Nel silenzio dei parchi che circondano i templi di Kyoto il tempo è sospeso, come nelle teste di chi, chiuso da ore negli alti palazzi di Tokyo, si gioca tutto ai videogiochi e alle macchine preleva-peluches a colpi di 50 cent. Atterri in Giappone e una cosa è chiara: la cultura dei grandi contrasti vive nel silenzio e nella meditazione per scomporsi, poi, all'improvviso, entrando in un pub o in un karaoke. L'esagerazione è dietro l'angolo, il lusso delle boutique e dei numerosissimi shopping mall si scontra con l'umiltà di un popolo devoto alla modestia e al non-possesso, che a un certo punto della Storia deve aver visto nel capitalismo qualcosa di affascinante. Sono stata in Giappone e me ne sono innamorata perché non sono riuscita, nella mia testa, a risolvere questo contrasto. Sarò costretta a tornarci per conoscerlo meglio.
L'itinerario: Kyoto - Tokyo - Nagano - Myoko Kogen
Da Tokyo a Kyoto
- Narita airport – Tokyo Central Station - Kyoto
Dopo esser atterrata a Tokyo, sono ripartita subito alla volta di Kyoto cambiando treno nella stazione della capitale giapponese. Prima di passare al racconto della Città Imperiale, conviene soffermarsi un attimo sui trasporti, super efficienti, sì, ma su cui potrebbe essere importante avere qualche informazione a riguardo. Appena arriverete in Giappone, infatti, probabilmente raggiungerete la vostra prima destinazione con un treno o una metropolitana. Ecco, quindi, alcune tips che, col senno di poi, mi avrebbe fatto comodo conoscere prima di arrivare (è tutto abbastanza intuitivo, ma almeno risparmiate tempo cercando online).
La stazione di Tokyo
Scordatevi l’inglese, dimenticatevi le semplici procedure europee di compravendita di biglietti dei treni utilizzando il telefono: a meno che non compriate il JR pass (il biglietto unico per l’alta velocità giapponese che ammortizzerete solo con un alto numero di viaggi) direttamente dall’Italia sul sito , se avete bisogno di comprare corse singole dovrete affidarvi per forza alle biglietterie o alle macchinette che troverete direttamente in stazione.
Dopo essere atterrata a Narita e aver preso il treno per Tokyo, ho cercato la biglietteria per comprare il biglietto dello shinkansen per Kyoto (il treno più veloce). Il mio consiglio è di fare un giro, perdendovi, tra i tanti corridoi e atrii della stazione centrale: è un primo contatto interessante e realistico con la cultura giapponese, ne vale la pena e basterà un’oretta, compreso il tempo necessario per comprare i biglietti, che è la prima cosa che farete. Arrivati alla stazione di Tokyo, infatti, l’atmosfera è di frenesia pura. Veloci ma composte file di persone munite di mascherina procedono verso i binari della stazione, si intrecciano per prendere le scale mobili e uscire dalla stazione, all’aria aperta. In tanti si avviano alla metropolitana o prendono un onighiri al volo nei tanti supermercati e bar della stazione. Alcuni fumano nelle aree fumatori. Uomini in divisa e guanti bianchi aiutano i passanti e i turisti (ma non tutti conoscono l’inglese).
Perdetevi, ma tenete d’occhio le indicazioni e cercate la biglietteria: dietro il banco troverete personale che vi aiuterà con la scelta del posto migliore in base alle vostre esigenze (consiglio: prendete il posto vista Fuji se viaggiate da / per Tokyo, ve lo selezioneranno direttamente loro). Su quasi tutti i treni, compresi i treni veloci, potrete scegliere di non avere il posto assegnato risparmiando qualche yen ma senza avere la certezza di sedervi, soprattutto in periodi di alta stagione e negli orari di punta. E ricordatevi di segnalare se viaggiate con un bagaglio grande (se avete imbarcato, per intenderci), perché c’è un posto anche per quelli.
Una volta arrivati al binario, posizionatevi davanti al numero della vostra carrozza (sono segnati sulla banchina, proprio sotto i vostri piedi). Fateci caso, se no ve lo faranno notare loro: per salire sul treno si formerà una fila davanti a ogni carrozza, rispettatela. È solo la prima di una serie di regole non scritte che dopo qualche ora in Giappone farete già vostre.
