La Paris Fashion Week Uomo è appena iniziata, tuttavia ad attirare l'attenzione è una donna e, a dirla tutta, questo non ci sorprende. Al debutto di Jonathan Anderson come nuovo direttore creativo di Dior, prima dell'inizio della sfilata della collezione homme primavera estate 2026, è Sabrina Carpenter a svelare i dettagli su quella che sarà la nuova era post-Maria Grazia Chiuri.

La cantante di Man Child indossa un completo formato da una giacca e una gonna in lana grigia. Il blazer ricorda chiaramente la giacca bar ideata da Christian Dior, infatti, le spalle sono voluminose, la vita si stringe e i fianchi sono leggermente imbottiti. Tuttavia, la gonna disegnata da J.W. Anderson è a pieghe ampie e non presenta quel tradizionale volume che evidenziava la silhouette a clessidra, simbolo del couturier francese. Ad accompagnare la sorpresa di questo look anni Cinquanta non sono le scarpe color nude, bensì l'assenza dell'iconica frangetta a tendina di Sabrina Carpenter. Infatti, a incorniciare il viso della cantante è una riga laterale con una molletta tortoise che fissa il suo ciuffo biondo.

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Francois Durand//Getty Images

Il New "New Look" firmato Jonathan Anderson

"It's such a New Look" è ciò che risuona nelle nostre orecchie non appena vediamo il look che indossa Sabrina Carpenter. Questa volta, però, non è Carmel Snow – allora editor-in-chief della testata Harper's Bazaar – a pronunciarla con quel suo accento irlandese; e non siamo neanche nel 1947, in una Parigi indebolita dalla Seconda Guerra Mondiale.

All’epoca, il couturier Christian Dior, pronunciando questa frase, intendeva segnare l’inizio della rinascita francese con le sue creazioni, svelando una collezione passata alla storia come New Look.

Sono trascorsi 78 anni da quel momento e oggi, alla guida della maison francese, non c’è più il couturier bensì Jonathan Anderson, fresco di nomina a direttore creativo; non si vive il dopoguerra e la dominazione tedesca è solo un ricordo lontano. Tuttavia, nonostante le evidenti differenze con quel contesto storico, nell’aria (non solo a Parigi, ma in tutto il mondo) si avverte una tensione diffusa, un senso di malessere generale. Il desiderio di cambiamento è palpabile e Jonathan Anderson ha scelto di dare voce a questo bisogno di trasformazione guardando al passato, riguardando alle creazione di Monsieur Dior per trovare una possibile soluzione alla ricerca di nuovo (e di safe) dei giorni contemporanei.

Ritornare alla femminilità per dimostrare il proprio empowerment, ce lo spiega Sabrina Carpenter

La scelta di J.W. Anderson di affidare a Sabrina Carpenter il compito di anticipare alcuni dettagli della sua prima collezione femminile per Dior non è affatto casuale. Al contrario, conferma la forza comunicativa della cantante di Espresso ( e di Manchild) e il potere del suo immaginario. Il successo di Sabrina Carpenter risiede proprio nella sua capacità di esprimersi attraverso l’ironia e il marcato contrasto che la caratterizza. Da un lato, c’è uno stile fatto di glitter, corpetti e rosa ovunque, un’estetica dal ritmo (apparentemente) giocoso, quasi zuccheroso; dall’altro, ci sono testi pungenti e ironici, capaci di ridicolizzare certi stereotipi e affrontare temi profondi con leggerezza intelligente.

Ci piace pensare che sia proprio questo l’intento di Jonathan Anderson con le sue creazioni per Dior: leggere (e comprendere) il presente attraverso un ritrovato concetto di femminilità che appare ripreso passato, quella del New Look. In fondo, questa scelta non appare controcorrente: sembra valorizzare ancora di più il ruolo delle donne oggi. Saper giocare con la propria femminilità, infatti, è segno di una profonda consapevolezza del proprio empowerment: è questa libertà che permette alle donne di divertirsi, di osare, e sì, anche di provocare. E tutto questo, Sabrina Carpenter lo incarna alla perfezione.

La moda must-have secondo Cosmopolitan