In un mondo così tecnologico dove laptop e smartphone sembrano tutti uguali, sempre più giovani della Gen Z stanno scoprendo il piacere di costruire i propri computer. Questo nuovo modo di vivere la tecnologia, tanto per cambiare, ha un nome. Stiamo parlando dei cyberdeck che, va detto, non sono semplici pc. Sono dispositivi portatili assemblati e personalizzati dagli utenti (con tanto di accessori unici), pensati per essere funzionali e soprattutto, propri. Una sorta di laboratorio di Dexter che i giovani creano spesso nel loro garage, mostrando fieramente il risultato finale attraverso i video pubblicati su TikTok.
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Cyberdeck, un laboratorio artigianale tecnologico
Un ritorno alle origini, che spesso vede protagonisti non solo i pc ma anche i dispositivi più disparati. Su tutti, console di videogiochi e lettori mp3. Una riscoperta del mondo millenial, attraverso le componenti. Oltre all’aspetto tecnico, il cyberdeck permette anche di capire come funziona la tecnologia. Chi lo assembla sperimenta con hardware e software, impara a risolvere problemi pratici e scopre strumenti che altrimenti resterebbero nascosti nei dispositivi più commerciali. Il fenomeno cresce soprattutto grazie a forum e social dove i maker si ritrovano per darsi consigli e valorizzare al meglio ogni singola funzionalità. L’interazione con altri utenti permette di imparare più velocemente e di confrontarsi con idee diverse. Non si tratta dunque solo di creare un computer ma di far parte di una comunità. Su TikTok sono tanti, tantissimi, i giovani che sfoggiano con orgoglio le loro creazioni. Infatti, se hai sempre pensato che i computer fossero prodotti da comprare e usare, i cyberdeck ti fanno cambiare idea. Sono davvero macchine costruite dai loro utenti, pezzo per pezzo (non tanto per dire!). All’interno c’è quasi sempre un mini-computer, un display, batterie portatili, tastiere custom e custodie (che possono essere stampate in 3D), riciclate o recuperate da vecchi dispositivi. Non si tratta solo di hardware: è la filosofia dietro il deck a fare la differenza. Chi lo costruisce impara a conoscere ogni componente, a risolvere problemi reali, a fare scelte tecniche e creative che nessun laptop pronto all’uso ti permette e soprattuto a differenziarsi dalla massa (ed evidentemente, risparmiare). Ogni cyberdeck è diverso, e questa diversità diventa proprio il marchio personale: nessun altro avrà mai un dispositivo uguale!
Cyberdeck, cosa vuol dire
Il fenomeno dei cyberdeck nasce dall’incontro tra curiosità tecnologica e voglia di autonomia digitale. Cresciuti con smartphone e laptop, molti giovani della Gen Z hanno iniziato a cercare modi per recuperare il controllo sui propri strumenti. Il fenomeno si diffonde soprattutto online tra social, forum, Discord e community di specialisti, dove i giovani condividono aggiornamenti sui loro progetti. Il tutto però ha anche un hub fisico. Città come New York, Los Angeles, Berlino, Londra e Tokyo ospitano laboratori e coworking tecnologici dedicati all' elettronica fai-da-te. Uno studente di Berlino, ad esempio, ha trasformato una vecchia valigetta in un cyberdeck per retro-gaming, imparando a cablare e configurare ogni componente. Una ragazza di Tokyo invece ha passato settimane a costruire un sistema Linux portatile con display e tastiera meccanica, imparando così a gestire software e hardware in maniera autonoma. Un'ennesima microcultura digitale, che permette alla Gen Z di incontrare persone con la stessa passione, sia online che offline. E che ci conferma, per chi ancora non se ne fosse reso conto, quanto i giovani sono alla ricerca di un loro spazio nel mondo senza etichette o omologazioni.