Kyoto
Dove dormire:
- KABIN Machi
Dove mangiare:
- Pontocho, buttatevi dentro un izakaya, valgono tutti la pena.
- Sushi bar: Pontocho Sushi Ishiya
- Nishiki Market (abbastanza turistico)
Dopo circa tre ore di viaggio al tramonto con il monte Fuji vista finestrino, arrivo a Kyoto. Decisamente più tranquilla di Tokyo, e più fredda, salgo su un taxi e arrivo in hotel passando per il centro. Mi rendo subito conto che le città giapponesi sono un continuo alternarsi di grattacieli e casa piccole, anche a un piano solo, spesso in legno. Un po’ sgangherate, sembrano delle baite, o delle palafitte, sicuramente viene da chiedersi cosa ci facciano lì, così piccole tra i giganti shopping mall e palazzi di uffici. Piccoli negozi occupano il piano terra, in molti casi sono yzakaia (osterie o pub con cucina) dove entrare scalzi lasciando le proprie scarpe all’ingresso. Altre volte sono saloni di bellezza, piccoli supermercati, negozi di vestiti o botteghe di street food. Sembra che tutto nasca dal nulla e che ogni trave posso venire giù da un momento all’altro, oppure è il contrario: queste piccole case sono lì da sempre e sono i grattacieli che sono venuti su dal niente.
Basta arrivare in albergo per scoprire un’altra cosa: che le stanze standard degli hotel sono molto molto molto molto piccole, niente a che vedere con gli spazi di qualsiasi camera d’albergo europea. In 14 mq troverete tutto il necessario, ma scordatevi di disfare le valigie se non vorrete essere sommersi dai vostri vestiti senza aver spazio per muovervi.
È l’ora del tramonto di un giorno infrasettimanale. Gli abitanti di Kyoto si muovono a piedi, in bici o in metro. In silenzio, per strada non parla nessuno, le macchine elettriche non fanno rumore, gli autisti degli autobus e dei taxi non suonano il clacson, l’unico rumore è quello del semaforo che cambia suono in base alla direzione in cui stai attraversando: da nord-a-sud il suono è più acuto, e cambia se si attraversa da est a ovest eccetera. Tanta gente ordinata non la percepisci, non avverto nessun senso di calca, è tutto molto tranquillo, si va piano, nessuna fretta.
Arrivo al quartiere di Pontocho che si sviluppa lungo un canale, dove una serie infinita di piccole osterie si susseguono. Ci sono anche omakase (ristoranti di sushi, tutto scelto dallo chef in base al pesce del giorno), che costano un pochino di più ma mi han detto che valgono la pena.
Basta entrare in un yzakaia per rendersi conto che forse è lì che i giapponesi si scompongono: dopo una giornata di lavoro vanno a bere con un gruppo di colleghi, finalmente si vedono con un gruppo di amici o incontrano il proprio compagno o fidanzata, si fanno portare subito del sake o più facilmente birra, bevono (tanto) e mangiano piatti in condivisione. Si fuma dentro. Sembra un anime di Miyazaki o un videogame, non so bene dove mi trovo ma è una cortina di fumo, risate, una lingua che non capisco, un menù che non riesco a leggere. Per la prima volta mi rendo conto che è tutto così lontano, che il telefono non serve a niente, le informazioni di cui ho bisogno sono troppe, non so da dove iniziare a tartassare Chat GPT. Come prima cosa forse devo semplicemente osservare e ambientarmi, mangiare senza scarpe è piacevole, sembra di essere a casa ma di fianco a me ci sono solo sconosciuti. Il cibo aiuta, è buonissimo, e l’oste è così buffo.
Il giorno successivo lo dedico interamente alla scoperta del quartiere oltre il fiume, Gion, che raggiungo a piedi. Sotto una grande collina ricoperta di boschi si collocano la maggior parte dei templi e santuari della città, zen e shintoisti, ognuno con i propri spazi e i propri riti.
Fuori dai templi zen i fedeli si inondano di fumo di incenso proveniente da bracieri, porta fortuna e purifica. C’è chi pesca una preghiera scritta su un foglio di carta e la lega a un pannello, c’è chi le scrive a mano su tavolette di legno e le lascia legate lì con un cordino. I giardini di questi luoghi sacri sono la cosa più vicina alla pace dei sensi che troverete mai: piccoli bonsai, sassolini, ruscelli pulitissimi e muschio, sono il segno che la terra respira. I monaci camminano in silenzio con le loro tonache, se si è fortunati si può assistere ai loro riti di preghiera con i fedeli.
