L'Enfant Terrible della moda, Jean Paul Gaultier, compie 50 anni di carriera e saluta i suoi fan con una sfilata Haute Couture epica al teatro Châtelet di Parigi. Ma non si tratta di una sfilata qualunque, quanto di un carillon esplosivo che ha ripercorso la sua sfavillante carriera di creativo e couturier. Un'ora intera di show in streaming mondiale che ha pure messo in difficoltà i server per i troppi collegamenti.
Dalla maglia a righe marinière, che ha reso iconico di Jean Paul Gaultier pure il profumo dalle sembianze anatomiche maschili e femminili, al mitico reggiseno guêpière con le coppe a cono creato per Madonna in occasione del Blond Ambition World Tour nel 1990 (subito replicato da Lady Gaga senza colpo ferire), il designer francese non ha mai rispettato le regole, non è mai rimasto dentro ai binari convenzionali della liturgia fashion. Lui ha sempre avuto un approccio dirompente, disruptive come direbbero gli inglesi, sotto ogni punto di vista. Per i casting delle sue sfilate e foto di campagna Gaultier ha sempre e solo scelto modelli e modelle non convenzionali tra anziani, modelle sovrappeso, con piercing e tatuaggi. Nulla di strano oggi, ma se pensi che lo faceva già negli anni 80 e 90 inizi a renderti conto di quanto fosse un tipo davvero avanti.
Jean Paul Gaultier, la sfilata Haute Couture 2020 inizia con un funerale ma è un inno alla vita
Lui che non ha mai frequentato una scuola di moda, ma che da bambino faceva indossare al suo orsacchiotto Nana piccoli coni d'argento, il proto reggiseno futurista di cui sopra, ha trascorso questi cinquant'anni impegnato a creare abiti e visioni senza sosta con quell'entusiasmo autentico e leggero di chi, per la moda, non nutre solo infatuazione ma è qualcosa che gli scorre davvero sotto pelle per non scrivere nelle vene.
E alla sua festa di addio arrivederci sono venuti tutti, gli amici e le muse di una vita. Da Boy George ad Amanda Lear, da Dita Von Teese a Jasmine Le Bon; Erin O'Connor e Karen Elson, Winnie Harlow e le sorelle Gigi e Bella Hadid. E poi l'attrice spagnola Rossy De Palma, Beatrice Dalle e Paris Jackson. Irina Shayk e l'elenco potrebbe continuare sino al prossimo solstizio d'estate.
Jean Paul Gaultier in questa ultima sfilata ha dato veramente tutto, rispolverando, per fortuna, la memoria a parecchi. 5 decenni di moda pura, di indagine e rilettura incessante della realtà lo hanno portato a celebrare con originalità estrema le ombre delle strade randagie parigine e il punk londinese, il denim couture e la lingerie. Il camouflage, il folk e il nudo. E ancora l'androginia e le uniformi. Tutti temi tenuti stretti uno all'altro da un filo molto speciale, l'ironia. Perché senza di lei la moda non è più un gioco così divertente.
Con le collaborazioni con il mondo del cinema con Pedro Almodóvar con Kika- Un corpo in prestito (1993), La città perduta di Jean-Pierre Jeunet (1995), sino a Luc Besson e Milla Jovovich con i costumi per il film Il Quinto Elemento del 1997, Jean Paul Gaultier possiede ormai un archivio così immenso da soddisfare ogni appetito e immaginazione al punto che, nel 2011, ha sentito il bisogno di organizzare una mostra multimediale colossale che ha girato in tutto il mondo. The Fashion World of Jean Paul Gaultier: From the Sidewalk to the Catwalk è stato un viaggio straordinario attraverso sette percorsi tematici che hanno ripercorso il suo estro dalle prime creazioni degli anni 70 sino agli esperimenti dei 2000. Insomma, purissimo godimento. Se ci tieni ad approfondire, qui hai l'opportunità di leggere e sfogliare il libro-catalogo di questa mostra memorabile.
Dicevamo che questa sfilata per l'Alta Moda parigina è l'ultima della sua carriera di couturier. Ma non c'è nulla per cui disperare e lasciarsi prendere dalla malinconia. Attraverso i social Jean Paul Gaultier ha annunciato di voler svelare molto presto quali saranno i suoi prossimi programmi. La Mode pour la Vie!
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