Fermarsi, oggi, è un atto rivoluzionario. Soprattutto se hai 23 anni, sei nel pieno del successo e il mercato discografico ti vorrebbe sempre in corsa. Blanco, invece, ha scelto di fare un passo indietro per guardarsi dentro. Era il 2023 quando Riccardo Fabbriconi, già vincitore di Sanremo con Mahmood, pubblicava Innamorato, un album che conteneva hit come "Lacrime di piombo", "Un briciolo d’allegria" con Mina e "L’isola delle Rose". Poi, il silenzio. Una pausa necessaria, lontana dai riflettori, per ritrovare un centro.
Tre anni dopo arriva Ma’: quindici tracce che raccontano il mondo di un giovane adulto più consapevole, che ha deciso di tornare a ciò che conta davvero. L’infanzia, gli amici, e soprattutto il legame con sua madre, a cui il disco è dedicato.
Anche la copertina parla la stessa lingua: una foto di famiglia, una di quelle che si trovano in casa e che, a forza di rivederle, finiscono per raccontarti chi sei. In primo piano, un giovanissimo Riccardo, nascosto dietro una massa di capelli biondi, appoggiato a sua madre. Dal titolo all’immagine, tutto riconduce a un ritorno alle origini. Lo fa anche con un cammino, un gesto importante che il 2 aprile lo vedrà camminare per 42 km, da seguire in diretta sul suo canale di Youtube, da Cisano, dove vive, a casa di sua madre, a Calvagese della Riviera, perché «questo disco è iniziato da mamma e arriverà a lei prima che a chiunque altro, glielo devo».
Come racconta lui stesso: «Crescendo ci si allontana dalle cose semplici, anche per curiosità. Poi, andando avanti, si torna al punto di partenza, dove si è stati bene. E si capisce che le cose migliori non hanno prezzo: ci vengono regalate. Ma, con un misto di presunzione e incoscienza, finiamo per perderle. Quando in realtà è tutto lì».
Noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare proprio questo: l’importanza di fermarsi, di riconoscere i silenzi e concedersi il tempo di restare. In vista dell’uscita di Ma’, disponibile ovunque dal 3 aprile, Blanco si è raccontato così.
Sono passati più o meno tre anni da Innamorato, cosa è successo in questo periodo e cosa hai capito?
«Non è stata una pausa strategica: volevo fermarmi perché sentivo che dovevo consapevolizzare di più certe cose, capire, crescere. In realtà non lo so, non ho capito un molto, ma ora so meglio chi sono. Se avessi capito qualcosa a ventitré anni, sarebbe stato strano. Non volevo solo provare le emozioni, ma analizzarle in modo oggettivo»
Qual è stato il momento in cui hai capito che ti dovevi fermare?
«Dopo aver fatto l’ultimo disco, più che altro perché volevo andare più in profondità e avere più tempo per comprendere il tutto. La comprensione è fatta di silenzi».
Il successo è arrivato tutto insieme, avevi bisogno di capirci qualcosa?
«Sì, ma non tanto perché l’ho vissuto male, tutt’oggi me la vivo bene».
Qual è la cosa più difficile?
«Confrontarmi con me stesso, nessuno può capire tranne tu, che ti trovi in certe situazioni».
Gli amici con cui sei cresciuto non vivono le tue stesse esperienze, immagino.
«In realtà no, molto meglio così. Alla fine, se ti lamenti di cose profonde sono cose che accomunano tutti, quindi le possono capire anche loro. Preferisco che facciano lavori diversi, che abbiamo tutti vite diverse, è uno stimolo».
Quando sei a Brescia stai con loro, continui a respirare quella realtà?
«Sì, mi piace stare in provincia. Milano mi piace, è piena di cose da fare, in provincia ti annoi, però io vengo da lì».
Parliamo del titolo dell’album, che è anche il titolo del brano. Tua mamma l’ha ascoltato? Che cosa ha detto?
«Era contenta. Mi ha sempre voluto bene. Poi quando è arrivato il successo era un po’ preoccupata».
Perché?
«Perché è una cosa che non puoi gestire. E io sono uno a cui piace non gestire le cose, mi piace vivere. Però capisco che una persona possa andare in paranoia».
Lei sentiva di doverti tutelare?
