Secondo l'astrocartografia, ci sono alcuni luoghi che, più di altri, saranno determinanti nella nostra vita, posti che secondo stelle e pianeti influenzeranno inevitabilmente lo scorrere delle nostre esperienze. Questi punti cardinali, per Helle Vestergaard Poulsen, sono sicuramente due, Copenaghen, la sua città, e Bali, l'isola in cui da qualche anno vive con la sua famiglia. Collegati da un filo di perline spensierato e multicolore almeno quanto uno dei braccialetti che lei stessa disegna per il suo brand ANNI LU, raccontano molto della sua personalità e dello stile delle sue creazioni. Direttrice di un giornale di moda danese per diversi anni, nel 2013 decide di inseguire la sua passione di bambina e di diventare designer di gioielli. Nel marchio c'è molto di questi due luoghi incantati e tutto della loro fondatrice. Si ritrovano i motivi della maglieria tradizionale danese, così come i colori delle foreste tropicali, ci si perde tra perline che ricreano i disegni realizzati all'uncinetto dalle nonne del Nord Europa, si riscoprono le conchiglie delle spiagge balinesi. Il tutto convive attraverso il giusto grado di leggerezza, andando a braccetto con la spontaneità che si aveva da piccoli e che, anche da adulti, andrebbe conservata come un prezioso tesoro. Per Helle, i gioielli sono molto più di semplici accessori, sono simboli che la collegano alle donne più importanti della sua vita e che assumono quindi una dimensione estremamente personale e carica di significato. Un lato spiccatamente intimo si ricongiunge così allo stile contemporaneo, sfumando i confini tra business e tutto ciò che è casa. Della sua storia, del suo marchio, di gioielli, design e tendenze che verranno abbiamo parlato con Helle Vestergaard Poulsen, in un'intervista esclusiva per Cosmopolitan Italia.



Da dove nasce la tua passione per i gioielli e come è nato il tuo brand?
Da piccola amavo frugare nei portagioie di mia madre e delle mie nonne. Così facendo ho capito davvero cosa si può fare con i gioielli. Come le perline di plastica possano funzionare benissimo insieme a pezzi più raffinati e valorizzarsi a vicenda. Come riescano a trasformare all’istante lo stile e l’intero outfit. Quando ero direttrice creativa di alcune riviste di moda danesi, parallelamente al mio lavoro realizzavo già accessori come gioielli all’uncinetto e portachiavi. Alla fine ho iniziato a creare i primi bracciali con perline, tutto ha preso velocità e ho deciso di scommettere su questo progetto. È stata la scelta migliore di sempre.

Da dove arriva il nome del marchio?
La mia mamma Anni, che purtroppo non c’è più, e mia figlia Luella sono le due persone più creative che io abbia mai conosciuto. Amano entrambe dare forma alle cose e giocare con materiali e colori: è proprio questo il cuore di ANNI LU. Quando il brand è stato lanciato nell’autunno del 2013, mia madre era molto malata di cancro e per me non c’è mai stato alcun dubbio. Volevo che il marchio portasse il suo nome, insieme alla sua positività e creatività. Il nome di mia figlia Luella, invece, è un buon promemoria per mantenere un approccio un po’ infantile e di non prendere tutto troppo sul serio.

Cosa ti ispira?
Viaggiare e l’atmosfera di ogni luogo che visito. Le persone, i posti, i colori, un determinato mood. L’artigianato tradizionale di tutto il mondo e le diverse culture incontrate durante i miei viaggi sono sempre state una grande fonte di ispirazione per me. Amo visitare i mercati locali e sento che alcuni modelli ANNI LU sono proprio quei pezzi che speri sempre di trovare in un mercato… ma che in realtà non trovi mai. Sia i colori che i materiali dei nostri design con perline provengono da tutto il mondo, e sono un bel grattacapo da reperire per il nostro team di produzione. A volte basta un piccolo dettaglio a ispirarmi: i colori di un antico tappeto messicano o la texture di una conchiglia trovata a Bali. L’artigianato tradizionale nel mondo offre possibilità infinite ed è meraviglioso lavorarci. Viviamo a Bali da un paio d’anni ormai, e l’intera isola è per me una fonte di ispirazione incredibile: le persone, la cultura e la natura non smettono mai di stupirmi.

