Dopo la 76° edizione del Festival di Sanremo al suono di "Ai Ai", Dargen D'Amico pubblica il 27 marzo il progetto più ampio di cui il brano satirico e ironico fa da apertura. Doppia Mozzarella è un album per cui Dargen ha voluto prendersi il tempo necessario, due anni di gestazione in cui sono fluiti con naturalezza i suoi pensieri sulla società che ci circonda, dalla predominanza della tecnologia al nostro rapporto con il concetto di crisi. La Doppia Mozzarella, per Dargen, rappresenta la nostra tendenza a volere sempre più del necessario, a perderci in un mare di possibilità che, forse, non ci servono né rappresentano più di tanto. Tra nostalgia e lucidità, ballad e brani uptempo, Dargen fa di Doppia Mozzarella, il suo undicesimo disco in studio, un progetto che parla del mondo, ma è anche molto personale.
- Dargen d'Amico Sanremo 2026: testo e significato di "Ai Ai"
- L'Onda Alta di Dargen D'Amico per la pace: cessate il fuoco
- Dargen D'Amico al Festival di Sanremo 2024
Il sound è eterogeneo e va dal lo-fi al folk popolare, passando per il rap, grazie al lavoro in studio con una fitta schiera di musicisti con cui Dargen D’Amico ha lavorato negli ultimi anni, tra cui: Marilena Montarone, Tommaso Ruggeri, Diego Maggi e Alberto Venturini, insieme a produttori e compositori come Gianluigi Fazio, Edwyn Roberts e Marco Zangirolami. L’artista presenterà Doppia Mozzarella in occasione di un instore tour che inizierà venerdì 27 marzo e continuerà poi con un tour dal vivo durante l'estate, con una serie di live nei festival italiani. Si parte il 19 giugno dallo Sguardi Live a Rvoli e si chiude il 12 settembre al Monte Food Festival di Monticelli Terme. Nel mezzo, tantissima mozzarella.
L'intervista di Cosmopolitan a Dargen D'Amico
Come nasce Doppia Mozzarella?
«Ho cominciato a lavorare ai brani che poi sono finiti in questo disco un paio d'anni fa, senza un'idea chiara del progetto. La forma di album ha iniziato a delinearsi un anno fa, quando ho pubblicato "Centri Commerciali" e, riascoltando quello che avevo prodotto alla luce di questo brano, ho capito che c'era un'idea di scrittura. Io non sono uno che riesce a prendere chirurgicamente ispirazione da qualcosa che vede, da qualcosa che legge, perché la creazione poi di una canzone è sempre un riflesso spontaneo. La scrittura è qualcosa che faccio tra me e me, collezionando pezzi pian piano. Ho avuto la fortuna di poterci impiegare due anni, anche se adesso i dischi vengono vissuti molto in fretta, si consumano molto rapidamente. Quindi tu mi chiederai 'Perché impiegare due anni per fare un disco che poi magari ha una vita di qualche settimana?'».
Perché?
«Non lo so. Però io sono nato con la creazione analogica dei dischi, quindi probabilmente la mia formazione è quella. Ho la fortuna di cercare di vedere la produzione di un oggetto come un disco da diversi punti di vista, diversi spazi, diversi tempi, quindi forse questo è il motivo per cui ci ho messo due anni. In più ho incontrato sul mio percorso dei musicisti, dei compositori, dei produttori, con i quali poi ho stretto un rapporto personale. Sono tutti nel disco, che è senza featuring classici, ma è denso di collaborazioni in studio fatte con tutti i musicisti con cui ho passato il tempo negli ultimi due anni».
E che suono ne è venuto fuori?
«A livello produttivo è una mescolanza tra elementi organici, quindi frutto di sessioni di registrazione di musica dal vivo in studio con supporto poi di post-produzione digitale, quindi abbiamo fatto un disco insomma come si faceva una volta, con l'ausilio degli esseri umani in studio. Infatti, per ridere, dico che è il mio ultimo disco senza intelligenza artificiale. Non sono reazionario, chiuso nei confronti del progresso tecnologico, anche perché ho cominciato a fare musica in un mondo in cui una casa discografica non mi avrebbe mai dato la possibilità di fare un disco e quindi i primi album me li facevo da solo. Era diventato più facile, grazie alla tecnologia si era democratizzato il processo produttivo della musica e quindi era possibile, anche per me che avevo magari non una formazione classica discografica, fare un disco. Allo stesso modo, probabilmente, l'Intelligenza Artificiale può rendere più democratico l'accesso alla musica. In ogni caso, che lo vogliamo o no, è già ovunque, integrata nei sistemi che usiamo già ad oggi».
