del Regno Unito acquista più vestiti di seconda mano rispetto al 2020 e che il 16% del loro guardaroba è costituito da abiti di usati – il 22% per Gen Z e ultimi Millenial.

In tale scenario, lo sbarco di eBay in un reality come Love Island lancia un invito ad adottare un approccio etico e responsabile, ritrovando l'apprezzamento dell'audience e dando un esempio di cui abbiamo bisogno in ogni ambito. Un esempio che come ha dichiarato Brett Staniland a Vogue Business, «avrà un impatto enorme sulla riduzione degli stereotipi sull'abbigliamento second-hand, soprattutto perché il consumatore di fast fashion si sovrappone così tanto allo spettatore di Love Island» e dei reality in genere. Un esempio, poi, che speriamo approdi presto anche nel palinsesto italiano.