Cosa si fa quando si ama la moda ma non si hanno a disposizione grandi budget? Si acquista second hand. Questo è quello che hanno scelto di fare anche Chiara Vaggi e Giada Anforini che, però, hanno deciso al tempo stesso di spingersi oltre. Amiche dagli anni del liceo, insieme hanno creato la pagina Instagram Telotrovosu, un profilo da oltre ventiquattromila seguaci attorno al quale ruota una community affiatata di appassionate di stile. Abilissime "ricercatrici", condividono i loro ritrovamenti con i follower, che possono mandare anche richieste specifiche e ai quali offrono delle vere e proprie consulenze. La strategia e la conoscenza fanno la differenza, certo, ma anche la volontà di andare dietro la superficie e conoscere veramente la storia dei marchi, per comprenderne il Dna e saper cogliere la differenza tra trend passeggeri e ciò che, invece, è destinato a restare. Autoironiche - nella loro biografia si definiscono "Due bimbe appassionate di moda ma povere in canna" - e profondamente preparate, Chiara e Giada sono delle autentiche esperte, da cui apprendere tutti i trucchi e gli stratagemmi del mestiere. Tra affari, hot deals e "colpacci"di stile, il second hand con loro non ha più alcun segreto.
Come è nata l’idea di "Te Lo Trovo Su"?
Giada: Abbiamo iniziato ufficialmente nel gennaio del 2024, anche se parlavamo del progetto già da qualche mese. Io e Chiara passavamo le ore online a cercare vestiti e a mandarci screen. Ci siamo dette che sarebbe stato divertente pubblicare quello che trovavamo su Instagram, anche per scrollarci di dosso la voglia di comprarlo e coinvolgere al tempo stesso altre persone.
C: È nato tutto dalla passione per la moda e per il seconda mano, anche perché quando si è giovani non si hanno grandi budget a disposizione da investire in abiti. Siamo grandi appassionate di moda e design. C’è sempre stata questa dualità tra quello che ci piace tanto fare, ovvero dedicarci alla moda, e quello che invece abbiamo studiato, che è invece più scientifico. È il nostro sfogo creativo.
Ci raccontate il vostro processo di ricerca per trovare un look second hand?
G: Quando veniamo contattate per un consiglio o una consulenza, procediamo per brand. Ne conosciamo veramente tanti. Abbiamo un file Excel tuttora in aggiornamento, con più di 700 marchi blasonati e realtà più piccole. La ricerca si fonda principalmente sulla scelta dei marchi da mettere nei filtri. In un secondo momento, tentiamo di usare le parole chiave con furbizia. Ci sembra il modo migliore per avere un assortimento di qualità.
Quali sono alcuni trucchi per scovare capi interessanti online?
C: Secondo me, la strategia vincente è utilizzare in modo intelligente la combinazione di filtri e parole chiave, facendo attenzione a non scremare troppo la selezione, altrimenti si rischia di perdere qualcosa di bello. Se un prodotto è rintracciabile dipende anche da quanto è stata precisa nella descrizione la persona che lo ha caricato. Poi va un po' istruito l'algoritmo delle piattaforme. Man mano che si fanno acquisti, il feed proporrà in automatico una selezione sempre più accurata e fedele ai nostri gusti.
Come definireste il vostro stile?
C: Sono una persona a cui piace veramente di tutto. Una cosa che apprezzo del mio armadio è che non gli manca niente. Un giorno mi vesto da sciura, un altro mi vesto da skater. Amo cambiare perché se dovessi vestirmi sempre in un certo modo, dopo un po' mi annoierei. Magari può sembrare caotico dall'esterno, però io mi diverto moltissimo.
Giada: Io ho una pseudo divisa per la vita di tutti i giorni e per la mia routine. Ho bisogno di comodità, quindi mixo capi sportivi con il vintage “pesante”. Quello un po' polveroso, per intenderci. Nel tempo libero, ho un guardaroba molto assortito, che va dall’estremamente femminile all'androgino, quasi maschile. L'unica cosa che mi sta un po' antipatica sono i capi in trend. Ho avuto diversi pezzi che sono diventati di moda con il tempo e sono finita per smettere di utilizzarli.
