Movimento, studio, definizione e uno sguardo rivolto a radici profonde. Il collettivo che accompagna Rosalía nel suo tour mondiale ha un nome — (LA)HORDE — ma soprattutto molti volti, voci diverse e una storia precisa. Così, nella narrazione di uno spettacolo che sta emozionando il pubblico in ogni parte del mondo, è impossibile non soffermarsi su chi ha dato forma a questi quadri contemporanei in movimento. Perché guardando Rosalía, insieme ai suoi ballerini, si ha la sensazione che nulla sia lasciato al caso: ogni gesto sembra nascere da un pensiero, da un’intuizione potente, da una visione costruita nel tempo. È proprio da qui che prende vita un live capace di intrecciare musica e arte, trasformando il palco in uno spazio espressivo totale.
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(LA)HORDE è il collettivo francese formato da Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel che dal 2019 guida il Ballet National de Marseille, una delle istituzioni più importanti della danza contemporanea europea. In altre parole, dietro uno dei live pop più potenti degli ultimi anni ci sono gli stessi creativi che stanno riscrivendo le regole del balletto contemporaneo.
La sua storia inizia qualche anno prima, nel 2013 quando i suoi fondatori iniziano ad allontanarsi dai codici classici per esplorare nuove forme di movimento. Più attuali, contemporanee. Portando così la danza non solo nei teatri, ma nei musei, nei festival. Sperimentazione e ricerca portano a un nuovo pensiero: la danza non è solo arte, movimento del corpo, ma è anche e soprattutto linguaggio visivo contemporaneo. Una linea che così si ritrova nei loro lavori, nelle coreografie che diventano architetture visive, nei giochi di luci e ombre che si trasformano in un linguaggio potente, riconoscibile.
(LA)HORDE, il significato del nome
Dal francese, orda. (LA)HORDE racconta fin dal principio, fin dal suo nome, il suo progetto. Un gruppo compatto, in movimento, che mette al centro la forza del gruppo, della comunità che si muove insieme, di un’energia che viene condivisa. E poi una parentesi non casuale, che crea movimento nel nome, e che suggerisce un’identità precisa: ha voglia di includere, di espandersi. Una compagnia sempre in evoluzione, aperta, pronta a sperimentare
A Milano, Rosalía ringrazia Giulia Stabile e il corpo di ballo
Durante la tappa milanese, Rosalía ha sorpreso il pubblico rivolgendosi direttamente a Giulia Stabile, ballerina simbolo di chi crede nel proprio sogno fino in fondo (proprio a Cosmopolitan aveva rivelato la sua grande passione per la cantante catalana e il suo desiderio di esibirsi per lei). Un breve momento, che ha commosso la ballerina stessa: «Ho i migliori ballerini al mondo. Lei è fantastica». La presenza di figure come Giulia Stabile nello stesso immaginario coreografico di Rosalía e de (LA)HORDE racconta di una danza che non ha più confini netti tra televisione, mondo pop, contemporaneo, di nicchia, ma che si muove liberamente tra questi mondi. Ed è proprio qui che (LA)HORDE si inserisce: trasformando movimenti in contesti underground in un linguaggio globale, capace di arrivare dai teatri più sperimentali fino ai palchi più mainstream.









