The Bold and the Baltics! L’orgoglio è la grande forza di un piccolo paese come l’Estonia (pensate conta meno di 1,5 milioni di abitanti). Dall'anno della sua indipendenza dalla Russia 1991 a oggi il paese ha fatto passi enormi e sta vivendo da tempo una rinascita che influenza tutti i settori, moda compresa. Per questo motivo non deve stupirci se dieci fa è nata la Tallinn Fashion Week una vetrina importante per sostenere e far conoscere i talents locali. Palcoscenico di questa edizione il Kultuurikatla, hub culturale e creativo della città dal sapore post-industriale che ha ospitato per quattro giorni la grande kermesse.
Un evento importante reso possibile dal supporto del governo ma anche da strutture illuminate come House of Tallinn un concept-showroom store con funzioni ampliate che oltre a vendere una selezione di "the best of " della moda e beauty Made in Estonia, si occupa anche della comunicazione e delle strategie di marketing di alcuni brand.
Per giornalisti e buyers sconfinare dal perimetro delle fashion week già acclamate e consolidate è una vera opportunità, è come fare scouting delle new faces creative della moda. La Tallinn Fashion Week sarà forse più giovane di altre ma non per questo meno ricca di talenti e di proposte.
Vediamo le migliori.
Il primo giorno Agne Talu-Vurmer ci propone un grunge futuristico, estremo tra capi sfilacciati, sovrapposizioni, stampa fiorellini e dettagli fantasy come le orecchie da elfo con cui hanno sfilato i modelli..
Per Gita (Siimpoeg) il mondo è pop con cenni post atomici vedi le acconciature pastello effetto ragnatela. C’è molta energia nella sue proposte, l’abito lungo in tulle arancione portato con una micro felpa oppure il top oversize in tulle fuxsia, già uno statement così com’è.
Eve Hanson esprime una moda contemporary, minimal e dal tailoring perfetto. Predomina il nero con qualche deviazione, vedi il trench a pennellate black e white oppure il rosso fuoco e il verde smeraldo presenti in alcune uscite di sfilata. A fine serata, la designer viene premiata dalla commissione della Talinn Fashion Week con il silver needle (che corrisponde al secondo posto).
Per Tanel Veenre il mondo è a colori. Un’artista raffinato. Nasce come designer di gioielli e i suoi pezzi "one of a kind" sono esposti e venduti in gallery in tutto il mondo New York, Amsterdam, Monaco per citarne alcuni. E’ il suo primo debutto in passerella con una collezione di abiti in seta leggera stampata raffinatissimi. Vince subito il primo premio, il golden needle. Ci congratuliamo a fine serata e lui risponde, con modestia, "non sono un vero designer, ho portato in passerella una serie di abiti solo per presentare i miei gioielli" ma Tanel riesce a superare le sue stesse aspettative…
Dietro Iris Janvier (finalmente un nome che sappiamo pronunciare) un team di tre ragazze sinergicamente complementari. "Il nostro brand propone capi attuali, ben fatti (molti tessuti sono Made in Italy) con sihouettes classic-cool" ci spiega Anna Baranovskaja Creative Director del brand. Belli i cappotti e le tute 80’s inspired.
Una collezione minimal dai tagli maschili quella di August disegnata dalla giovane stilista Ali Kargoja che porta in passerella abiti dall’ispirazione nordica. Forme clean, tessuti organici e dettagli inaspettati ispirati alla danza danno un senso di femminilità e di freschezza al brand Made in Estonia.
Il terzo giorno è la volta di The Embassy of Fashion. Un atelier “evoluto” dove i tre designers, Ketlin Bachmann, Riina Poldroos e Alan Jarvsoo creano le loro collezioni e a volte si occupano anche delle vendite one to one con le clienti. "Esaltare la femminilità e l’eleganza delle mie clienti è per me una vera soddisfazione. Non vorrei mai perdere il contatto personale che ho con loro" spiega Alan...
Tre creativi, tre collezioni di grande impatto. Vediamole.
Ketlin Bachmann: si ama definire la poetessa rock, dark ma glamourous al tempo stesso. “Dove trovo l ispirazione? Dalla vita, dall’arte e dalla musica". Sfila abiti neri dal sapore gotico, fluidi impreziositi di ricami luminosi ma che potresti indossare anche di giorno con gli anfibi (per intenderci.)
Riina Poldroos: L’ispirazione per lei è sferica, infinita e quando crea le sue creazioni non ha modelli né icone di riferimento, "per questa collezione mi sono ispirata ai colori forti e di come risultano più incisivi con le luci notturne. E a dire il vero lo show è un tripudio di colori sotto l grigio cielo lettone. Dagli abiti lunghi da sera alle tute pantaloni ai vestiti cangianti e laminati, il mondo spring/summer 2020 di Riina è in technicolor.
Aldo Jarvsoo: Designer pluripremiato. E’ passato dalla couture a una moda elegante, più facile da indossare. Le sue clienti lo adorano e la collezione che sfila è la più sofisticata dell’intera settimana. Un approccio da western europe fashion. Il designer si concentra sul black and white, tessuti preziosi come la duchesse di seta e l’organza. Maxi camicie con fiocchi esagerati, abiti lunghi monospalla fascianti che lui fa sfilare anche dalle modelle curvy. Una vera chicca che chiude la terza giornata..
E last but not least il quarto e ultimo giorno Tauri Vastrik, giovane designer estone, presenta la sua collezione no gender e eco sensibile. In passerella sfilano capi ricercati, si esperimentano nuove forme di maglieria, intarsi e jacquard. I colori sono cammello/grigio/ruggine interrotti a sorpresa dal verde smeraldo. Una collezione che ha convinto unanimamente stampa e buyers.




