*Il costo d’ingresso di questi templi è molto basso: non pagherete quasi mai più di tre euro per entrare in questi luoghi sacri*
Percorrete poi Sannenzaka e Ninenzaka, due stradine che uniscono Nanzen-ji a Kyiomizu-dera (grande tempio che sovrasta la città e patrimonio Unesco), un via vai di negozi con prodotti tipici, botteghe di artigianato e tanti posti dove mangiare qualcosa camminando, prima di arrivare al tempio successivo. Poco più a nord, poi, sempre a partire da Nanzen-ji, non potete perdere il Philosopher’s path, una passeggiata lungo un piccolo fiume, che costeggia la collina, e che è percorsa interamente da alberi di ciliegio. In un’oretta di cammino arriverete ad un’altra zona di templi da non perdere, tra cui il Padiglione d'Argento o Ginkaku-ji.
Per completare la visita della città, in metro o in taxi potete raggiungere l’altro lato di Kyoto e ammirare il Kinkaku-ji , o Padiglione d'oro, e la foresta di bambù di Arashiyama, nella parte est della città. Se passate di lì non potete mancare un pranzo a base di Tonkatsu (la loro "cotoletta") da Tonkatsu Katsurai.
Merita la visita: tra le cose più belle di Kyoto, non perdete il Santuario di Fushimi Inari-taisha, da raggiungere con qualche fermata di treno / metro dal centro città. Il parco che ospita un percorso tra i portali arancioni, sentiero che percorrerete facilmente prima di tornare alla stazione del treno. Consigliamo di vederla nel tardo pomeriggio, il sole che scende di fronte a voi attraverso le foglie degli alberi vi regalerà una luce unica.
Tokyo
Dove dormire:
- Provate a trovare un Airbnb in una delle zone che vi consiglio qui sotto. Vi renderete subito conto che i prezzi sono abbastanza alti e spesso gli hotel sono anche molto più cari. Io ho soggiornato nella catena giapponese APA, servizio discreto e posizione comoda. Le stanze sono sempre molto molto molto piccole.
Dove mangiare:
- Considerate i mercati per il pranzo, dove ogni giorno potrete assaggiare cibi diversi cotti al momento. Tra questi uno dei posti migliori è sicuramente Tsukiji, il vecchio mercato del pesce alle porte di Ginza, dove è ancora possibile mangiare buonissimo sushi a poco. Per la cena: cercate un buon Omakase, costerà un pochino di più (non più di quello che spendereste a cena in una città italiana), ma ne varrà la pena.
Meriterebbe un articolo a parte, un viaggio a parte, anzi. Io ho fatto solo 3 giorni pieni e non basterebbe un mese per vederla tutta. Con i suoi 16 milioni di abitanti, la capitale del Giappone è un mondo a parte, tutto da scoprire, tra quartieri del lusso, quelli dedicati al vintage e al second hand, c'è il quartiere a luci rosse e l'area dei grandi templi, dove ogni giorno migliaia di persone di recano a pregare o assistere alle funzioni. Io ho appena avuto tempo di rendermi conto di dove mi trovassi, prima di proseguire il mio viaggio. Ma nel frattempo ecco qualche indicazione utile per un tour che tocchi i grandi punti di interesse.
Ci sono dei quartieri che dovete visitare per avere un'idea generale della città e sono:
Shinjuku e Harajuku
Affari, intrattenimento, cultura. Il quartiere è un interessante punto di incontro tra un grande parco, con il suo bellissimo tempio Shinjuku Gyoen immerso nel verde, e tanti centri commerciali dov'è possibile conoscere brand locali oltre ai grandi marchi. Se cercate vita notturna, questo è il posto.
Shibuja
Giovane, vivace, alla moda. Non puoi perdere il Shibuja crossing, tra grandi cartelloni pubblicitari e famosi negozi, è considerato l'incrocio pedonale più famoso del mondo alla stregua di Times Square a New York. Come spesso accade in questi casi, non è così grande come appare nei reel sui social, ma merita la visita. Perdetevi in queste vie e acquistate abbigliamento da montagna per vestirvi secondo il gorpcore giapponese: fate un salto da Montbell, che ha sempre abbigliamento tecnico molto interessante, e non perdete il grande store Salomon e di brand locali.