Come si unisce secondo voi il desiderio di seguire le nuove tendenze e la necessità di una moda consapevole?
G: Spesso la moda attuale riprende o si ispira a modelli del passato, quindi nel second hand si possono fare ottimi affari recuperando direttamente gli originali. Poi, cercare una tendenza nel seconda mano ti da la possibilità di incorporarla nei look ma in modo leggermente diverso. Secondo me è un plus, perché puoi trovare qualcosa che nei negozi non c’è. Un altro trucco è darsi un po' di tempo in più. Spesso mi è capitato di aspettare qualche settimana prima di acquistare un capo e alla fine mi è passata la voglia. L’hype scende e ti rendi conto che puoi vivere bene anche senza.
Quali sono i brand che si comprano meglio sulle piattaforme second hand?
Si fanno ottimi affari quando si cercano pezzi che non sono estremamente in voga e con i brand che hanno una storia importante. ti puoi portare a casa delle giacche in pura lana stupende per 15 €.
Avete una storia “horror” di un acquisto second hand online? Cosa vi è successo?
C: ero ancora ignara delle dinamiche di riconoscimento dei falsi. Ho visto un utente che vendeva un cardigan di Vivienne Westwood a 90€, nuovissimo, dalla collezione che era ancora nei negozi. L’ho comprato e mi è arrivato, ma purtroppo era falso.
G: Avevo comprato degli stivaletti con la suola in gomma. Ero felicissima perché erano in ottime condizioni e costavano solo 35€. Li ho indossati solo una volta e poi si sono disintegrati. Ho scoperto che è una cosa che capita spesso con questo tipo di suole. Soprattutto se al loro interno non hanno caucciù, tendono a deteriorarsi dopo un po’ di tempo. È un aspetto che va tenuto in considerazione quando si acquista, perché sostituirle non è economico e purtroppo aumenta il prezzo finale delle scarpe.
Qualche consiglio per evitare di cadere nelle truffe direttamente da due esperte?
C: La sicurezza completa non c’è mai, ma ci sono degli stratagemmi per tutelarsi. Bisogna controllare il nome del profilo, le foto e le recensioni. Poi si valutano i capi e il rapporto tra la qualità, il prezzo e anche le condizioni del capo. Se è troppo bello per essere vero, qualche sospetto dovrebbe nascere.
C: Sconsiglierei anche di comprare tutto ciò che è estremamente richiesto, specialmente online. Capi statement che hanno un costo molto alto rivenduti a meno della metà difficilmente saranno autentici. È sempre meglio anche richiedere il processo di autenticazione offerto da certe piattaforme, che rappresenta una garanzia in più.
Perché secondo voi è importante acquistare second hand?
C: Le motivazioni sono tantissime. viviamo in un mondo dove c'è una sovrapproduzione di qualunque cosa. Riutilizzare quello che già esiste, secondo me, è una scelta etica. Però, al di là di questo aspetto che mi sembra ormai quasi scontato, devo dire che io e Giada compreremmo seconda mano anche se le cose andassero bene. È una passione legata alla volontà di cercare capi unici, abiti che sono stati prodotti e poi sono andati persi. È il desiderio di avere quel capo che senti tuo, di sapere che te lo sei dovuto andare a cercare, che non lo avrà nessun altro o che comunque non vedrai a giro.
G: Secondo me la seconda mano ti dà la possibilità di chiederti se una cosa ti piace. I social tendono ad appiattire, ma il vintage allena molto il gusto personale, perché sei solo tu il suo giudice. Ti permette di appassionarti alla storia dei brand e a quello che c’è dietro una semplice tendenza.
Cosa c'è nel futuro di Te Lo Trovo Su?
C: Ci piacerebbe che diventasse un lavoro, aggiungendo ovviamente dell'altro. Vorremmo mantenere Instagram come vetrina ed esplorare allo stesso tempo altri aspetti, entrando in questi mondo in modo più completo.










