Il 27 settembre 2025, al Forest Hills Stadium di New York, la musica (e la vita) di Lola Young si è fermata bruscamente. Dopo solo cinque brani dall’inizio del suo set al festival All Things Go la cantante di "Messy", durante l’esecuzione di "Conceited", ha iniziato a barcollare vistosamente. Sotto gli occhi di migliaia di fan, la venticinquenne londinese è caduta all'indietro perdendo i sensi. Mentre il personale medico la trasportava d'urgenza fuori scena, il resto del tour mondiale veniva cancellato in poche ore (sì, anche la data al Fabrique di Milano purtroppo prevista il 26 maggio). «Amo questo lavoro e non do mai per scontati i miei impegni e il mio pubblico, quindi mi dispiace per coloro che rimarranno delusi da questa notizia. Spero che mi darete un'altra possibilità in futuro», aveva condiviso attraverso il suo profilo Instagram. Dopo sei mesi di silenzio (interrotti solo dal trionfo ai Grammy 2026 nella categoria "Best Pop Solo Performance") Lola ha finalmente dato un nome a quel blackout. E no, non era stanchezza, ahimè. L'epilogo violento di una battaglia contro la dipendenza da sostanze e i disturbi mentali che la tormentavano sono purtroppo la causa dietro le quinte del successo.
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Lola torna a parlare: «Sono in fase di recupero»
Lola, in un'intervista rilasciata qualche settimana fa al Times e ripresa successivamente da People ha aggiornato i suoi fan circa il suo stato di salute. Come primo aggiornamento, Young ha confidato di essere in un percorso di recupero dalla dipendenza da droghe. «Per il bene della mia privacy, credo che preferirei non dire troppo. Quello che posso dire è che la riabilitazione è un processo continuo. Non sono un prodotto finito, ma sto molto, molto meglio». Per poi aggiungere: «Intendo recupero dalle droghe, sì. Quando sei in riabilitazione, non significa necessariamente che si tratti di droghe. Ma nel mio caso specifico, sì».
Lola e la partecipazione agli incontri degli Alcolisti Anonimi
Da molti definita come la futura erede di Amy Winehouse, Young senza tanti giri di parole nel corso dell'intervista ha annunciato anche di prender parte regolarmente agli incontri degli Alcolisti Anonimi. «Stavano succedendo molte cose nella mia vita personale. Stavo affrontando diversi problemi di salute mentale, e lottando molto con la dipendenza. Ora sono in una posizione in cui posso fare cose che prima non avrei potuto fare. Facendole più lentamente, con più intenzione, ma in un modo che sento giusto per me». Il pensiero è proseguito con un pensiero a chi si trova nella sua stessa situazione: «È un viaggio continuo. Bisogna essere gentili con se stessi. Bisogna ricordarsi sempre che non si è soli. Non si è mai, mai soli». Le parole più forti per la Gen Z, però, le aveva riservate a marzo (mi hanno colpito parecchio, lo ammetto). Durante l'edizione USA di Rolling Stones, aveva dichiarato: «È stata una decisione che dovevo prendere, come ho detto, ed è stato triste doverlo fare. Cos’altro avrei dovuto fare, morire? Questa era la direzione in cui mi stava portando la mia dipendenza». Bentornata, Lola Young.











