Una distesa di petali viola balla col vento. Una giostra riposa nell'attesa di riprendere il giro. E poi ancora una pieve secolare baciata dal riflesso delle colline. Un ristorante nascosto sotto un pergolato che ha il sapore dei ricordi belli. Una casetta incastonata nel verde in cui ci si sveglia col canto degli uccelli o il ronzio bianco delle api. Tutto questo è Toscana, in quella terra di mezzo in cui il Valdarno si incontra col Chianti: lontani dal chiasso delle città d'arte più virali, immersi in una natura che a tratti commuove, ho riscoperto una dimensione che non pensavo mi mancasse, e invece sì.

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Giovanna Gallo
Veduta dalle terrazze del castello di Verrazzano a Greve in Chianti

Quella forma bidimensionale in cui esisto solo io e ciò che mi circonda, senza sovrastrutture, senza pensieri altri. Senza apprensioni o preoccupazioni. Solo io e le balze millenarie, gli uliveti, le vigne, il gusto antico di fave e pecorino, quello deciso di un bicchiere di Chianti sorseggiato al tramonto. In questo angolo di mondo, in questo pezzo di Italia che affascina chi arriva da lontano e lascia a bocca aperta persino chi a queste latitudini ha avuto la fortuna di crescere, ho ritrovato un pezzo di me che non sapevo di aver perso. La Toscana, d'altronde, fa questo effetto: ammalia e rapisce. E non c'è via di ritorno, per fortuna.

Dove dormire in Chianti e Valdarno, a due passi da Firenze, immersi nella natura

dove dormire in chianti e valdarno: hu norcenni girasole villagepinterest
Courtesy Ufficio Stampa
Una veduta dal drone su Hu Norcenni Girasole Village, dove abbiamo trascorso tre giorni per scoprire gli angoli nascosti del Valdarno e del Chianti

A pochi chilometri dal hu Norcenni Girasole, dopo un breve tragitto che si snoda lungo uno skyline di casolari e filari, c'è La Palagina, in cui l'esperienza agrituristica riflette in pieno la quintessenza della regione. Questa è la Toscana che sognano gli stranieri prima di arrivare in Italia, che custodiamo nei ricordi d'infanzia, il posto in cui torniamo, ancora e ancora, vacanza dopo vacanza, mai sazi.

Arrivo nella struttura nel momento clou del Conclave, anzi, nell'attimo esatto in cui viene eletto il nuovo Pontefice. L'avventura si fa mistica e profana insieme, la degustazione dei vini dell'azienda rende l'aria improvvisamente frizzante e malinconica. Salutiamo il nuovo Papa dedicando alla fumata bianca i nostri brindisi prima di scoprire, a pochi passi dalla dimora storica del XVIII secolo che troneggia in cima al colle (si dorme e si mangia anche qui, fa parte del complesso insieme alla fattoria didattica e alla zona della cantina), una stanza unica e totalmente dedicata al benessere e alla sostenibilità: è la honey room, dotata di una vetrata che offre un'incomparabile veduta sulla colline, ma soprattutto su una serie di animatissime arnie. Qui le api sono libere di volare e ronzare a loro piacimento pur se a distanza di sicurezza dagli ospiti - bee-humming, si chiama l'ascolto del loro ronzio, che ha poteri calmanti e rilassanti - e la stanza mi appare perfetta per chi cerca romanticismo e pace.

Torniamo al village e alla nostra mobile home satolli di vino e con ancora l'odore della propoli e della cera nel naso: ci aspetta una notte di riposo prima dell'esplorazione del Valdarno.

