Negli ultimi tempi, i criteri d’acquisto per abiti e accessori sono cambiati. Come conseguenza del rallentamento delle dinamiche di produzione causato dalla pandemia e l’impossibilità di fare acquisti in presenza durante i molteplici lockdown, oltre che di una sempre maggiore attenzione verso la sostenibilità da parte dei consumatori (e in particolare dei più giovani), lo shopping online di capi d’abbigliamento di seconda mano è decollato.
Ne è prova lampante il successo straordinario delle piattaforme digitali dedicate alla compravendita, come, fra le altre, Vestiaire Collective, Vinted, Depop, Humana Vintage, Wallapop, Farfetch Marketplace, le sezioni vintage di Zalando e di Asos. D’altra parte, a oggi, il valore di mercato del resale è stimato oltre 25 miliardi di dollari, mentre McKinsey & Company prevede una crescita del 10-15 per cento all’anno nella prossima decade.
A giocare un ruolo fondamentale nella partita del fashion resale è però, soprattutto, la Generazione Z. Secondo quanto riportato da un osservatorio del 2022 svolto da Doxa e Subito, infatti, la Gen Z approccerebbe il second hand con completa naturalezza, considerandolo un’opportunità di shopping responsabile, una scelta per combattere lo spreco e i ritmi di un’industria che è tra le principali responsabili d’inquinamento del nostro Pianeta. E se rivendere ciò che non si indossa più può essere una fonte di guadagno semplice e veloce, acquistare capi pre-loved significa scovare l’oggetto dei propri sogni a un prezzo più conveniente e con il vantaggio di regalargli una nuova vita. Infine, per una generazione che non ha più motivo di credere a trend stagionali e conformità di genere, la moda di seconda mano costituisce una preziosa occasione per esprimere il proprio stile personale, mixando abiti e accessori rappresentativi di epoche, luoghi e subculture diverse. E se self expression e rinascita sono gli aspetti più poetici della moda circolare, il suo risvolto sull’ambiente è ciò che convince in definitiva i consumatori.
Ad aprile 2022, Vestiaire Collective ha pubblicato il suo primo Impact Report in collaborazione con PwC, rivelando i benefici del suo modello di business innovativo per l’industria della moda: i dati mostrano che acquistare capi di seconda mano sulla piattaforma permette di diminuire del 90 per cento l’impatto ambientale rispetto a un articolo nuovo, mentre il 70 per cento dei clienti ha affermato che grazie all’ampia offerta di prodotti sull’app ha evitato l’acquisto di un pezzo di prima mano. Il rapporto ha inoltre messo in luce come Vestiaire Collective, concentrandosi su articoli di alta gamma, incoraggi i consumatori a investire su una qualità superiore, e quindi più duratura: a un approccio improntato al “meno, ma meglio”. Non bisogna dimenticare che, da quando l’acquisto di second hand si è spostato soprattutto online, l’inquinamento prodotto dai corrieri che spediscono i prodotti è aumentato. Per questo, ora che le condizioni pandemiche sembrano migliorare, l’invito è di lasciarsi trasportare dalla magia di boutique vintage e negozi dell’usato. Per ascoltare la storia che vi racconterà il prossimo capo pre-loved dei vostri sogni.
CLICK, di Marta Losito
«La prima volta che ho rubato il bauletto di Louis Vuitton dall’armadio di mia nonna avevo 16 anni, e non sapevo ancora che cosa fosse la moda pre-loved. Il mio amore per il vintage mi ha spinto a visitare mercatini in giro per il mondo, dall’East Market di Milano allo Spitafields Market di Londra. Ma da quando la moda second hand è a portata di click, per la Gen Z è impensabile non fare shopping sulle app di compravendita. Per noi è fondamentale supportare la moda circolare e consapevole. Basta pensare che l’hashtag #secondhand ha superato 1 miliardo e 600 milioni di visualizzazioni per rendersi conto di come il pre-loved stia riscrivendo sempre più le regole del sistema».
Perché in un'altra vita ti ho già amato
Le editor di Hearst Italia svelano il loro acquisto second hand preferito e cosa lo rende così speciale per loro
Federica Romagnoli, Marie Claire
«Per una stradina del centro di Firenze, in una boutique vintage da poco aperta, mi sono imbattuta in uno dei miei acquisti preferiti di sempre: un paio di stivali modello cowboy rosa effetto pitone. Da più di 5 anni, quando ho voglia di sentirmi me stessa, scelgo di indossarli».
Valentina Nuzzi, Elle
«Il mio acquisto vintage fortunato è una camicia bianca da uomo Yves Saint Laurent, il mio designer preferito,trovata su Vinted a 10 euro, semi nuova. La porto annodata in vita per stemperare la sua classicità e mi fa stare sempre bene. È il mio porto sicuro day & night».
Olivia Ghebreeghziabher, Harper’s Bazaar
«Di tutti gli accessori dell’epoca Karl da Chanel, gli stivali glitterati del 2017 sono sempre stati tra i miei preferiti. Li ho trovati per caso, su Vinted. Nuovi, perfetti, un affare. Li ho indossati una volta sola ed ero decisamente “overdressed”. Ma mi sono sentita benissimo».
Francesca Scrimizzi, Cosmopolitan
«Quando su Vestiaire mi sono imbattuta in lei è stato amore a prima vista. Una demi lune Louis Vuitton in pelle Epi color arancio. Il primo prezioso regalo “da me, per me”. Piccola e compatta, mi ha sempre insegnato una cosa: i migliori appuntamenti richiedono solo l’essenziale».



