«Sì, però io alla fine faccio come voglio perché mi piace sbagliare, provare a capire. È normale, lo fanno tutti. Solo che in questa posizione, quando sei famoso, si vede di più. A costo di fallire».
In "Fuochi d'aria" parli di successo e caduta. Hai mai sentito di aver fallito?
«Il fallimento è la chiave del successo. Oggi viene visto come una cosa brutta, ma non lo è. Però la vera domanda è: cos’è il fallimento? Per me è più una cosa personale. Nell’arte, già pensare al fallimento è esso stesso un fallimento: se pensi ai numeri non stai facendo arte in modo puro, ma per i numeri. Il fallimento è andare avanti senza imparare niente, passare le giornate senza ascoltarti, senza saper stare nella noia. Essere bombardato da cose che non ti riempiono. Poi ti accorgi che qualcosa non va».
In “Anche a vent’anni si muore” parli anche di essere morto e risorto: ti senti così?
«Mi sento cambiato, e meno male. Se fossi lo stesso di cinque anni fa sarebbe un problema. Sono più grande, più consapevole».
Crescere fa paura?
«Sì, diventi adulto quando senti di avere gli strumenti, ma non sai comunque come risolvere le cose. Da piccolo non te ne frega, è tutto più easy, non senti di aver niente da risolvere».
Parliamo di “15 dicembre” e “27 luglio”: rispetto all’amore cos’è cambiato?
«Non lo so, sono troppo giovane per definire l’amore, sicuramente per me è un sentimento importante».
I featuring con Grignani ed Elisa come li hai scelti?
«Elisa la stimo molto, è una di provincia con una carriera incredibile e una voce pazzesca, e il pezzo la rappresentava. È una come me, potrebbe essere mia amica. Grignani invece per le canzoni incredibili e perché è una persona pura che ho sempre stimato».
La tracklist di Ma', il nuovo album di Blanco
Main producer Michelangelo, che vediamo anche alla direzione artistica insieme a Stefano Clessi (Eclectic Music Group). Producer: Federico Nardelli, PARISI, Simonetta, Zazu.
Ti voglio bene, uomo
Ma’
Peggio del diavolo (con Gianluca Grignani)
Tanto non rinasco
Ricordi (con Elisa)
Los Angeles
Anche a vent’anni si muore
15 dicembre (prima)
27 luglio (dopo)
Woo
Fuochi per aria (la fortuna)
Fuori dai denti
Piangere a 90
Maledetta Rabbia
Un posto migliore
Il tour di Blanco: i palazzetti
Il nuovo disco sarà presentato dal vivo tra aprile e maggio 2026 durante “Il primo tour nei palazzetti” di BLANCO, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti. I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali. A questi appuntamenti si affianca anche il “Tour Estate 2026”.
“Il primo tour nei palazzetti”
CALENDARIO
17.04.2026 Jesolo (VE) – Palazzo del Turismo SOLD OUT
20.04.2026 Firenze – Nelson Mandela Forum
23.04.2026 Padova – Kioene Arena
25.04.2026 Torino – Inalpi Arena
29.04.2026 Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT
30.04.2026 Roma – Palazzo dello Sport
02.05.2026 Bari – Palaflorio SOLD OUT
03.05.2026 Bari – Palaflorio
05.05.2026 Eboli (SA) – Palasele
06.05.2026 Napoli – Palapartenope
08.05.2026 Bologna – Unipol Arena
11.05.2026 Milano – Unipol Forum SOLD OUT
13.05.2026 Milano – Unipol Forum
16.05.2026 Pesaro – Vitrifrigo Arena
Il tour di Blanco: le date estive
“Tour Estate 2026”
CALENDARIO
29.06.2026 Marostica (VI) – Marostica Summer Festival Volksbank / Piazza Castello
21.07.2026 Palmanova (UD) – Estate di Stelle 2026 / Piazza Grande
26.07.26 Catania – Sotto il Vulcano Fest / Villa Bellini
02.08.26 Gallipoli (LE) – Oversound Music Festival / Parco Gondar
06.08.26 Alghero (SS) – Alguer Summer Festival / Anfiteatro Ivan Graziani
09.08.26 Cinquale (MS) – Vibes Summer Festival / Arena della Versilia
12.08.26 Baia Domizia (CE) – Baia Domizia Summer Festival / Arena dei Pini
















