Nel 2025, creatività e passione non sono più gli unici requisiti per un brand di gioielli di successo. In un mondo come quello contemporaneo, dove l'attenzione per gli altri, ma soprattutto per il pianeta, è diventata una condizione imprescindibile di qualsiasi business, è la cura in ogni momento del processo di creazione a fare la differenza. E se nella moda si è già fatto un grande parlare di sostenibilità e trasparenza, questo non vale altrettanto per quanto riguarda anelli, collane e bracciali, dove il luccichio di gemme e minerali spesso abbaglia anche il più critico giudizio. Ecco perché business come quelli di Matilde Mourinho, fondatrice di Matilde Jewellery, sono come una pietra preziosa da scovare e conoscere, in grado di tracciare una strada più consapevole e un nuovo modo di intendere il gioiello. Perché mantenere in vita una tradizione antichissima come quella orafa nasconde in sé grande modernità e richiede quindi innovazione costante, unita alla capacità di cogliere le necessità del presente facendole proprie e scolpendole, solo successivamente, su pietre e metalli preziosi. Matilde e il suo team ricreano così l'alchimia delle viscere della terra all'interno di atelier altamente specializzati, in grado di ottenere diamanti in laboratorio esattamente identici a quelli ritrovati in natura, che hanno però il valore aggiunto di rispettarne e salvaguardarne i processi. Allo stesso modo, anche l'oro utilizzato è interamente riciclato. Così i gioielli non sono più solo testimonianze di un ricordo o un legame, ma diventano anche strumenti di una rivoluzione che cura e protegge, preserva e trasforma. E che per questo rende ogni singolo monile ancora più speciale.

L'intervista a Matilde Mourinho, di Matilde Jewellery

Parlaci un po' di te. Come sei diventata una designer di gioielli?

Ho 28 anni e ho lanciato Matilde Jewellery nel dicembre 2020, quando ne avevo 24. Ho un background nella direzione creativa per la moda, che è il campo in cui mi sono laureata al London College of Fashion. Poi sono tornata a studiare e ho fatto un master in Imprenditorialità nella Moda e nelle Industrie Creative, ed è stato in quel momento che ho deciso di aprire il mio brand. I gioielli sono sempre stati qualcosa che amavo e con cui sentivo una connessione per varie ragioni. Più imparavo di diamanti lab-grown, oro riciclato e l'industria orafa in generale, più ne ero attratta. Amo l'equilibrio che c'è tra qualcosa di così classico e senza tempo e contemporaneamente così moderno nel suo processo di creazione.

Dove trovi ispirazione per i tuoi design?

Dipende. Per certi design, so fin da subito cosa sto cercando e ho immediatamente un'idea in testa di ciò che voglio. Per altri, può arrivare un po' dappertutto. Essendo originaria del Portogallo, passo molto tempo in spiaggia e prendo ispirazione dagli elementi naturali come onde, pietre, rocce e texture, ma anche da elementi della tradizione portoghese come il Coração de Viana e le tipiche piastrelle ‘azulejo’.

Cosa rappresenta per te la gioielleria?

È qualcosa di veramente speciale. Nella maggior parte delle occasioni, assocerai un gioiello alla persona che te lo ha regalato, il luogo in cui eri quando lo hai comprato, l'occasione per cui lo hai ricevuto, i ricordi che ne derivano. È qualcosa di così piccolo e delicato ma che può custodire davvero molto. Amo anche la tradizione di tramandare i gioielli, qualcosa che in questo modo può rimanere in famiglia.

Quali sono i tuoi materiali preferiti con cui lavorare?

Matilde Jewellery lavora al 100% con oro riciclato 18 carati e diamanti coltivati in laboratorio. I nostri materiali prescelti per un processo di produzione più trasparente e sostenibile.

Quanto è importante la sostenibilità per il tuo processo creativo?

La sostenibilità è al centro di tutti ciò che facciamo da Matilde Jewellery. Dalla ricerca di materiali etici alla certezza di una produzione responsabile, credo che il lusso e la sostenibilità debbano procedere mano nella mano. Il nostro obiettivo è di ridefinire l'alta gioielleria senza compromettere il pianeta.

Quali sono le principali sfide che un brand di gioielleria giovane come il tuo deve affrontare oggi?

Una delle più grandi sfide sta nell'educare i clienti riguardo ai diamanti coltivati in laboratorio e la mentalità tradizionale che li riguarda. Ma penso che questo stia cambiando negli ultimi anni e che in generale adesso le persone siano più consapevoli e aperte nei confronti di queste pietre, tanto da finire con il preferirle ai diamanti tradizionali.

Che consiglio avresti voluto ricevere all'inizio della tua carriera?

Fidati del processo e sii paziente. Niente succede in una notte, ed è importante rimanere autentici e appassionati di quello che si fa. E poi, non avere paura di chiedere aiuto.

Un traguardo di cui vai particolarmente fiera dal momento in cui hai cominciato con il tuo brand? E quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Vedere delle donne vere che indossano i miei gioielli è qualcosa che non invecchierà mai. Amo anche parlare con i clienti e scoprire il loro viaggio con il brand e come lo hanno scoperto. Per quanto riguarda i miei prossimi goal, stiamo lavorando per espandere il nostro servizio su misura e non vedo davvero l'ora.

Una tua musa, che indossa uno dei tuoi gioielli. Chi, quale e dove?

Mia mamma, un qualsiasi gioiello, non importa dove.

Un gioiello che non togli mai?

In questo momento, la mia collezione sulle orecchie si compone di: orecchini Continuous Huggies in oro giallo con ciondoli a cuore in diamanti, Huggies Pavé in oro giallo, lo Stud con diamante a pera e due altri piccoli Stud. E la mia fede di matrimonio che non tolgo mai.
Una canzone che cattura perfettamente l'animo del tuo brand?

Bejeweled di Taylor Swift.

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