Attività dal respiro internazionale che danno la possibilità di interfacciarsi con colleghi provenienti da tutto il mondo, le multinazionali italiane sono realtà che affascinano sia gli esordienti, sia i lavoratori più esperti. Accanto ai tanti vantaggi che le grandi aziende offrono ai loro dipendenti, però, ci sono altrettanti svantaggi che è bene tenere in considerazione per essere certi di accettare un’offerta perfettamente in linea con le proprie ambizioni personali.
Vediamo allora tutti i pro e contro da valutare, alcuni consigli per aumentare le probabilità di assunzione e come cercare di capire se un’azienda è, almeno a priori, il posto giusto per noi.
I vantaggi di lavorare nelle multinazionali italiane
Lavorare per le multinazionali italiane offre indiscutibili vantaggi soprattutto a chi desidera fare carriera in contesti globali, sviluppando abilità specifiche e verticali nel proprio campo. Una volta assunti, inoltre, si ha modo di maturare esperienza presso un’azienda rinomata non solo nel Belpaese, ma in tutto il mondo, impressionando così eventuali futuri recruiter anche all’estero. Le grandi realtà possono poi garantire maggiore stabilità e spesso offrono benefit e bonus interessanti ai propri dipendenti.
L’elevata disponibilità di budget permette di lavorare con le tecnologie di ultima generazione, che supportano e semplificano le normali mansioni quotidiane. Solitamente, le imprese più strutturate hanno interi uffici per ogni area della vita aziendale, al cui interno vengono raccolti professionisti esperti e dal diverso background culturale che assicurano un’enorme crescita professionale e umana.
Ogni ruolo è ben definito è dà la possibilità di specializzarsi in un preciso ambito. Anche le opportunità di crescita sono maggiori ed è possibile raggiungere incarichi di responsabilità con stipendi più alti rispetto alla media.
Gli svantaggi di lavorare nelle multinazionali italiane
Il lavoro nelle multinazionali italiane si caratterizza anche per alcuni svantaggi che, a seconda delle proprie attitudini e delle ambizioni personali, potrebbero far preferire un impiego in una realtà più piccola.
L’estrema verticalizzazione di ogni dipendente, ad esempio, può essere poco stimolante per i più curiosi e naturalmente inclini a scoprire nuovi aspetti dell’attività, un elemento che di contro viene assicurato dalle start-up emergenti o nei contesti meno strutturati. L’iter di selezione è molto complesso e richiede diversi colloqui per essere portato a termine, risultando così poco adatto a chi preferisce procedure più veloci. Ancora, lavorare in un contesto internazionale obbliga a sottostare a una gerarchia precisa e a procedure rigide. Percepire il proprio impatto sul lavoro, quindi, potrebbe essere difficile.
Le multinazionali italiane, inoltre, hanno sede all’interno di immensi palazzi e offrono lavoro a migliaia di dipendenti. Questo complica le relazioni interpersonali e limita i rapporti umani ai soli colleghi che fanno parte del proprio ufficio. Potrebbe dunque essere alienante per chi vede nel luogo di lavoro un posto in cui costruire legami saldi e strette collaborazioni.
Come ottenere un lavoro in una grande azienda
Per molti, i benefici offerti dalle multinazionali italiane potrebbero avere un peso maggiore rispetto ai contro appena elencati. Chi desidera ottenere un lavoro in una grande realtà, però, non può non tener conto di alcuni requisiti che le aziende globali richiedono ai propri dipendenti.
In fase di candidatura è ad esempio fondamentale sottolineare le proprie competenze tecniche, acquisite attraverso il percorso di formazione o le precedenti esperienze professionali, dichiarandole sia nel CV, sia nella lettera di presentazione. Può quindi essere utile modificare entrambi i file sulla base dell’offerta pubblicata online, trovando un nesso tra le esperienze vissute e le abilità ricercate.
Grande spazio deve poi essere riservato alle cosiddette soft skills, ovvero le attitudini personali che sono indipendenti dalla mansione svolta e che caratterizzerebbero l’individuo in qualsiasi contesto. Tra le più richieste rientrano le capacità di leadership, la propensione al problem solving e il saper fare lavoro di squadra. Bene dunque evidenziare anche questi aspetti nel curriculum, insieme alla conoscenza delle lingue straniere.
Da ultimo, per prepararsi a un colloquio con le multinazionali italiane bisogna raccogliere informazioni sulla storia aziendale, sui suoi valori e sulla vision, mostrandosi in linea con tutti questi aspetti durante l’intervista con il recruiter, ma solo se lo si è davvero.
Cosa valutare prima di accettare l’offerta di lavoro in una multinazionale
Riuscire a intuire come sarà la propria vita lavorativa all’interno di un’azienda prima di iniziare a lavorare in una nuova realtà non è mai facile. Si tratta però di un aspetto fondamentale per decidere se accettare o meno un’eventuale offerta, soprattutto in contesti così particolari come le multinazionali italiane. Ecco allora alcuni aspetti da valutare prima di firmare un contratto.
Durante il colloquio in sede, è utile guardarsi attorno per farsi un’idea del clima che si respira tra gli uffici dell’azienda. L’intervista con i recruiter, inoltre, è un’ottima occasione per porre le giuste domande, ricordandosi sempre che non sono solo i datori di lavoro a scegliere i propri dipendenti, ma anche i dipendenti a scegliere i propri datori di lavoro.
Bene quindi informarsi su come viene valorizzato l’impegno dei lavoratori, sulle politiche messe in atto per assicurare loro un buon equilibrio tra vita privata e professionale e su quali opportunità di crescita sarà in grado di offrire il nuovo contesto.
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