Dall’Appenino lucano alle spiagge del mar Ionio, dalle città della Puglia a quelle delle Basilicata, il Cammino materano raggruppa tre sentieri che si snodano lungo tratturi, vie medievali e strade secondarie tracciate dagli antichi romani. In questa ragnatela di percorsi, belli da innamorarsene soprattutto in primavera, s’intersecano non solo spazio e tempo, ma le molte culture “che hanno composto lo straordinario mosaico del Mediterraneo”. In sintesi, un viaggio lento da fare almeno una volta nella vita. Le Vie attualmente praticabili sono la Via Ellenica, 170 km in otto tappe che uniscono due highlight della regione, i trulli di Alberobello e i Sassi di Matera; la Via Lucana, 136 km per una settimana immersi nelle tradizioni contadine da Albano di Lucania a Matera; la Via Peuceta, che raggiunge sempre Matera partendo da Bari. Partiamo lungo quest’ultima. Buon cammino!
Verso la dimora accogliente
La Via Peuceta si chiama così perché attraversa l’antico territorio della Peucezia, com’era conosciuta la zona attorno all’odierna Bari ben prima dell’arrivo dei romani. È lunga in tutto 168 km da percorrere in sette tappe che fanno base a Bitetto, Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Altamura, Gravina in Puglia e il santuario di Picciano. Lungo la strada, i luoghi di interesse sono ben 32, tra masserie e cattedrali, borghi medievali e chiese rupestri, tanti ulivi e tante cose buone da mangiare (genuinità è la cifra stilistica del menu).
Esordio in grande stile per la Via Peuceta alla basilica di San Nicola, a Bari, che in fatto di pellegrinaggi ne sa parecchio, visto che era uno dei luoghi più santi e frequentati lungo la strada da Roma a Gerusalemme. Dopo essersi piacevolmente smarriti nel dedalo di Bari Vecchia, si ritrova la retta via di questa prima tappa - che in tutto è lunga 16,8 km - sulla ciclabile lungomare. Ultimo sguardo d’insieme al capoluogo pugliese dal Ponte Adriatico per, dopo pochi chilometri, immettersi sulla strada medievale verso Bitetto. Lungo la quale non resta che ammirare il casale fortificato di Balsignano e la chiesa di San Felice. Una volta a Bitetto, è bello vagare per il suo centro storico medievale con, punta di diamante, la chiesa di San Michele Arcangelo. Per dormire, Casa Ester, la prima “dimora accogliente” del Cammino e inesauribile fonte d’informazioni.
Tra fiori e grotte
Se la scenografia principale della seconda tappa - che in 26 km porta a Cassano delle Murge - è una foresta di ulivi, e quella della terza tappa - 22,5 km per raggiungere Santeramo in Colle - sono i lecci e le ginestre, per citare solo due specie del Bosco di Mesola, la quarta tappa è tutta d’argento. Addentrandosi, infatti, nel parco nazionale dell’Alta Murgia, i 23 km che vanno da Santeramo in Colle ad Altamura sono abbelliti dai pennacchi luminescenti della pianta conosciuta come il lino delle fate. A farle da corolla, non mancano prati fioriti.
Al km 7, in attesa che apra ai visitatori la grotta di Sant’Angelo con le sue decorazioni pittoriche, si può visitarne il museo. Così Filippo, dell’Archeoclub d’Italia “don Ignazio Fraccalvieri” Santeramo in Colle: «Il nostro centro visite è aperto ogni sabato e domenica grazie ai volontari dell’Archeoclub che gestiscono la struttura. Lo spazio museale è visitabile al piano terra, con pannelli informativi e video che raccontano la storia del luogo dedicato alla Grotta di Sant’Angelo e all’Arcangelo Michele da cui prende il nome. Durante il percorso di visita si entra negli ambienti della chiesa romanica inglobata nell’edificio attuale. La visita culmina nell’abside con la scalinata dalla quale si accede alla grotta sottostante. Da qui è possibile ammirare il primo degli affreschi medievali raffigurante il Gesù Cristo Pantocratore circondato dagli Apostoli. Lo stato di conservazione degli affreschi non consente al momento l’accesso al pubblico nella grotta: sono molto delicati e, nel tempo, hanno mostrato segni di deterioramento. Un progetto di studio del degrado degli affreschi finalizzato al futuro restauro degli stessi è in corso d’opera e coinvolge Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, mondo accademico ed altri enti con l’intento di realizzare un restauro conservativo. L’interno della grotta è caratterizzato anche dalla presenza di numerosi graffiti incisi lasciati sulle pareti rocciose dai pellegrini in epoca medievale. Il Centro Visite è immerso nell’ambiente naturale e rurale del Parco dell’Alta Murgia, tra campi di grano, ulivi, mandorleti e frutteti tra cui insistono pascoli e terreni incolti, habitat di numerose specie d’insetti e di piccola fauna locale».
Per una sosta a base di formaggi lungo il percorso, al km 15 c’è la masseria Scalera. Attraversato un altopiano calcareo, ecco Altamura. A tre km dalla città, la grotta di Lamalunga dove, nel 1993, è stato scoperto lo scheletro di un homo neanderthalensis vissuto tra i 180 e i 130 mila anni fa. Per sapere di più sull’Uomo di Altamura, visitare la rete di musei a lui dedicati.
Come ti allungo il Cammino
Lasciata Altamura, e il suo celebre pane, si raggiunge Gravina in Puglia in 20 km - questa tappa 5 è estremamente facile - su antichi tratturi tra campi di grano e piccoli boschi. Da visitare a Gravina, l’Habitat Rupestre, una serie di case-grotta. La tappa 6, invece, è lunga 29,9 km e piuttosto impegnativa. Per prendersela con calma, si può prolungare il cammino di un giorno e fermarsi dopo 20 km a dormire nella suggestiva Masseria Santa Maria. Il giorno dopo, visitare il santuario di Picciano e dormire alla Masseria La Fiorita (in tutto, 22 km). Qualsiasi opzione si scelga, l’ultimo giorno della Via Peuceta punta a Matera, con un detour che consente di ammirare una delle più importanti zone umide della Basilicata, la riserva naturale di San Giuliano. Un po’ d’acqua prima dei Sassi, ci sta.
Buono a sapersi
Per percorrere il Cammino Materano è obbligatorio richiedere la credenziale, “passaporto” che attesta lo status di viaggiatore lento, sul sito (anche fonte di tutti i consigli utili per mettersi in viaggio, comprese le coordinate gps). All’interno della credenziale, far mettere i timbri che attestano il passaggio nelle varie tappe.













