L'abbiamo lasciato sul palco dell'Ariston alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, dove ha partecipato con la sua "Prima che", mentre oggi ritroviamo nayt alla vigilia dell'uscita del suo decimo album in studio, io Individuo, disponibile dal 20 marzo. Dell'eredità del festival, nayt dice che: «Sono uscito dall'esperienza di Sanremo felice e soddisfatto di essere riuscito a portare il tipo di musica e poetica in cui credo» mentre è già concentratissimo sul raccontare le 13 tracce che compongono io Individuo.



Nelle parole di nayt: «Questo è un disco che 'ricerca'. Tutto quello che suscita in chi l'ascolta corrisponde a ciò che ho provato. Sono milioni di momenti che ho messo su musica». Così, in io Invidiuo, nayt cerca di decostruire l'ego, di porsi in dialogo con la collettività, il femminile, l'industria discografica, il mondo di cui è parte. Mescolando urban e cantautorato, così come ha fatto per il precedente Lettera Q (2024), nayt si immerge nelle contraddizioni in maniera sincera, a partire da quelle che sono le sue riflessioni personali. Racconta durante la conferenza stampa: «Scrivendo le canzoni, la parola 'individuo' tornava continuamente e combaciava con ciò che stavo vivendo, ovvero questa difficoltà mia, ma anche generale, nel riuscire a sentirsi parte di una collettività. Il disco indaga questo, ponendosi la domanda esistenziale del 'come si fa a stare e restare insieme?'. Provo a approfondire vare relazioni, che siano affettive, amicali, sociali, professionali».

L'album si apre con la prima frase di "Scrivendo", «Alla ricerca di uno scopo, viaggio scomodo», e si chiude con le considerazioni di "Contraddizioni - Interludio", con una sorta di loop che chiude a cerchio il disco, sottolineando la necessità di continuare il dialogo, persino quando sembra chiuso, riaprendolo da un'altra prospettiva, cercando sempre nuove soluzioni. Nel disco ci sono in realtà due interludi, raccontati da una voce che non è quella dell'artista romano, ma di due persone diverse; il primo è "Origini" e il secondo, è quello che chiude l'album, "Contraddizioni". nayt li racconta così: «Mi piace esprimere i miei pensieri attraverso le voci degli altri, è qualcosa che faccio già da tempo. Nel primo c'è mia madre, nel secondo c'è una persona molto importante, che per me è un mentore, con il quale ho tanti scambi su questi temi. In quell'interludio in particolare si parla di devozione, del culto dell'idolo. Sottolineo le contraddizioni che fanno parte di noi come individui, collettività e società, ma anche di me come artista e personaggio pubblico».

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Alessio Albi
nayt

Tra i brani del disco, oltre a "Prima che", prodotta da Zef, e "Un uomo", pubblicata lo scorso ottobre, c'è "Stupido pensiero" featuring Elisa, l'unica ospite del disco. Parlando del brano crato su un loop di chitarra, nayt racconta: «Con Elisa ci siamo visti in studio la mattina presto e siamo rimasti lì fino alle tre di notte, lavorando a questo pezzo completamente da zero. Trovo che questa collaborazione abbia dato al disco qualcosa che mancava».

Raccontando le tracce, nayt si sofferma su "Punto d'incontro", descrivendola come: «Un invito per tutti a capire da dove veniamo». Continua l'artista: «"Punto di incontro" è un brano che sembra parlare a una donna, ma parla al mondo femminile. Non c'è una risposta, c'è un tendere verso. Non ci sono rimpianti, cerco piuttosto di fare un cambio di prospettiva, per giudicare me e gli altri, ma senza mettere il giudizio davanti ai fatti. In un altro brano dico 'dire le cose ad alta voce è un passo avanti' e in "Punto di incontro" uso la mia voce per esprimere come mi sento, per partire da una verità in cui esprimo un senso di lontananza e arrivare ad avvicinarmi, comprendere. Questa traccia esprime un senso di lontananza». Conclude poi nayt: «Il dialogo con il femminile è un mio interesse esistenziale che ricade nella musica».

In "Esistere", il focus di nayt si sposta sulla propria generazione: «Parlo di quest'età in cui senti le cose con intensità, devi scegliere, capire chi sei. Parlo dell'Italia, un Paese in cui è difficile stare, che diventa ostile, in cui diventa un lusso vivere dignitosamente, ma da cui è anche difficile andare via. Credo che la mia generazione viva in un limbo, tra tecnologia e nuovi ritmi, l'infanzia passata con l'analogico e l'età adulta che corre più veloce. Il mio invito però è quello di prendere consapevolezza e usare le nostre risorse, perché magari possiamo davvero fare qualcosa di positivo».

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Courtesy Photo
Cover di io Individuo

Soffermandosi sul lato visuale di io Individuo, la cover dell’album è un quadro acrilico su tela 120x120cm dipinto a mano dall’artista Ozy e ispirato dalla fotografia De Schimmel (1992), scattata dal fotografo tedesco Hannes Wallrafen. nayt racconta di averla scelta perché «Amo il simbolo del cavallo bianco che irrompe in uno spazio artificiale e volevo realizzare quest'immagine in modo umano, attraverso un quadro». L'ispirazione viene quindi: «Da un mondo di fauna e flora, presente già dal precedente disco in cui i fiori erano al centro di tutto. Per quest'album, i visual rappresentano animali diversi che interagiscono o stanno in uno spazio solitario. È un modo per ricordarci l'animale che siamo. Allo stesso modo, con la musica, io cerco di levare le strutture che fanno parte della nostra società per provare ad andare sotto la superficie di certi meccanismi, con la possibilità di riuscire a vederci per quello che siamo».

Tirando le fila del suo percorso artistico, nayt riflette: «Rispetto a Raptus (2015) sento di aver raggiunto una maturità e un'adultità, anche perché sono passati più di 10 anni. Oggi ho più consapevolezza delle risorse che ho come persona e penso di riuscire a metterle in campo in musica. Penso di aver sviluppato un vocabolario e una tecnica più complessi e fruibili. Ho più consapevolezza del mio gusto e identità. Tutto però è in divenire. Ogni anno a fine album mi si apre un nuovo punto interrogativo ed è una fortuna che ci siano, perché significano movimento». A novembre 2026 nayt sarà inoltre impegnato nel Noi Individui Tour, cinque appuntamenti che lo vedranno protagonista nei palasport delle principali città italiane.