E ora, fuori: il Valdarno riserva sorprese

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© Studiowiki _ Ph Davide Busetto _ Archivio fotografico Ambito turistico Valdarno Aretino
Le balze sono formazioni rocciose millenarie che è possibile visitare nell’Area Protetta tra i comuni di Reggello e Terranova Bracciolini

A pochi chilometri dal hu Norcenni Girasole Village c'è San Giovanni Valdarno, cittadina vivace che ospita tesori artistici da far invidia ai grandi poli museali delle megalopoli: qui infatti è nato il Masaccio, la cui casa natale è oggi un Centro per l'Arte contemporanea e qui, nel museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie, è custodita un'Annunciazione del Beato Angelico. Dopo la scorpacciata d'arte si va nel bar della piazza a osservare il lento struscio di persone, ad ascoltare il chiacchiericcio lieve della gente del posto, la vita che scorre in un normale giorno infrasettimanale: è Toscana anche (soprattutto) questa. Alla Pieve romanica di Gropina (Loro Ciuffenna) il tempo si ferma all'improvviso: qui esisti solo tu, il silenzio, la luce fioca delle candele dentro le mura millenarie della chiesetta, il fruscio dell'erba che circonda l'abside.

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Giovanna Gallo
L’ingresso di Osteria Sàgona

Poi si va a pranzo all'Osteria Casa Sàgona. Barbara e Daniele, i padroni di casa, ospitano gli avventori al loro tavolo imperiale o sotto il delizioso pergolato esterno, il menù mette al centro delizie della cucina regionale preparate con le loro mani e con i frutti del loro lavoro contadino. Questa è casa loro ma anche una struttura ricettiva, un luogo che mescola entrambe le anime con gusto e delicatezza: non ci si sente mai di troppo, l'atmosfera è conviviale, i piatti ottimi ed essenziali. Si diventa amici presto, intorno alla tavola del Sàgona. L'avventura gastronomica è essenziale, alla portata di tutte le tasche e memorabile.

Il pomeriggio si tinge di viola: il Valdarno è terra fertile per la coltura dell'iris - o giaggiolo, una parola così bella che meriterebbe di essere usata anche in altre occasioni, oltre a quelle in cui si parla di botanica - il cui fiore viola è usato come additivo e stabilizzante per le preparazioni profumiere. Lo spettacolo che ci si para davanti agli occhi è di quelli che non ti aspetti: altro che photo opportunity, qui ci si potrebbe scattare un intero shooting. Io e i miei compagni di viaggio diventiamo l'uno l'Instagram husband dell'altro per immortalarci al centro di questo maestoso tappeto lilla. Come la lavanda, anche la vita del giaggiolo fiorito è breve - e ci mette ben tre anni per sbocciare - quindi l'occasione è più unica che rara.

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Giovanna Gallo
Veduta su un campo di giaggiolo

La giornata finisce sulle Balze del Valdarno (in località Botriolo c'è un accesso che permette di ammirarle dal basso) che i nostalgici ricorderanno dal sussidiario delle scuole elementari: sono rilievi millenari unici, che hanno superato (quasi) indenni le epoche e i venti, arrivando fino a noi come una corona che si staglia fiera nelle dolci linee dei colli. Gli amanti del trekking e del biking qui possono sbizzarrirsi, una location più suggestiva come sfondo per il workout è difficile da trovare. A una certa ora, quando cala il sole, le Balze si colorano d'oro. Le lancette smettono di correre, il tempo si ferma.

In Chianti tra mercati e castelli

Sveglia con gli uccellini, un ultimo saluto alla mobile home che mi ha fatto da casa, colazione veloce in uno dei bar del villaggio ed è tempo di chiudere il tour esplorando un pezzo di Chianti. Si comincia con l'experience più italiana e verace che ci sia: un giro al mercato di Greve in Chianti che è, per local e turisti, una vera istituzione del sabato mattina. Si vaga tra i banchi degli artigiani, si assaggiano dolcetti locali, si cammina piano: questo d'altronde è una città slow, dove la vita lenta è un mantra che seguono tutti, non solo i visitatori curiosi.

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Giovanna Gallo
Uno scorcio di Greve in Chianti

Il tour finisce al Castello di Verrazzano, a poca distanza da Greve: qui, dopo il giro nelle cantine del maniero, una degustazione di vini vista filari è d'obbligo. Dopo, ritrovarsi nella folla concitata che brulica intorno alla stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, è un'esperienza totalmente straniante: e pensare che, a pochi chilometri da qui, è possibile sentire il rumore dell'erba senza particolare sforzo, ASMR naturale di cui ormai si può godere solo in pochi posti nel mondo. Valdarno e Chianti sono tra questi.