Ginza
Chi dice lusso dice Ginza. Un quartiere in cui si susseguono grattacieli e shopping malls ospitano alcuni dei brand più famosi del mondo, oltre a marchi giapponesi che qui hanno store immensi (Muji, Uniqlo). Da non perdere: cartolerie grandi come grattacieli, nello specifico
Akihabara
Fatevi prendere da un attacco d'ansia perdendo la cognizione del tempo in uno dei game store di questo quartiere, capitale dell'elettronica e della cultura otaku. Ogni piano è dedicato a un gioco, o mondo anime: dai più classici Pokemon a universi che non abbiamo mai sentito nominare, venite qui per vederli battersi in tornei a carte (Yugiyo, per esempio), fingetevi appassionati e comprate un esemplare da collezione. Se volete comprare degli articoli di elettronica a prezzi vantaggiosi, troverete molti negozi dedicati.
Asakusa
Tra i quartieri più affascinanti della capitale, Asakusa è un intrico di vie con negozi bellissimi: dalla bottega di coltelli alla tipografia dove anziane signore compongono quaderni fatti a mano, i negozi di questa zona sono una chicca. La vera attrazione però, è il Tempio buddista di Senso-ji, bellissimo complesso di edifici tra i più antichi del Giappone: fondato nel 628 d.C e dedicato alla dea Kannon, merita di essere visitato passando dall'ingresso principale, il Kaminarimon, che con le lanterne verso sera assume un fascino unico.
Consiglio: io sono stata l'1 gennaio, il primo giorno dell'anno, una data che per i giapponesi ha un valore spirituale molto importante. Se capitate in Giappone nello stesso periodo tenetelo a mente: i giapponesi con il nuovo anno si recano ai templi, è l'occasione per osservarli in questo momento importante (il termine giapponese è "Hatsumode").
Fuori dai soliti giri
Se avete qualche giorno in più, uscite dalle città per raggiungere destinazioni poco battute, lontano dalle masse, per ritrovare la spiritualità che a volte in città sembra perdersi. Il mio consiglio è di raggiungere Nagano da Tokyo con uno shinkansen, per prendere poi un pullman diretto al parco delle scimmie. L'ho fatto con la neve (gennaio) e questo ha sicuramente dato al viaggio un twist unico, anche perché in quelle zone (e in tutto il Giappone per la vicinanza delle montagne al mare) nevica moltissimo, tanto da rendere i paesaggi davvero unici.
Dopo un'oretta di viaggio inizierete una passeggiata verso il parco, camminando su un piccolo sentiero (se c'è neve/ghiaccio sappiate che affittano i ramponi all'inizio del percorso) dopo circa 45 minuti di cammino raggiungerete delle pozze termali dove sarà facilissimo incontrare famiglie di scimmie intente a pucciarsi nelle acque calde, camminando non curanti tra le persone. Attenetevi alle regole del parco, mantenendovi a una distanza di almeno 2 metri dagli esemplari, senza dare da mangiare o bere alle specie.
Tornati a Nagano potrete prendere un altro piccolo treno per Myoko Kogen, una delle località sciistiche più famose del Giappone ma comunque ancora poco battute dagli esperti, che tendenzialmente prediligono zone più a nord sull'isola di Hokkaido. Myoko, come dicevamo poco fa, si trova a pochi km dalla costa settentrionale del Giappone, per cui i venti e l'umidità la rendono una zona, seppur a basse altitudini, soggetta a grandissime nevicate (non meno di 11 metri di neve all'anno). Noleggiate sci, scarponi e casco in uno dei rental del piccolo villaggio e avventuratevi sugli impianti (un po' datati, sì) del comprensorio sciistico di Myoko - Kogen e Tangram: se siete abituati alle pendenze delle Alpi, non aspettatevi niente del genere, e nemmeno che battano le piste. Spesso, infatti, i gatti delle neve non spianano i pendii che quindi diventano un continuo susseguirsi di cunette, che rendono il gioco un po' più difficile. Impagabile: mangiare il ramen in un rifugio a bordo pista.

