Nel brano "Ottaviano" parli della «Crisi dei 30, dei 100, dei sempre»: quest'idea di incertezza personale legata all'età è un po' un falso mito?
«Viviamo continuamente in crisi. Ci raccontano che c'è una crisi o appena passata o dietro l'angolo o in corso, continuamente, tanto che ormai ci siamo abituati a questa visione. Spesso però è qualcosa di indotto, perché le crisi aiutano soprattutto alcune dinamiche economiche. La crisi però è anche interna a noi stessi, che affrontiamo cambi epocali senza avere gli strumenti per comprendere cosa sta succedendo. Banalmente, abbiamo scoperto i social come se fossero un gioco, un diversivo, un passatempo, un modo per rimanere in contatto, ma nessuno ci ha mai illustrato i rischi, anche quando questi rischi erano ben noti. In qualche modo, noi con le nostre crisi, siamo anche il frutto del tempo in cui viviamo, della rapidità, delle novità, del passaggio ad un'epoca per cui forse non eravamo ancora pronti, perché non avevamo ancora fatto i conti con quella precedente. È la crisi del personale che tutti viviamo, in cui ci sentiamo sempre troppo immaturi o troppo maturi per quello che ci succede. È difficile sentirsi perfettamente in sync con il tempo che ci accade».
In Doppia Mozzarella c'è un senso nostalgico alla «Si stava meglio prima»?
«si stava meglio dentro, io sono convinto che si sta meglio quando si riesce ad essere un po' più dentro, un po' più a contatto con il nostro io più profondo, quello sì. Poi ho la nostalgia degli attimi che passano, sono probabilmente una persona anche un po' malinconica di suo, ma è la malinconia anche delle cose, la malinconia di sapere che qualsiasi cosa chiaramente è impermanente e quindi è anche la bellezza delle cose perché se tutto fosse infinito non ci sarebbe gusto nel guardarlo».
In "L'ascensore" canti da un punto di vista femminile, mi racconti il lavoro di immedesimazione che c'è dietro questo brano?
«Ho preso questo punto di vista perché credo che l'elemento femminile sia contenuto in me, come in tutti. Perché nel momento in cui cerco di raccontare qualcosa non faccio poi molta distinzione tra maschile e femminile. In questo caso, volevo raccontare un'immagine che avevo molto chiara in testa, quella dell'ascensore sociale, ed essendo la protagonista una donna ed essendo io l'interprete della canzone, l'ho semplicemente scritta e interpretata al femminile. L'Italia è un paese in cui l'ascensore sociale funziona meno che nei nostri compagni Paesi d'Europa: fa più fatica a portare in alto gli individui ed è ancora più faticoso per le donne. Volevo parlarne ed effettivamente non ho cercato un'immedesimazione totale, quanto uno schiacciamento di profondità, con la semplice descrizione di una fotografia a parole mie».
Doppia Mozzarella è un disco volutamente di tematica sociale?
«Per quanto fare un disco sia una cosa molto semplice, ho sempre molta difficoltà a completarlo e cerco di farlo nella maniera più libera possibile, perché altrimenti mi blocco. Chiaramente, sento che in questo disco ci sono dei temi, uno soprattutto, che è quello del rapporto tra uomo e macchina. È qualcosa che mi impensierisce nella vita quotidiana e che poi va a finire con naturalezza nelle canzoni. L'unica volontà studiata del disco è stata nel momento in cui ho completato la tracklist, con la prima traccia è "Ai Ai" e l'ultima traccia che è "Ipertesto", e quindi scelgo di mettere due brani che trattano lo stesso argomento in maniera molto diversa, anche musicalmente, per aprire e chiudere la riflessione».
Come ti stai preparando all'instore e al ritorno a contatto con il pubblico?
«Era da una decina d'anni che non facevo un instore, complici le congiunture internazionali che ci hanno tenuti molto separati. Quindi sono felice di avere questa possibilità di girare per l'Italia e tornare a vederci di persona».












