Per Virginie Viard il lutto per la perdita del maestro couturier Karl Lagerfeld evidentemente non è ancora finito. La collezione Chanel Haute Couture 2020 è di fatto la prima sfilata della maison francese nel nuovo anno ma la seconda per Viard nel circuito dell'Alta Moda.
Al Grand Palais di Parigi, location storica che ospita da sempre la magnificenza del brand francese dalla doppia C, al posto dei tradizionali allestimenti ad effetto, la designer ha scelto di presentare la collezione Chanel nell'intimità pacifica e silenziosa di un giardino, quello dell'Abbazia Cistercense di Aubazine, luogo che esiste davvero nel cuore della Francia. Uno spazio da meditazione e riflessione monastica se si osservano i tagli e le forme degli abiti che lo hanno attraversato. Ma la motivazione è anche un'altra. Si tratta di uno dei luoghi d'infanzia più cari di Mademoiselle Coco.
Dopo la morte della madre nel 1895, Gabrielle e la sorella furono mandate a vivere in formula permanente presso l'orfanotrofio dell'antica Abbazia cistercense di Aubazine: per la giovane Gabrielle è stato il luogo dove ha maturato quel senso di rigore purissimo che ancora oggi è esempio iconico di un'eleganza universale.
Chanel, la sfilata haute couture primavera estate 2020 è un trionfo in bianco e nero
Nella collezione di Ata Moda il logo Chanel non è così urlato e in vista, ma lo si percepisce in ogni fibra, ricamo, orlo e bottone di tutti gli abiti (61) che hanno attraversato i vialetti del giardino-passerella. Non un colore, a parte le pochissime apparizioni di rosa e azzurri tra i ricami floreali di un erbario immaginario, non una scollatura, ma un rigore assoluto che risuona più come una chiusura. L'opulenza c'è di sicuro ma non si mostra. Eppure si tratta di una sfilata Chanel per la primavera estate 2020: la brezza fresca e profumata del giardino, lasciato selvatico quindi autentico, è lo spirito che accende di vita l'intera collezione.
I colli da educanda si ingrandiscono a dismisura e atterrano sulle spalle delle varianti immancabili del tailleur Chanel in bouclé nero. Immacolato sì ma lucente. Qui devi essere pronta, perché Karl Lagerferld avrebbe approvato di sicuro. Sotto a ogni outfit spuntano un paio di collant bianchi, leggermente velati, a completare l'estetica monacale. È un sì oppure è un no?
La sfilata Chanel Haute Couture prosegue con gli outfit e i volti noti. Da Gigi Hadid a Kaia Gerber ci sono tutte. Certo, il trucco e i capelli della sfilata riducono al minimo storico la seduzione mettendo in luce una bellezza naturale e senza orpelli. Saremo in grado di allinearci a tanto rigore?
Ciò che ha sempre contraddistinto l'estetica di Gabrielle Chanel è lo sfrontato utilizzo del paradosso, tra il rigore maschile e l'astuzia femminile, l'ironia e la coerenza. "Tra la sofisticazione dell'Haute Couture e la semplicità del chiostro dell'Abbazia di Aubazine". afferma Virginie Viard nella nota stampa.
Questo luogo così radicato nell'animo di Mademoiselle Chanel, pacifico e assorto nel suo tempo lento, circondato da lenzuola stese al sole ad asciugare e fiori selvatici, sono stati il nutrimento fondamentale per il futuro creativo della stilista.
“Mademoiselle Chanel ha imposto l'invisibile: la nobiltà del silenzio sul rumore dell'alta società" scrisse di lei Jean Cocteau.
Come da tradizione l'abito da sposa ha chiuso la sfilata Chanel: realizzato in crêpe georgette incorniciato da un colletto triplo in tulle, si tratta di un abito da sposa corto, privo di fronzoli nonostante ci sia il velo, ma di un0'autentica modernità.
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