Dici che i gioielli dovrebbero essere giocosi e divertenti. Qual era il tuo gioco preferito da bambina e che tipo di bambina eri?
Amavo fare cose un po’ spericolate con mio fratello e i suoi amici: guidavo le moto d’acqua, andavo in BMX, pattinavo sui rollerblade ed ero sempre all’aperto. Allo stesso tempo, ero una grandissima fan di Barbie. Riempivo casa di piccole casette Barbie e giocavo per ore e giorni interi. Ho continuato a giocare per molto tempo. Era il mio piccolo segreto quando sono diventata adolescente e non era più “cool” farlo. Facevo anche tantissimo lavoro manuale con mia mamma e mia nonna. Ogni ricordo d’infanzia è legato a loro mentre creano qualcosa con le mani: cucire, realizzare piccoli bouquet di fiori con perline e collant, lavorare a maglia. Credo di aver creato il mio primo maglione a 11 anni, ed era in tutte le sfumature del rosa.

Come bilanci il divertimento con gli aspetti più seri e imprenditoriali della gestione di un’azienda?
Ho un approccio molto giocoso verso la maggior parte delle cose e, spero, un buon senso dell’umorismo. Cerco di non prendere tutto troppo sul serio. In realtà credo che il bello stia proprio nel trovare un equilibrio tra gioco e serietà. È importante trovare divertenti tutti gli aspetti del business, ma cerco di concentrarmi sempre di più sul processo creativo.
Abbiamo un team fantastico nell’ufficio ANNI LU di Copenaghen, che gestisce il business quotidiano e i nostri clienti in tutto il mondo, a cui sono profondamente grata.

Quali trend di gioielli vedremo nel 2026?
Legno, motivo tartarugato, ancora più charm, molta personalizzazione e tantissimi pezzi vintage.

Un trend che scomparirà nel 2026? O che vorresti sparisse?
Seguire troppe tendenze.

Qual è la parte del tuo lavoro che ami di più?
Vedere la collezione evolversi dai primi moodboard e schizzi, fino ai primi campioni di produzione, per poi improvvisamente incontrare una donna per strada che indossa un gioiello ANNI LU. Amo il forte spirito di squadra che abbiamo in tutto ciò che facciamo. Siamo un team piccolo, prendiamo molte decisioni insieme e questo mi piace moltissimo.

Cosa vorresti trovare sotto l’albero di Natale quest’anno?
Vorrei scoprire di più dell’Indonesia, dove vivo, e mi piacerebbe visitare Sumba: una piccola isola a un’ora di volo da Bali, dove vivo con la mia famiglia. Sogno di soggiornare al Sanubari, proprio sulla spiaggia. Sto quasi finendo il mio profumo Le Labo Another 13 e ne vorrei uno nuovo: è diventato la mia fragranza distintiva. E un pettine con motivo tartarugato con le mie iniziali di Officine Universelle Buly 1803.

Quale consiglio avresti voluto ricevere all’inizio della tua carriera?
Continua a seguire il tuo istinto... Ce la puoi fare! E non devi fare tutto da sola. Chiedi aiuto.

Di cosa sei particolarmente orgogliosa da quando hai fondato il brand? E quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Di tante cose. Mi rende orgogliosa sapere che così tante donne indossano i nostri gioielli ogni giorno. Mi rende orgogliosa anche il fatto che la maggior parte dei nostri retailer collabori con noi da molti anni e che abbiamo ancora un rapporto forte con loro. Cerchiamo sempre di essere un brand divertente e stimolante con cui lavorare, e di questo sono particolarmente fiera. E naturalmente mi rende orgogliosa vedere alcune delle mie icone di stile, come Bella Hadid e Rosie Huntington-Whiteley, indossare ANNI LU.

Una tua musa che indossa un tuo design: chi, quale e dove?
Rosie Huntington-Whiteley ha indossato la nostra collana Seaside durante una vacanza estiva in famiglia, e il divertimento, i sorrisi e i paesaggi meravigliosi nelle sue foto ci sono sembrati la cornice perfetta per ANNI LU.

Un gioiello che non togli mai?
Molti. Il mio anello di fidanzamento e matrimonio, un anello quadrato che mia madre mi ha regalato 25 anni fa, il bracciale Cartier Love di mio marito, un bracciale con perline dal Kenya. E ancora il mio anello con sigillo vintage, la collana con l’iniziale H di Zoe Chicco, un anello a fascia di diamanti che ho ricevuto quando è nata Luella, il mio bracciale ANNI LU Precious Mix e tanti altri, tutti con un significato enorme per me.

Una canzone che cattura perfettamente l’anima del tuo brand?
Ce ne sarebbero tantissime, ma quella con cui lavoro meglio è Called Out in the Dark degli Snow Patrol. Quando ascolto questa canzone, la creatività fluisce naturalmente.