Gli oceani hanno un ruolo fondamentale per la nostra esistenza: un respiro su due che facciamo lo dobbiamo al mare che fornisce più del 50% dell’ossigeno, assorbe 1/3 dell’anidride carbonica, regola il clima ed è fonte di sostentamento per miliardi di persone.
Come sappiamo, il mare sta risentendo in maniera significativa dell’impatto dell’uomo: è indispensabile salvaguardare l’oceano e possiamo farlo solo prendendo coscienza delle difficoltà che sta affrontando.
Tra i servizi ecosistemici che ci fornisce l’oceano c’è la regolazione del clima tramite l’assorbimento e la distribuzione di calore. Infatti, il calore accumulato a causa dei gas serra presenti nell’atmosfera, viene in gran parte assorbito dal mare che attraverso le correnti lo distribuisce per tutto il globo. Per esempio la Corrente del Golfo trasporta acque calde dal Golfo del Messico fino al nord Europa e senza di essa il clima in queste zone sarebbe molto più rigido. Le attività umane, però, hanno causato un aumento dei gas serra, e un’atmosfera più calda si traduce con oceani più caldi che riducono la loro capacità di assorbire altro calore.
Allo stesso modo gran parte dell’anidride carbonica viene assorbita dagli oceani e alcune specie di alghe e piante marine sono 6 volte più efficienti delle foreste terrestri nell’assorbire la CO2 in eccesso. Tuttavia, l’eccessiva presenza di CO2 in atmosfera causa anche la cosiddetta acidificazione dell’oceano, ovvero una riduzione del pH dell’acqua. La CO2 viene assorbita dagli strati superficiali del mare, e reagisce con l’acqua formando acido carbonico, abbassando il pH. I primi organismi che ne risentono sono quelli con scheletri di carbonato di calcio, come coralli, ma anche vongole, cozze e altri molluschi.
Un'ulteriore minaccia è l’inquinamento da rifiuti di plastica. Secondo il “The new plastics economy Global Commitment 2019 Progress report”, ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica finiscono nell’oceano, una quantità equivalente a un camion della spazzatura scaricato in mare ogni minuto. La plastica ha un grave impatto negativo sugli organismi marini, questo materiale ha la capacità di trattenere gli odori per cui viene confuso per cibo sia per forma che per odore, causando la morte di molti animali. Inoltre. la loro degradazione porta alla formazione di microplastiche, frammenti di dimensioni minori di 5 mm, che se ingerite dagli animali marini si trasmettono lungo tutta la rete alimentare arrivando fino a noi.
Salvaguardare l’oceano quindi significa salvaguardare noi stessi. Per questo Worldrise, associazione che da più di 10 anni agisce per la tutela del mare, ha creato l’alleanza 30x30 Italia, un network di associazioni, ma anche cittadini e istituzione, con l’obiettivo di proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030 per contribuire a salvaguardare le meraviglie e le risorse del Mar Mediterraneo, uno dei mari più ricchi di biodiversità, ma anche uno dei più sfruttati.













